Neve e Siccità, una relazione molto stretta

🛰 Dallo Spazio alla Siccità 2022 🌊

Che la ricerca spaziale sia indispensabile per il monitoraggio ed il benessere del nostro Pianeta è fuori ogni discussione.

E’ stata da poco pubblicata una ricerca dell’agenzia spaziale tedesca DLR che ha analizzato 15.000 immagini delle Alpi raccolte in 37 anni di monitoraggio con il satellite Landsat.
Lo scopo di tale ricerca era capire il comportamento della neve sulle nostre Alpi e come queste si comportano in questo periodo di riscaldamento globale.

L’innalzamento delle temperature a livello globale ha fatto sì che il limite delle nevi si spingesse via via sempre più in alto. La scorsa primavera il limite delle nevicate nelle Alpi italiane era in media di 400 metri, e in alcune regioni anche di quasi un chilometro più alto del solito!
Gli scienziati hanno anche esaminato l’influenza del manto nevoso delle Alpi sulla scarsità d’acqua nel nord Italia. Quest’anno il Nord Italia ha vissuto una delle peggiori siccità degli ultimi 70 anni.

Più alto è il limite delle nevi, meno neve è presente al suolo e quindi potenziale acqua di disgelo disponibile nei nostri fiumi.
Ad esempio, in Ticino, regione di confine tra Italia e Svizzera, il limite delle nevicate nel marzo di quest’anno era di 625 metri sopra la media pluriennale. Di conseguenza, nella regione c’era il 56% di neve in meno rispetto al solito.


Nel grafico 3D vediamo quello che è accaduto nella Valle d’Aosta in questo 2022. In blu vediamo il limite della neve e in giallo vediamo il ritiro del limite delle nevi rispetto alla media degli ultimi 37 anni.

Landsat è caratterizzato da una risoluzione spaziale di 30 metri. In questo modo è possibile mappare la neve anche nel complesso terreno delle regioni di alta montagna. Poiché l’archivio Landsat va molto indietro nel tempo, è possibile creare serie temporali.

Lo sfondo della siccità nel nord Italia è stata una combinazione di temperature elevate e scarse precipitazioni nell’inverno e nella primavera del 2022, a cui sono seguite diverse ondate di caldo di matrice africana che non hanno dato tregua.

Cosa ci prospetta il 2023?
Impossibile saperlo, ma è importante adottare tutte le precauzioni del genere perché il trend ovviamente non è positivo per niente.

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Dott. Matteo Benevelli

La siccità continua

La siccità continua

🌵 Bollettino Siccità 💧

Ormai da un mesetto siamo in quella porzione di stagione in cui il nostro territorio dovrebbe riprendere a far scorta di acqua nelle proprie falde con la complicità delle piogge tipiche del post-estate.

Invece abbiamo vissuto un mese di Ottobre terribile sotto questo aspetto, con temperature esageratamente sopra la media e la quasi totale assenza di piogge degne di questo nome.
Molti apprezzano il fatto che questo ci ha permesso di risparmiare qualche euro in riscaldamento, ma su quanto accaduto c’è poco da star tranquilli. Il caldo esagerato avrà sicuramente ripercussioni negative sulla Natura che ci circonda, sui normali cicli biologici della vita di piante, animali, batteri, … ecc … l’Europa quest’anno è stata colpita molto più duramente di altre zone del Mondo, chiaro sintomo di un sempre più duraturo cappello di alta pressione che non lascia spazio alle perturbazioni atlantiche.

Il mare Mediterraneo è sempre più caldo e pronto a sprigionare la sua energia alla prima irruzione, un po’ come accaduto nelle Marche a metà settembre scorso o come visto il giorno dopo Ferragosto con la violenta perturbazione che ha causato vittime tra la Corsica e la Toscana.

La situazione idrica è da bollino rosso anche sul nostro Appennino che durante l’estate se la passava male ma non malissimo. Purtroppo il tutto è reso ancora più triste dalle notizie che si leggono sui giornali, notizie che enfatizzano il fatto che la prima neve sia caduta sulle Alpi, come se quello che è “normale” ormai è da considerarsi “eccezionale”.

