Nuvole lenticololari oggi sul Crinale
Un trittico di foto magnifiche quelle che abbiamo catturato questa mattina, un esempio perfetto di Altocumulus lenticularis, comunemente chiamate "nuvole lenticolari".
Queste formazioni sono spesso scambiate per UFO proprio per la loro forma a disco levigato, ma la loro origine è puramente fisica e legata all'interazione tra il vento e l'orografia del territorio, come nel caso del nostro Appennino emiliano.
Il "Motore" delle Nuvole Lenticolari
Perché si formino, servono tre ingredienti fondamentali:
-> Una barriera montana: il crinale appenninico.
-> Vento forte e costante: che soffia perpendicolarmente alla montagna (il vento da Nord del ciclone Pedro).
-> Aria stratificata: strati di aria umida alternati a strati di aria secca in un'atmosfera stabile.
L'Effetto Ondulatorio (Onda Orografica)
Quando il vento incontra la montagna, non si limita a fermarsi; viene spinto verso l'alto per scavalcarla. Una volta superata la cima, l'aria tende a scendere, ma per un effetto elastico (proprio come un'onda nell'acqua dopo aver colpito un sasso) inizia a rimbalzare, creando delle onde stazionarie invisibili sottovento alla montagna.
Perché quella forma a "disco volante"?
Ecco il passaggio chiave:
-> Condensazione: Quando l'aria umida sale sulla cresta di una di queste onde invisibili, si raffredda e il vapore acqueo condensa in goccioline, rendendo visibile la nuvola.
-> Evaporazione: Non appena l'aria scende lungo il lato opposto dell'onda, si riscalda nuovamente e l'acqua evapora, facendo sparire la nuvola.
La nuvola appare stazionaria (sembra ferma nonostante il vento a 80 km/h) perché si rigenera continuamente sul lato "sopravento" e si dissolve sul lato "sottovento". È un equilibrio dinamico: l'aria corre veloce, ma la "forma" dell'onda rimane fissa nello spazio.
Perché sono così definite?
La forma a lente (o a mandorla) così netta dipende dalla velocità del vento e dalla secchezza dell'aria circostante.
Se l'aria attorno è molto secca, i bordi della nuvola evaporano istantaneamente non appena escono dalla zona di sollevamento, creando quel contorno levigato e "tagliente".
La stratificazione dell'umidità può persino creare più nuvole sovrapposte, come una pila di piatti, se ci sono più strati d'aria umida a diverse quote.
Curiosità tecnica!
I piloti di aliante amano queste nuvole perché indicano la presenza di potenti correnti ascensionali (le "onde"), che permettono loro di raggiungere quote altissime senza motore. Al contrario, i piloti di linea le evitano perché spesso associate a forti turbolenze.