Arrivano la neve rosa e auto marroni

Arrivano la neve rosa e auto marroni

Il tempo di questi giorni sicuramente non sta entusiasmando i reggiani che si trovano spesso ad avere a che fare con nebbie e cielo grigio. Le temperature, poi, non sono in linea con quello che è un normale mese di Febbraio ed i valori miti attuali sono di almeno 6°/7°C superiori alla media del periodo.

La colpa è da ricercare nell’Anticiclone Africano che per la prima volta quest’anno fa sentire la sua presenza portando flussi di aria calda e umida verso il Mediterraneo. L’aria calda non è ancora paragonabile al calore che solitamente è in grado di generare durante l’Estate, ma ugualmente parliamo di temperature che arrivano da un continente che è comunque alle prese con irraggiamenti solari di tutto riguardo nonostante la stagione invernale. Il flusso di aria calda parte secca dal continente africano, ma quando arriva sul Mediterraneo fa il pieno di umidità. Quando questo arriva a contatto con le montagne l’umidità si traduce in piogge.

Il quadro meteorologico nel fine settimana vedrà l’affermarsi sempre più prepotente di una Bassa Pressione tra le isole britanniche e la penisola iberica. Questa pesante goccia di aria fredda in relazione con l’Anticiclone Africano spingerà un potente getto di aria verso l’Europa con venti che porteranno in carico molta sabbia del deserto del Sahara.

Cosa succederà sul reggiano?
Nel fine settimana, soprattutto nella giornata di Domenica sono attese forti piogge sul nostro Crinale, ma la perturbazione perderà di consistenza man mano che ci si sposta verso la Pianura. Questo perché il maltempo si scatenerà soprattutto sul versante ligure-toscano dell’Appennino lasciando parzialmente in ombra il versante reggiano. Tuttavia di tanto in tanto la pioggia varcherà il Crinale sconfinando verso di noi.

Neve rosa?
Molto probabilmente il cielo si tingerà di colori rosati per via della sabbia in carico dal nord Africa, e allo stesso modo la pioggia che cadrà dal cielo tingerà la neve presente in Montagna di ocra. Nulla di esagerato, ma che probabilmente si noterà. In Pianura, invece, le piogge non avranno della neve al suolo da tingere… ma molte automobili si e ce ne accorgeremo soprattutto con il Sole atteso nella giornata di Lunedì.

Disperati per l’automobile in condizioni estetiche pietose?
Portate pazienza un giorno o due e le piogge potrebbero fare il loro ritorno, questa volta senza il pesante carico di sabbia.

Inverno finito?
Troppo presto per dirlo, sicuramente questa fase di temperature miti e di molto sopra la norma durerà almeno fino a metà Febbraio. In alta Montagna, invece, avremo giornate che alterneranno nevicate a piogge. Un quadro poco entusiasmante, ma non ci resta che portare pazienza.

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Dott. Metteo Benevelli

Che fine ha fatto l’estate?

Che fine ha fatto l’estate?

Ormai dall’inizio del mese assistiamo sempre più spesso alla dinamica di bel tempo mattutino con sviluppo di violenti temporali nel primo pomeriggio e ritorno alla tranquillità sotto sera. Tanti si chiedono che fine abbia fatto l’estate, ma spesso arrivano a conclusioni troppo semplici. Effettivamente quest’anno stiamo notando una totale latitanza del caldissimo “Anticiclone Africano”, quel mostro di alta pressione che porta temperature esageratamente calde per la nostra latitudine. Mostro alto pressorio a cui ci eravamo ben abituati nell’ultimo decennio e che appunto con la sua assenza ci fa sembrare l’inizio dell’estate 2020 del tutto anomala.

Ma siamo certi che sia così?


Il grafico che vi abbiamo riportato qui sopra, che in gergo si chiama “spaghetto” (non che gli scienziati brillino in inventiva alle volte), ci fa vedere l’andamento delle temperature previsto nella seconda metà di giugno. Pertanto salta subito all’occhio che non avremo dei “picchi” d’innalzamento brusco delle temperature ma una sostanziale lenta crescita dei valori. La linea bianca rappresenta le temperature che il modello matematico si aspetta ed in rosso, invece, vediamo quelle che sono state le temperature registrate in media negli ultimi 30 anni. Già da questo primo grafico si capisce che la nostra sensazione di “estate fredda” è del tutto errata perché addirittura siamo leggermente sopra la media del periodo, quindi ciò che ci trae in inganno sono stati gli ultimi anni che al contrario sono stati segnati dalla frequente presenza ingombrante dell’Anticiclone Africano che di tanto in tanto faceva delle sortite alle nostre latitudini facendoci sudare 7 camicie in anticipo.