Nei prossimi giorni avremo ancora la protezione di questa super-alta pressione che potrebbe favorire però la formazione di nebbie e nubi basse.
Forse la prossima settimana potrebbe arrivare un po’ di pioggia, soprattutto sul nostro Appennino, ma i modelli previsionali sono sempre molto ballerini quindi sarà meglio attendere qualche giorno prima di lanciarci in proclami.

Le curve di accumulo di pioggia sono in controtendenza rispetto alla normalità e calano invece di salire come sarebbe lecito attendersi nei periodi di Ottobre/Novembre. Nella grafica ARPAE vi abbiamo messo il raffronto tra ciò che è normale, abbondante o scarso, con l’aggiunta della curva di quanto accaduto nel famoso 2003 quando l’Europa e l’Italia furono alle prese con una violenta ondata di calore che purtroppo è stata superata dal 2022.

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Dott. Matteo Benevelli

Situazione siccità a metà luglio

Situazione siccità a metà luglio

Inutile negarlo, la situazione in corso non è assolutamente migliorata più di tanto dal nostro ultimo bollettino emesso a Giugno.
Si sono verificate delle piogge sulle Alpi che hanno portato un pochino di acqua in più al Po, ma la situazione è ancora da “Bollino Rosso Fuoco”, con valori che sono stabilmente inferiori a quelli già terribili della stagione 2005/2006. Se la passa male anche il fiume Secchia che è prossimo all’essere fermo in alcune tratte, le piogge che nei giorni scorsi hanno interessato l’alta valle e la media valle hanno inciso poco sulla portata del fiume poiché violenti e di brevissima durata. Piogge del genere danneggiano il territorio e portano poco ristoro poiché il suolo arido necessita di più tempo per poterne assorbire una parte ed il suolo argilloso impermeabile non aiuta di certo.
Se la passa leggermente meglio il fiume Enza con un lieve sussulto dettato dalle piogge che nei giorni scorsi hanno interessato l’Appennino parmense e la zona reggiana tra Ventasso, Casarola e Alpe di Succiso.
Meglio non parlare dei torrenti che ancora vedono un po’ di acqua scorrere nei loro alti e medi corsi, per giungere secchi in prossimità delle loro foci.

Molti utenti ci chiedono di fare un raffronto con il terribile anno 2003, ma dimenticano che quello fu un anno terribile sotto l’aspetto delle temperature, che soprattutto nel mese di Luglio crearono non pochi problemi, specie in Francia dove morirono diverse persone. Sotto l’aspetto delle piogge non fu un anno avaro, specie ad inizio anno ed in primavera, ma anche nello stesso mese di Luglio si ebbero delle piogge con accumuli discreti. Se proprio dobbiamo trovare un anno horribilis basta fermarci al 2017, quando la disponibilità idrica fu del tutto simile a quella di oggi.

Il Bilancio Idroclimatico, che rappresenta in millilitri la differenza tra le precipitazioni e l’evapotraspirazione, è impietoso su tutta la Provincia di Reggio Emilia. Cromaticamente la situazione è leggermente migliore in Appennino in virtù di qualche pioggia in più e temperature meno importanti rispetto alla Pianura, ma siamo proprio a ridosso di quel “Rosso” che colora invece la Pianura.

Qualcosa potrebbe cambiare?
Non nel breve termine, i modelli attuali vedono salire in cattedra l’Anticiclone Africano che porterà tempo stabile su tutto il reggiano e temperature massime decisamente eccessive per il periodo. L’Estate 2022 rischia di candidarsi a peggior Estate di sempre. Questa ondata, però, avrà un moto molto oscillatorio e la speranza è che tra un picco e l’altro possa aprirsi qualche spiraglio di pioggia almeno per le zone appenniniche. Per quel che riguarda la portata del fiume Po, invece, si spera in qualche temporale Alpino anche se difficilmente saranno efficaci.
Non ci resta che stringere i denti ed aspettare tempi migliori poiché siamo in pieno Luglio ed è del tutto normale che non vi siano piogge degne di questo nome, come vedete da grafici solitamente si deve attendere la fine di Agosto per invertire la tendenza e rivedere le curve salire.

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Dott. Matteo Benevelli

Il punto sulla siccità

Il punto sulla siccità

🏜 Siccità 🌡
 
Inutile tergiversare, nei giorni scorsi anche l’Osservatorio per il Po si è espresso con termini come ‘Una crisi mai vista in 70 anni’.
 
