Temporali in arrivo e un conseguente calo termico

Temporali in arrivo e un conseguente calo termico

🌦 Quattro gocce, caldo, … e poi il fresco 🌦
 
Poi non si dica che non piove mai… nel primo mattino tra le 08 e le 11 una piccola “Nuvola di Fantozzi” ha attraversato in diagonale la nostra provincia da Brescello fino a Rubiera/Salvaterra.
Giusto una striscia di provincia con piogge inizialmente moderate e via via più deboli che sono arrivate ad interessare anche la Città di Reggio Emilia.
 
Quasi una presa in giro dopo tanto caldo ed una gran necessità di Pioggia con la “P” maiuscola.


 
Tuttavia uno spiraglio dopo il gran caldo di questo fine settimana sembra aprirsi. Nella giornata di Lunedì “potrebbe” piovere abbondantemente salvo aggiornamenti improvvisi dei modelli di calcolo matematici.
Questa parentesi d pioggia potrebbe sancire la fine del gran caldo di Agosto poiché seguirà una rinfrescata generale che ci accompagnerebbe fino alla fine del mese, con valori termici al di sotto della media stagionale.
 
Riassumendo, quindi, ci attende una calda fine della settimana in corso (calda… non rovente come a Ferragosto), ma Lunedì faranno il loro ritorno i temporali che determineranno un crollo termico anche di 10°C, passando dai 34°C di Domenica ai 24°C di Lunedì.
Successivamente le temperature si porteranno per svariati giorni sotto (o attorno) alla soglia dei 30°C.

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Dott. Matteo Benevelli

Fine settimana di pioggia intensa e vento di scirocco

Fine settimana di pioggia intensa e vento di scirocco

Siamo all’inizio di un fine settimana che vedrà tornare la pioggia sulla nostra Provincia dopo un lungo periodo di assenza. Delle vere e proprie piogge con la “P” maiuscola non si vedevano dalla prima decade di Febbraio e finalmente qualcosa sembra cambiare all’orizzonte.

Un flusso di aria umida è in arrivo dalla Spagna e si scontrerà con aria mite e un po’ più asciutta in arrivo dalla rotazione oraria di un’alta pressione che stanzia sul mar Ionio. Il punto d’incontro di queste due correnti sarà ancora una volta il Golfo di Liguria dove sono attesi grandi quantitativi di pioggia per l’intero week-end.
Quando si forma questo scenario il nostro Crinale non è tenuto ai margini e spesso è interessato da forti raffiche di vento di caduta e acquazzoni improvvisi che sconfinano dal versante toscano verso di noi a singhiozzo.
Non è da escludersi che sulle vette più alte del Crinale possa tornare qualche fiocco di neve, ma sarà la pioggia la componente principale di questa perturbazione.

Il Crinale, poi, giocherà un ruolo importante facendo un po’ “ombra” alla Pianura ed alla medio-bassa Collina. Questa ombra si tradurrà in precipitazioni piovose molto più contenute e molto più deboli rispetto a quanto si potrà verificare in Montagna.

La dinamica vedrà qualche sbuffo di piogge deboli che ci interesseranno già nella giornata di Sabato, ma il vero peggioramento arriverà sul finire della giornata di Sabato 10 aprile e prime ore di Domenica 11. Il vortice di bassa pressione che nella giornata di Sabato si troverà tra Francia e Spagna avanzerà verso est e nella notte si porterà nei pressi della Liguria.

In questa posizione richiamerà aria calda ed umida sotto forma di vento di “Scirocco” che farà il suo ingresso nella Pianura Padana dalla Romagna e dal basso Adriatico. Questa corrente risalendo l’Appennino dalla Pianura porterà piogge abbondanti in Montagna ed alta Collina.

Non ci aspettiamo accumuli tali da costituire una minaccia per i nostri fiumi che attualmente sono ai minimi storici, ma qualche movimento franoso potrebbe riattivarsi, così come le forti raffiche di vento che potrebbero creare qualche criticità con la caduta di rami o alberi secchi.
Nel corso del fine settimana e Lunedì, però, gli accumuli sul nostro Appennino potrebbero superare tranquillamente i 70/90 mm a seconda delle zone.

Un miglioramento arriverà solamente nella giornata di Lunedì ed interesserà più che altro le zone di Pianura, mentre (come detto) in Montagna le piogge proseguiranno anche il 12 Aprile con accumuli simili a quanto registrato nella giornata di Domenica 11.

Le temperature non subiranno degli scossoni significativi in Appennino, al contrario, i valori massimi in Pianura ed in Città potrebbero salire per via del caldo vento di Scirocco che influirà sui termometri vistosamente.

