Da una criticità all’altra

Da una criticità all’altra

Non abbiamo ancora messo in archivio la perturbazione nevosa di questa parte centrale della settimana che già con lo sguardo dobbiamo scrutare ciò che ci attende successivamente. Purtroppo si passerà da un estremo all’altro, dalla neve ad un repentino aumento delle temperature che determinerà un peggioramento ulteriore dopo una breve parentesi di sereno.

La discesa di una vortice di bassa pressione sulle isole britanniche innescherà una nuova discesa artica che si scaglierà sulla penisola iberica ed il mar Mediterraneo occidentale. Questa irruzione spingerà correnti d’aria africane verso la nostra Penisola e nel mar Adriatico determinando uno scontro poco piacevole tra correnti d’aria di natura opposta.
Aria fredda che si scontrerà con correnti di Scirocco caldo e umido, un mix esplosivo che causerà piogge insistenti per più giorni.

Perché si tratta di un quadro critico?
Per vari motivi, in primis perché ora abbiamo neve sull’intero Appennino e anche su parte della pedecollinare. Questa vasta riserva d’acqua verrà tutto sommato mantenuta abbastanza bene dalle temperature presenti soprattutto in Collina e Montagna, ma il vento caldo in arrivo Venerdì favorirà un veloce scioglimento del manto bianco.
Secondo motivo di apprensione sarà il fatto che il nostro terreno sarà già saturo d’acqua per via della perturbazione attuale e non riuscirà ad assorbire anche quella derivante dallo scioglimento della neve venerdì. Ciò andrà inevitabilmente a far crescere il volume dei nostri corsi d’acqua.
Terzo motivo, il nostro Appennino è composto principalmente di argilla e queste condizioni sono sicuramente le peggiori che ci possano essere per la riattivazione di movimenti franosi.

Quanto durerà questa nuova perturbazione?
Questa è un’altra nota dolente. Questa previsione è abbastanza distante da oggi e pertanto i modelli previsionali subiranno sicuramente delle modifiche. Stando ai dati attualmente elaborati dai principali modelli di calcolo sembra che almeno fino a Domenica 6 dicembre piova quasi in continuazione.
Ovviamente ci auguriamo che i modelli cambino e che cambino di molto, perché un periodo così lungo di piogge abbastanza insistenti potrebbero davvero creare qualche criticità idrogeologica.

C’è da preoccuparsi?
No, preoccuparsi è eccessivo. Sicuramente ci si dovrà preparare ad un periodo di pioggia e di fusione repentina della neve senza farsi sorprendere. Gli organi di Protezione Civile e le amministrazioni vigileranno su tale evento, ma noi intanto ci possiamo preparare attuando un po’ di quei comportamenti che possono ridurre al minimo i rischi ed i disagi per noi stessi e per il prossimo.

Noi faremo il possibile per tenervi aggiornati su ciò che ci aspetterà.

WWW.METEOREGGIO.IT
 Dott. Matteo Benevelli

La vivace instabilità dell’equinozio 2020

La vivace instabilità dell’equinozio 2020

👩‍🏫 Angolo della Didattica 🧑‍🏫
 
Ma cosa sta accadendo oggi sul nostro territorio?
 
Ancora una volta l’Emilia si trova al centro di una disputa tra differenti correnti d’aria, una più fresca ed instabile in arrivo dal mar Tirreno ed una più calda ed umida in arrivo dal mar Adriatico.
 
Fortunatamente dato il periodo autunnale l’energia in campo nella Pianura Padana è minore ed i moti convettivi verso l’alto meno violenti, ma ciò che non fa il caldo della Pianura lo fa il “sollevamento orografico”, ovvero il sollevamento forzato a cui va incontro una corrente d’aria che da nord si spinge verso sud e che inevitabilmente cresce di quota man mano che risale l’Appennino. Anche le temperature di circa 25°C sulla Pianura hanno giocato un ruolo determinante in questi “sollevamenti di aria calda”.
 
Una volta innescata la risalita, il fresco presente in quota ha favorito la crescita in altezza di vari Cumulonembi generatisi come tante celle isolate (sistema multicella) che hanno colpito a macchia di Leopardo in tutta l’Emilia.
 
La corrente più prepotente è stata quella in discesa dall’Appennino che è arrivata nel dopo pranzo e che aprendosi a ventaglio ha spinto via il caldo umido che dominava fino ad allora sulla nostra provincia, generando temporali lungo la “linea di confine” di queste due correnti contrapposte.
Questo meccanismo si vede molto bene dall’immagine radar che vi abbiamo proposto in questo articolo.
 
Questo rimescolamento di correnti d’aria, poi, sta portando l’instabilità un po’ in tutto il bacino padano dove alle piogge si alternano momenti di schiarita, per poi comportare altre chiusure del cielo in un turbinio di nuvole che in questa stagione si concretizza in forti acquazzoni, ma che se fosse avvenuto in piena Estate avrebbe potuto comportare disagi ben maggiori.

L’Autunno 2020 non poteva iniziare in un modo più “autunnale” di così, poiché alle 13:31 di questo pomeriggio è avvenuto l’Equinozio d’Autunno.

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Dott. Matteo Benevelli