Il bacino padano come la nostra provincia è alle prese con una situazione decisamente poco simpatica e di pesante deficit idrico. Il fatto, poi, che siamo ancora alla prima metà di giugno non fa presagire scenari ottimistici per l’estate 2022 che è ai blocchi di partenza.
 
E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che le grandi latitanti di quest’anno sono le piogge. Piogge scarse, concentrate in pochissime giornate e del tutto inefficaci. Il fiume Po, poi, è in sofferenza anche per il fatto che anche sulle Alpi le precipitazioni sono state avare e la neve scarsa.
 
Pesano tantissimo i primi 3 mesi dell’anno che praticamente non hanno visto giorni di pioggia degni di questo nome, una carenza che non è stato possibile compensare con i piovaschi arrivati a inizio e fine aprile e ai primi di maggio.
 
Anche il caldissimo mese di Maggio ha aggravato la nostra provincia impoverendo ulteriormente il nostro suolo di acqua superficiale.
 
Bilancio idroclimatico impietoso per la Pianura che vive il suo secondo momento peggiore dall’inizio del nuovo millennio, solo il 2017 fu peggiore di un nulla (tanto che in quell’anno il 13 giugno piovve e il bilancio migliorò quel tanto che basta dal far diventare da domani il 2022 l’anno peggiore). Anche il 2007 fu un’estate orribile, con valori peggiori ad inizio giugno, ma che migliorarono quel tanto che basta a superare il 2022.
 
Riassumendo, quindi, anno terribile che però nella serie torica dal 1962 a oggi vede altre annate simili:
– 2017
– 2022
– 1990
– 2007
– 1998
– 1966
 
E’ però cambiato il fabbisogno negli anni e l’estate che abbiamo davanti è ancora lungo e la richiesta di acqua da parte dell’agricoltura, l’industria, la produzione elettrica e usi civili sarà da monitorare costantemente.
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 Dott. Matteo Benevelli
Pericolo incendi, scatta il codice Arancione dal 26 Marzo

Pericolo incendi, scatta il codice Arancione dal 26 Marzo

⚠️ Pericolo Incendi 🔥
Scatta da sabato 26 marzo e proseguirà almeno fino alla mezzanotte di domenica 3 aprile in tutta l’Emilia-Romagna “lo stato di grave pericolosità” per il rischio di incendi boschivi.
🟠 Allerta Arancione 🟠
Codice arancione a causa dello stato di siccità severa su tutto il territorio regionale. Vietato accendere fuochi, proibita la pulizia di pascoli e terreni, severe le sanzioni per chi non rispetta le regole.
Con l’innalzamento del grado di pericolosità a livello arancione si stabilisce il“divieto assoluto di accendere fuochi o utilizzare strumenti che producano fiamme, scintille o braci,all’interno delle aree forestali”.
Vietati su tutto il territorio regionale, anche al di fuori delle aree boscate, anche gli abbruciamenti di residui vegetali e delle stoppie.
Sono inoltre vietati gli abbruciamenti di residui vegetali agricoli su tutto il territorio regionale.
Il provvedimento è stato emanato dal Direttore dell’Agenzia regionale per la sicurezza territoriale e la protezione civile, Rita Nicolini, d’intesa con la Direzione regionale dei Vigili del Fuoco e il Comando Regione Carabinieri Forestale.
Il 22 febbraio scorso vi avevamo dato notizia dell’allertamento a livello “Giallo”, ma da allora il bilancio idro-climatico si è ulteriormente aggravato.
La pioggia latita da molto tempo ed il tema lo abbiamo trattato in uno sostro recente post. Secondo alcuni modelli a fine mese “potrebbe” arrivare qualche piovasco, ma si tratterebbe di precipitazioni ampiamente deficitarie rispetto al bisogno di pioggia che abbiamo. Per esperienza non è da escludersi che questi modelli vengano ritoccati in peggio nei prossimi giorni.

All’aumento dei divieti corrisponde un diverso regime sanzionatorio.

La legge 353/2000 (legge quadro in materia di incendi boschivi, come modificata dal decreto legge 120/2021 convertito con legge n.155/2021), prevede pesanti sanzioni per chi viola le prescrizioni o adotta comportamenti pericolosi;in particolare il pagamento in misura ridotta della sanzione pecuniaria è stato elevato ad euro 10.000 (precedentemente euro 2.064).

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