Allerta meteo arancione per giovedì 14 e venerdì 15 maggio

Allerta meteo arancione per giovedì 14 e venerdì 15 maggio

⚠️ Allerta Meteo Arancione ⚠️
 
E’ stata emessa nella giornata di ieri, ma interesserà il resto della giornata di oggi e la prima parte di quella did omani, dall’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile e da ARPAE un’allerta meteo di livello Arancione che interessa anche il nostro territorio.
 
Le agenzie prevedono l’arrivo di una perturbazione piuttosto intensa che interesserà parte della nostra Regione, tra cui anche la nostra provincia.
Per il reggiano si prevede un po’ di attività temporalesca sul nostro Appennino e soprattutto (allerta arancione) forti raffiche di vento che interesseranno il Crinale e la Montagna. Raffiche che potrebbero superare anche gli 80/100 Km/h in alcuni momenti.
 
Lo scopo delle Allerte non è quello di mettervi ansia, ma semplicemente quello di non farvi trovare impreparati nel caso in cui questo scenario (possibile e non certo) si verifichi.
 
Cosa ci aspettiamo?
Premesso che il nostro parere non può in alcun modo andare a modificare o scavalcare l’allerta di cui vi abbiamo appena parlato, siamo concordi con l’arrivo di una “vivace” perturbazione da dietro il nostro Appennino.
Dalle 18:00 ci aspettiamo l’inizio delle ostilità sul nostro Crinale con vento in rinforzo che si farà via via più intenso con culmine nella notte e primo mattino di domani (Venerdì 15).
I temporali prenderanno sicuramente forma sull’Emilia-Romagna occidentale. Ci aspettiamo attività elettriche verso Parma e Piacenza, ma anche sul reggiano (seppur con meno probabilità), sono presenti le condizioni giuste per innescare qualche temporale sparso. In tal caso potrebbero prendere forma sui settori occidentali, come la valle del fiume Enza e nella Bassa tra Sant’Ilario, Poviglio, Boretto, Guastalla e Brescello. La zona da tenere sotto controllo sarà sicuramente Sud-Ovest, poiché la perturbazione avanzerà da lì verso nord-est. I temporali, pertanto, si sposteranno successivamente sulle prealpi Lombardo-Venete.
Come nasce un temporale

Come nasce un temporale

👨‍🏫 Angolo della Didattica 👨‍🏫
 
Qualche giorno fa vi abbiamo mostrato un meraviglioso scatto del fotografo casalgrandese Michele Sensi.
Oggi vi riproponiamo lo stesso scatto modificato da noi di MeteoReggio per facilitarvi la comprensione delle forze e dei moti in gioco durante lo sviluppo di un temporale.
L’immagine in questione ci mostra l’evoluzione di un Cumulo congesto poco prima del passaggio a Cumulonembo (avventuo 15 minuti più tardi). In questa immagine si vede una vera e propria nube isolata che rovescia sotto di sè un enorme quantitativo di pioggia lungo la via Emilia il 25 luglio scorso. Pochi minuti più tardi evolverà in un Cumulonembo che ha comportato piogge ancora più violente sulla città di Modena.
 
Ma passiamo alla spiegazione di ciò che avviene nell’immagine.
 
Nell’arco della giornata il calore del Sole si è immagazzinato nel suolo riscaldando tantissimo lo strato d’aria più basso.
Il calore con il passare delle ore è aumentato ed ha iniziato a risalire la colonna d’aria presente sulla nostra Pianura. Questa colonna di aria calda ed umida appena arriva a contatto con uno strato d’aria più freddo e secco inizia a condensare manifestandosi come nuvola bianca che cresce come “panna montata”, questa è composta da micro goccioline di acqua.
L’aria calda (più leggera), circondata da aria più fredda (più pesante), continua a salire di quota facendo crescere di volume la nube.
 
A questo punto possono succedere due cose:
1 – Salendo, l’aria calda, gradualmente si raffredda fino all’equilibrio con quella esterna fermando lo sviluppo della nuvola che a questo punto rimarrà un Cumulo congesto.
2 – Le spinte ascensionali sono talmente potenti che l’aria calda (leggera) continua a salire perchè circondata da aria molto più fredda fino a raggiungere la Tropopausa (lo strato d’aria che separa la Troposfera dalla Stratosfera, punto in cui l’aria salendo non continua a raffreddarsi, ma al contrario le temperature crescono bruscamente). A questo punto la nube si esapanderà come un’incudine e sarà alta 9.000 metri circa ed avremo un Cumulonembo.
 
La nube di questa immagine seguirà il secondo caso, ma qualche decina di minuti più tardi.
 
Perchè nella nostra immagine piove fortissimo?
Le goccioline liquide scontrandosi tra loro si uniscono e crescono di volume. Spinte dal vento ascensionale salgono di quota ghiacciando per via delle temperature molto sotto lo zero termico presenti in alta quota. Divenuti cristalli pesanti iniziano a precipitare subendo trasformazioni continue, da ghiaccio a neve a pioggia man mano che le temperature salgono durante la caduta. In questo momento le goccie possono fondersi e crescere più e più volte fino a quando non raggiungeranno il peso “critico” che le farà cadere definitivamente verso il suolo.
 
Questa cascata di pioggia, poi, trascina con sé anche l’aria fredda presente in quota generando un forte vento che anticipa l’acquazzone e che raffredda di molto le temperature al suolo (il vento pre-frontale).
 
Questa, a grandi linee, è la lettura dell’immagine che vi abbiamo proposto. Ci auguriamo di aver espresso chiaramente un meccanismo meteorologico difficile da spiegare senza l’utilizzo di terminologie specifiche. Se avete ulteriori domande da porci non esitate a farlo.