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Foto del 23 febbraio 2026

Ancora un meraviglioso scatto in movimento di Alessandro Roberti che ci mostra uno dei rapaci più sfuggenti e affascinanti del nostro territorio.

Stiamo parlando del fantastico Gufo di Palude (Asio flammeus). A differenza di molti suoi "cugini" notturni, questo rapace è noto per essere spesso attivo durante il giorno, specialmente al crepuscolo, il che lo rende uno dei soggetti preferiti dai fotografi naturalisti.

E' un rapace di medie dimensioni con un'apertura alare che può raggiungere i 100-110 cm. Dotato di uno sguardo magnetico, ha grandi occhi gialli circondati da "occhiaie" nere molto marcate, che gli conferiscono un'espressione severa e penetrante.

In volo le ali appaiono lunghe e strette, con una caratteristica macchia scura in corrispondenza del "polso". Il piumaggio è un mix di fulvo, beige e bruno, perfetto per mimetizzarsi tra l'erba secca e le canne.

Sebbene appartenga al genere Asio (come il Gufo comune), i suoi ciuffetti di penne sulla testa sono cortissimi e quasi sempre invisibili.

Non è un uccello particolarmente territoriale fuori dal periodo riproduttivo. Si sposta dove c'è abbondanza di cibo (soprattutto piccoli roditori come le arvicole). Se in un'area i topi scarseggiano, lui fa le valigie e vola altrove.

Quasi tutti i gufi usano nidi abbandonati o cavità negli alberi, ma lui preferisce la semplicità: costruisce il nido direttamente al suolo, tra la vegetazione fitta delle zone umide o delle praterie.

Il suo modo di volare è molto particolare, con battiti d'ala lenti e profondi che lo fanno sembrare quasi una grande farfalla o un'albanella.

Durante il corteggiamento, il maschio esegue spettacolari acrobazie aeree, battendo le ali sotto il corpo con un suono simile a uno scoppiettio o a un applauso.

Foto del 23 febbraio 2026