Questa cartina, invece, è relativa alla seconda settimana di giugno, che effettivamente è stata segnata da molti temporali ed indubbiamente ha fatto registrare temperature di chiara matrice instabile ed atlantica. Ma anche in questo caso il calo sotto la media è di soltanto 1°/2°C rispetto alla norma. Pertanto anche secondo il NOAA non stiamo attraversando una fase “fredda”, ma tutto sommato nella media degli ultimi 30 anni.

Ma perché quest’anno non abbiamo le incursioni prepotenti dell’Anticiclone Africano?

Un indagine di questo tipo deve farci ampliare la visione d’insieme e non cercare la causa nel nostro vicinato, pertanto dobbiamo spostarci su una “scala globale” di correnti d’aria che fanno sì che l’Anticiclone latiti. Quando si amplia di così tanto lo zoom è scontato che aumentino di molto le variabili in gioco, pertanto ci limiteremo ad un’analisi “superficiale” e non approfondita perché non è nostra intenzione confondere i nostri utenti.

Prima di tutto c’è da dire che l’Anticiclone Africano non è scomparso, c’è ed è in piena forma e lo si nota molto bene da questa immagine satellitare dove con la sua ampiezza abbraccia l’intera zona sahariana.
Semplicemente questo “gigante” è più a sud del solito.

In questa fase dell’anno il Sole al Tropico del Cancro è praticamente allo zenith, il caldo durante il giorno è al suo massimo e ciò favorisce lo scoppio di temporali sub-tropicali appena l’aria umida in arrivo da ovest incontra il caldo secco sahariano. Le correnti d’aria in arrivo da ovest sono i famosi “Monsoni” e sono i venti più potenti al Mondo e sono quelli che regolano le correnti d’aria nell’intero globo.
In questa fase dell’anno le “piogge monsoniche” sono insolitamente più spostate verso sud e ciò favorisce una discesa dell’Anticiclone Africano che quindi latita dalle zone del Mediterraneo permettendo alle basse pressioni di scagliare verso la nostra Penisola flussi di aria fresca ed instabile dall’Atlantico. Questi movimenti inibiscono anche il dominio dell’Anticiclone delle Azzorre che se ne resta tranquillo nell’Atlantico bloccato anche dalla presenza dell’Alta Pressione Scandinava che da settimane non abbandona le zone del nord Europa.

Osservando bene l’immagine satellitare, poi, si possono osservare altri importanti meccanismi che regolano il nostro ecosistema, come ad esempio le nuvole di sabbia del deserto che l’Anticiclone Africano scaglia sull’Oceano Atlantico e che dopo un lungo viaggio arrivano sulla foresta Amazzonica per “nutrirla” di preziosi sali minerali.

Purtroppo ci sono anche degli aspetti negativi in questo spostamento delle piogge monsoniche verso sud, ovvero il rischio che la siccità colpisca zone in cui l’agricoltura e l’allevamento fa grandissimo affidamento su queste piogge. Le zone del Sahel sono da sofferenti sotto questo aspetto e ciò determina carestie, crisi socio-politiche, la cosa all’accaparramento delle risorse ed in fine l’imporsi di bande armate ed estremisti che con la forza non si fanno scrupoli ad accaparrarsele. Pertanto, se la situazione non dovesse migliorare, sarà lecito attendersi un amento dei flussi migratori verso l’Europa.

Come proseguirà il mese?
Sicuramente l’Estate farà il suo corso, il fatto che in questo periodo non sia iniziato con il grande caldo è tutto sommato un bene, ma è ancora troppo presto per dare dei responsi. Non si può assolutamente fare alcuna insinuazione sul come si comporterà. Certo è che nei prossimi giorni non avremo degli sbalzi improvvisi delle temperature e ciò è un bene per i nostri organismi che non subiranno questo stress.

In fine un altro aspetto da non trascurare è il fatto che il nostro territorio aveva sicuramente un gran bisogno di acqua dal momento che la neve non è caduta sul nostro Appennino in inverno ed il nostro terreno risultava sprovvisto di un serbatoio sotterraneo di acqua. Piogge intense, solitamente, sono inefficaci sotto questo aspetto, ma il fatto che queste precipitazioni si siano verificate per molti giorni ha fatto sì che il nostro terreno si bagnasse anche un po’ più in profondità del solito.