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Dott. Matteo Benevelli

Bilancio idrico dell’inverno 2020/21

Bilancio idrico dell’inverno 2020/21

💧 Giornata dell’acqua 💧
 
La giornata mondiale dell’acqua è una ricorrenza istituita il 22 marzo di ogni anno dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio.
 
Vogliamo approfittare della ricorrenza per fare un’analisi di come sta andando l’approvigionamento idrico nella nostra provincia alla luce della fine dell’inverno.
 
☔️ PIOGGIA
In Pianura abbiamo avuto un inizio di inverno titubante compensato da un forte incremento di precipitazioni ai primi giorni di dicembre e tra Natale e l’Epifania. Dopo quelle due fasi stiamo vivendo un po’ di rendita con precipitazioni scarse, ma il bilancio è ancora sopra la media.
In Appennino abbiamo avuto il medesimo comportamento ad inizio inverno, poi dopo i primi giorni di le precipitazioni si sono presentate in maniera un po’ più costante e regolare. Il rapporto di accumulo tra Pianura ed Appennino è quasi di 1:2.
 
🏞 FIUMI
Il Grande Fiume Po si trova al di sotto della media stagionale come portata. Dopo il grande picco della piena di inizio Ottobre abbiamo avuto altri eventi minori che ne hanno improvvisamente aumentato la portata, ma tutto sommato il bilancio attuale è a metà tra la media storica e il minimo storico, quindi sotto media.
Il fiume Enza è in grave deficit sotto il suo minimo. Dopo tre eventi di piena dovuti allo scioglimento della molta neve caduta in Montagna è spesso stato sotto tono a parte una parentesi buona tra metà gennaio e metà febbraio, da allora è un lento calare.
Il fiume Secchia se la passa un po’ meglio ma non di molto. Anche in questo caso abbiamo i tre picchi di piena ad inizio dicembre, il 23 gennaio ed il 10 febbraio. A parte quello il Secchia è stato in sofferenza da metà ottobre ai primi di dicembre, così come tra San Valentino ad oggi. Bilancio sotto la media.
 
🌿 Bilancio Idroclimatico 🌊
Il bilancio è ancora buono e leggermente al di sopra del 50° pecentile, ma da metà febbraio la curva è in progressiva discesa, ci sabbre bisogno di un po’ di pioggia per non andare in negativo. Purtroppo ad andare alla fine del mese di Marzo non sembrano aprirsi finestre positive in tal senso ed al contrario potrebbe affermarsi un periodo di alta pressione.
Il bilancio invernale, però, è stato piuttosto buono e la neve ancora presente in Montagna garantirà un po’ di riserva nel medio/breve termine.
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 Dott. Matteo Benevelli
Bianco Natale con insidia finale

Bianco Natale con insidia finale

Questo 2020 sicuramente è stato un anno avaro di gioie, ma per gli amanti della neve potrebbe arrivare una sorpresa insperata. Da tanti anni non accadeva (più di 50), ma per una volta potrebbe nevicare il giorno di Natale.
Facciamo subito la premessa che la neve cadrà sicuramente in Appennino, sicuramente oltre i 400 metri di quota, ma non è remota l’ipotesi che qualche fiocco possa spingersi anche sulla Pedecollinare  perché no? Magari anche in ………. ma non vogliamo creare aspettative prima del tempo, andiamo per gradi.

All’orizzonte, finalmente, si vede un cedimento dell’Alta Pressione che ormai da settimane condizionava negativamente la nostra provincia (e non solo). Aria stagnante, inquinanti in accumulo e cielo coperto ci hanno accompagnato per diversi, troppi giorni. Ma dalla Vigilia di Natale qualcosa dovrebbe cambiare, con un ribaltone meteorologico che inizierà a dar segno di sé con venti forti e impetuosi che dovrebbero sferzare il nostro Crinale fin dalle prime ore (è stata emessa un’allerta rossa per tale ragione).
Questo vento, per il momento, non comporterà cambiamenti significativi per la nostra provincia fino alla mattina del 25 Dicembre.

25 Dicembre
Nelle prime ore non avremo alcun cambiamento rispetto al solito. Grigiore, un po’ di foschia, banchi di nebbia sulla Pianura. Dalle prime luci dell’alba, però, arriveranno le prime precipitazioni con un leggero vento a seguito da ovest. In questa prima fase la quota neve dovrebbe assestarsi attorno ai 1.000 metri per scendere velocemente a quote collinari già all’ora di pranzo. Neve copiosa per tutto il pomeriggio e per tutta la sera fino ai circa 400 metri di quota, fascia dove potrebbero accumularsi circa 20/30 cm di manto nevoso a fine giornata.

