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Foto del 24 febbraio 2026

Con questo bellissimo scatto di Mirco Trivellato torniamo alla scoperta di un "Gigante Vivente" poco oltre il nostro confine di Regione.

Nel cuore della Toscana, a Gragnano (frazione di Capannori), svetta uno degli alberi più iconici d’Italia: la Quercia delle Streghe, nota anche come il Quercione di Villa Carrara. Questo esemplare di roverella (Quercus pubescens) non è solo un capolavoro botanico, ma un vero e proprio scrigno di storia e leggende popolari.

Con un'età stimata intorno ai 600 anni, la quercia presenta una conformazione quasi ipnotica. Sebbene raggiunga un'altezza di circa 15 metri, la sua vera particolarità risiede nello sviluppo orizzontale:

La chioma ha un diametro di oltre 40 metri, una misura straordinaria che crea un’ampia "cupola" naturale.

Invece di protendersi verso il cielo, i rami principali si allungano parallelamente al terreno, in alcuni punti quasi toccandolo, prima di risalire verso l'alto.

La circonferenza del tronco supera i 4 metri, testimoniando secoli di resilienza.

Il nome "Quercia delle Streghe" deriva da antiche tradizioni locali secondo cui, durante i sabba notturni, le streghe si riunivano proprio sopra i suoi rami. La leggenda vuole che l’insolito andamento orizzontale dei rami sia stato causato proprio dal peso delle streghe che vi danzavano sopra, impedendo all'albero di crescere verticalmente.

Un altro aneddoto celebre lega questo gigante a Pinocchio. Si dice infatti che Carlo Collodi si sia ispirato proprio a questo albero per descrivere la "Quercia Grande" dove il burattino viene impiccato dagli assassini (il Gatto e la Volpe).

Oggi la quercia è inserita nell'elenco degli Alberi Monumentali d'Italia. Nonostante abbia superato indenni guerre, fulmini e l'incuria del tempo, resta un organismo fragile che richiede rispetto e protezione per continuare a incantare i visitatori con la sua maestosa e magica silhouette.
Foto del 24 febbraio 2026