Auguriamoci, quindi, che l’Estate del 2020 non abbia degli sbalzi esagerati e che prosegua mite così com’è iniziata.

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Dott. Matteo Benevelli

Brusco innalzamento delle polveri sottili, ma perché?

Brusco innalzamento delle polveri sottili, ma perché?

In tanti in questi giorni ci stanno chiedendo com’è la situazione dell’inquinamento dell’aria in questo periodo di restrizioni dovute al Covid-19 sul nostro territorio. Fino a qualche giorno fa le concentrazioni di polveri sottili erano tutto sommato nella norma, specie dopo le piogge dei giorni scorsi, ma soprattutto nella giornata di ieri si è registrato un “curioso” se non “drammatico” boom delle Pm10 sulla nostra regione.
Nella giornata di ieri e soprattutto in quella di oggi si nota una foschia densa che limita in parte la visibilità nel lungo raggio e ciò non segue un iter logico/meteorologico.

Le Pm10 sono schizzate da 16 ppm fino al terribile valore di 99 ppm a Reggio Emilia, addirittura a 140 ppm a Rimini!

Vedi tabella ARPAE qui sotto:
In situazioni del genere è giusto indagare per scoprire se la causa di questa impennata è da ricercare a livello antropico (uomo) o naturale.

Indagine su una causa antropica:
siamo in una situazione eccezionale di restrizioni che limitano il pulviscolo sotto l’aspetto del traffico delle automobili, anche se i riscaldamenti sono ancora accesi e ben funzionanti visto il ritorno di un po’ di freddo da est. Sui siti d’informazione non si parla d’altro che di Coronavirus e non compaiono notizie di incendi dolosi in vasta scala in Italia e nazioni limitrofe.
Pertanto escludiamo il fattore antropico… per una volta l’uomo sembra non centrare nulla con questo aumento delle polveri sottili.

Indagine su una causa naturale:
Solitamente le cause naturali sono imputabili a grandi concentrazioni di Pollini, ma nonostante l’inizio di primavera non abbiamo un boom di fioriture in questo momento. Un’altra causa potrebbe essere di origine vulcanica, ma per ora tutto è tranquillo in Islanda e nel Sud dell’Italia. In fine ci si può concentrare sulla Sabbia del Deserto.
Le correnti che da qualche giorno dominano sul nostro territorio arrivano da est, la Porta della Bora si è aperta ed ancora non si è chiusa definitivamente. Da est, poi, sono arrivate anche le ultime precipitazioni… che a tutti gli effetti hanno sporcato le nostre automobili lasciate all’aperto in questi giorni di fermo. Ma al tempo stesso la Porta della Bora chiude la porta (permetteteci il gioco di parole) in faccia alla sabbia del deserto del Sahara, che è la prima imputata quando piove sabbia dal cielo.

Indizi:
– correnti dominanti da est
– automobili sporche di sabbia dopo le piogge degli ultimi giorni
– aumento delle Pm10 nonostante la pioggia recente che normalmente le abbatte

Causa:
Mettendo insieme questi indizi un buon detective meteorologico si concentra sul vento da est e ripercorre a ritroso il suo percorso. Con l’aiuto dei satelliti attuali e dei loro delicati sensori si può scoprire che il vento est attinge aria da molto lontano. E se si indaga in quelle zone remote, si scopre che da qualche giorno un’intensa tempesta di sabbia sta interessando la zona del Mar Caspio e del deserto del Karakum (Turkmenistan), 2500 km a est dell’Italia. Questa tempesta solleva i granelli di sabbia e li trasporta per migliaia di chilometri fino alla nostra Pianura (e ad onor del vero va oltre… fino al Portogallo e l’oceano Atlantico).

Conclusioni:
Per una volta l’incremento di polveri sottili non è da imputare all’uomo, ma a cause del tutto naturali. Un evento del genere è piuttosto raro, come detto in precedenza, le tempeste di sabbia che solitamente ci raggiungono sono di matrice sahariana poiché il vento dominante arriva dall’Atlantico sulle nostre latitudini. Questa volta, invece, uno spostamento imponente dell’Anticiclone delle Azzorre verso il Nord Atlantico ed una seconda alta pressione presente sul Kazakistan (nostra vecchia conoscenza di qualche giorno fa con il nome di Jurgen che determinò i fiocchi di neve del 26 marzo), hanno innescato questo “getto sabbioso” verso di noi.

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 Dott. Matteo Benevelli