Nevicherà in Pianura?
Al momento sembra di no, la quota neve dovrebbe assestarsi attorno ai 400 metri di quota, ma non è remota l’ipotesi che per qualche  ora la neve possa cadere anche sulla Pedecollinare fino alla via Emilia. I modelli previsionali stanno cambiando di ora in ora e nessuno è concorde con l’altro. Per il momento, dati alla mano, vi possiamo dire che la neve è attesa solo in Collina. Pioggia abbondante, invece, per la Pianura dove sono attesi circa 30 mm di precipitazioni.

Cosa ci aspetta dopo?
Campo delle Ipotesi
Nelle primissime ore di Santo Stefano sabato 26 avremo un esaurimento delle precipitazioni. Il cielo rimarrà coperto fino alle prime luci dell’alba, poi, come un colpo di spugna il cielo si aprirà e si presenterà sereno per tutta la giornata. Questa assenza delle nuvole favorirà un crollo delle temperature che nei valori massimi non saliranno oltre i 6°C in Città, per scendere a 0°C dopo il tramonto. Gelo intenso, invece, in Appennino dove i termometri crolleranno attorno ai -10°/-11°C a Castelnovo né Monti.

Attenzione al 27/28 dicembre
Siamo ampiamente nel campo delle “ipotesi“, quindi serviranno ancora un paio di giorni almeno di analisi e aggiornamenti.
I modelli previsionali attuali vedono la tendenza ad un nuovo e repentino peggioramento del tempo. Dopo una prima parte di giornata serena arriverà una nuova perturbazione, ma nonostante le temperature presenti al suolo, in quota i valori non permetteranno la formazione della neve. Sono quindi attese molte piogge che interesseranno tanto la Pianura quanto l’Appennino e non è remota la possibilità che in tali condizioni possa ripresentarsi il disagio occorso il 5/6 dicembre scorso con un repentino scioglimento della neve che ha ingrossato i corsi d’acqua e riattivato smottamenti franosi in Appennino.

Questo scenario è ancora tutto da verificare, ma la Protezione Civile è già attiva in tal senso.

Insomma… questo agitato 2020 vuole tenerci allertati fino all’ultimo.

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Dott. Matteo Benevelli

L’odore della pioggia

L’insieme di ozono, petricor e geosmina provoca il tipico odore “temporalesco”.
Quante volte ci è capitato di percepire l’odore della pioggia in arrivo? Non a tutti ma a molti di noi succede
Avvertire un odore particolare quando è in arrivo un fronte temporalesco, sopratutto dopo un periodo di siccità, è perfettamente normale e la scienza ci spiega le motivazioni

Ecco quali sono le cause naturali di questo fenomeno olfattivo.

PRIMA CAUSA: L’AZOTO. Quando le prime gocce d’acqua iniziano a cadere si avverte quell’odore dolciastro e pungente: è l’ozono emanato dai terreni, spesso agricoli,  dagli agenti inquinanti e da fonti naturali. Il motivo per cui all’inizio di un temporale si avverte questo odore è chimico.

L’attività elettrica all’interno delle nubi divide le molecole di azoto ed ossigeno presenti in atmosfera, alcuni di questi si ricombinano con il monossido di azoto, che a sua volta reagisce con gli altri composti presenti in atmosfera creando ozono. 
Le correnti discensionali infine portano le molecole di ozono dalle altitudini piu elevate fino a livello del suolo.

SECONDA CAUSA: IL PETRICOR. La pioggia che cade sulle superfici asciutte solleva le molecole e le polveri depositate su tutte le superfici. Se siete fortunati e vi trovate in mezzo alla natura, le molecole in questione proverranno da piante e foglie, e le vostre papille olfattive annuseranno profumo di vegetazione (o odore di letame, nei casi meno felici).

 Al contrario in città avvertiremo l’odore delle particelle di asfalto o cemento… Questo odore ha un nome scientifico preciso: si chiama petricor, termine coniato da due ricercatori australiani nel 1964 per descrivere la fragranza delle piante che si deposita nei terreni argillosi e viene rimessa in circolo nell’aria dalle precipitazioni.

TERZA CAUSA: LA GEOSMINA. Al termine di un temporale ancora una volta possiamo percepire un odore misto di terra, muffa, muschio ed umidità. E’ la geosmina, un composto organico responsabile, per esempio, del gusto terroso delle barbabietole. La sua origine è dovuta a svariate famiglie di microbi e percepità molto facilmente dall’olfatto umano. Può anche contaminare acque superficiali conferendo all’acqua un sapore terroso e poco piacevole.