Frammenti di Arcobaleno
Non è affascinante pensare a come un cielo così cupo e "sporco" possa generare colori così puri.
Ecco una spiegazione scientifica focalizzata su su questo scatto catturato da Michele:
-> L'arcobaleno non è un "oggetto" fisico in un punto preciso, ma un fenomeno ottico e geometrico. Quando la luce solare colpisce una goccia di pioggia:
1 - Entra nella goccia e viene deviata (rifrazione).
2 - Rimbalza sulla parete interna posteriore della goccia (riflessione).
3 - Esce di nuovo, separandosi nei colori dello spettro (dispersione).
E perché i colori sono così accesi?
Perché la goccia d'acqua agisce come un minuscolo prisma perfetto. La luce bianca contiene tutte le lunghezze d'onda; l'acqua le "ordina", inviando al tuo occhio il rosso a un angolo di circa 42° e il blu a circa 40° rispetto alla linea d'ombra della tua testa.
-> Il "Grigio" è lo sfondo perfetto
Vi sembrerà strano, ma quel grigio plumbeo è il miglior alleato della brillantezza dell'arcobaleno per due motivi:
In primis, in fisica della visione, percepiamo i colori come più saturi quando sono accostati a tonalità neutre o scure. Le nubi cariche d'acqua (i nembi) assorbono molta luce, creando un "fondale" scuro che fa risaltare i fotoni colorati che tornano verso di te.
Secondo, in uno scenario temporalesco come questo, le gocce d'acqua sono spesso grandi e sferiche. Più la goccia è grande (fino a qualche millimetro), più i colori dell'arcobaleno risultano definiti e intensi. Se le gocce fossero minuscole (nebbia fitta), i colori svanirebbero in un arco bianco lattiginoso.
-> Ma perché ne vediamo solo un pezzo?
Quello che vediamo nella foto è un "arco troncato". La geometria dell'arcobaleno richiederebbe un cerchio completo, ma noi vediamo solo le zone dove c'è pioggia o forte umidità in sospensione. Oppure là dove la luce del Sole riesce a filtrare attraverso i buchi nelle nuvole dietro di noi.
In questo scatto, la nebbia e la pioggia occupano solo una parte del volume d'aria illuminato, creando quelle spettacolari "colonne di colore" che sembrano poggiare direttamente sui boschi sottostanti.
Lo sapevate che l'arcobaleno contiene una gamma infinita di colori, ma il nostro occhio ne distingue convenzionalmente sette? La sequenza è rigorosa: il rosso è sempre all'esterno dell'arco perché è la luce che viene deviata meno, mentre il violetto è sempre all'interno.