Bianco Natale con insidia finale

Bianco Natale con insidia finale

Questo 2020 sicuramente è stato un anno avaro di gioie, ma per gli amanti della neve potrebbe arrivare una sorpresa insperata. Da tanti anni non accadeva (più di 50), ma per una volta potrebbe nevicare il giorno di Natale.
Facciamo subito la premessa che la neve cadrà sicuramente in Appennino, sicuramente oltre i 400 metri di quota, ma non è remota l’ipotesi che qualche fiocco possa spingersi anche sulla Pedecollinare  perché no? Magari anche in ………. ma non vogliamo creare aspettative prima del tempo, andiamo per gradi.

All’orizzonte, finalmente, si vede un cedimento dell’Alta Pressione che ormai da settimane condizionava negativamente la nostra provincia (e non solo). Aria stagnante, inquinanti in accumulo e cielo coperto ci hanno accompagnato per diversi, troppi giorni. Ma dalla Vigilia di Natale qualcosa dovrebbe cambiare, con un ribaltone meteorologico che inizierà a dar segno di sé con venti forti e impetuosi che dovrebbero sferzare il nostro Crinale fin dalle prime ore (è stata emessa un’allerta rossa per tale ragione).
Questo vento, per il momento, non comporterà cambiamenti significativi per la nostra provincia fino alla mattina del 25 Dicembre.

25 Dicembre
Nelle prime ore non avremo alcun cambiamento rispetto al solito. Grigiore, un po’ di foschia, banchi di nebbia sulla Pianura. Dalle prime luci dell’alba, però, arriveranno le prime precipitazioni con un leggero vento a seguito da ovest. In questa prima fase la quota neve dovrebbe assestarsi attorno ai 1.000 metri per scendere velocemente a quote collinari già all’ora di pranzo. Neve copiosa per tutto il pomeriggio e per tutta la sera fino ai circa 400 metri di quota, fascia dove potrebbero accumularsi circa 20/30 cm di manto nevoso a fine giornata.

Nevicherà in Pianura?
Al momento sembra di no, la quota neve dovrebbe assestarsi attorno ai 400 metri di quota, ma non è remota l’ipotesi che per qualche  ora la neve possa cadere anche sulla Pedecollinare fino alla via Emilia. I modelli previsionali stanno cambiando di ora in ora e nessuno è concorde con l’altro. Per il momento, dati alla mano, vi possiamo dire che la neve è attesa solo in Collina. Pioggia abbondante, invece, per la Pianura dove sono attesi circa 30 mm di precipitazioni.

Cosa ci aspetta dopo?
Campo delle Ipotesi
Nelle primissime ore di Santo Stefano sabato 26 avremo un esaurimento delle precipitazioni. Il cielo rimarrà coperto fino alle prime luci dell’alba, poi, come un colpo di spugna il cielo si aprirà e si presenterà sereno per tutta la giornata. Questa assenza delle nuvole favorirà un crollo delle temperature che nei valori massimi non saliranno oltre i 6°C in Città, per scendere a 0°C dopo il tramonto. Gelo intenso, invece, in Appennino dove i termometri crolleranno attorno ai -10°/-11°C a Castelnovo né Monti.

Attenzione al 27/28 dicembre
Siamo ampiamente nel campo delle “ipotesi“, quindi serviranno ancora un paio di giorni almeno di analisi e aggiornamenti.
I modelli previsionali attuali vedono la tendenza ad un nuovo e repentino peggioramento del tempo. Dopo una prima parte di giornata serena arriverà una nuova perturbazione, ma nonostante le temperature presenti al suolo, in quota i valori non permetteranno la formazione della neve. Sono quindi attese molte piogge che interesseranno tanto la Pianura quanto l’Appennino e non è remota la possibilità che in tali condizioni possa ripresentarsi il disagio occorso il 5/6 dicembre scorso con un repentino scioglimento della neve che ha ingrossato i corsi d’acqua e riattivato smottamenti franosi in Appennino.

Questo scenario è ancora tutto da verificare, ma la Protezione Civile è già attiva in tal senso.

Insomma… questo agitato 2020 vuole tenerci allertati fino all’ultimo.

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

L’odore della pioggia

L’insieme di ozono, petricor e geosmina provoca il tipico odore “temporalesco”.
Quante volte ci è capitato di percepire l’odore della pioggia in arrivo? Non a tutti ma a molti di noi succede
Avvertire un odore particolare quando è in arrivo un fronte temporalesco, sopratutto dopo un periodo di siccità, è perfettamente normale e la scienza ci spiega le motivazioni

Ecco quali sono le cause naturali di questo fenomeno olfattivo.

PRIMA CAUSA: L’AZOTO. Quando le prime gocce d’acqua iniziano a cadere si avverte quell’odore dolciastro e pungente: è l’ozono emanato dai terreni, spesso agricoli,  dagli agenti inquinanti e da fonti naturali. Il motivo per cui all’inizio di un temporale si avverte questo odore è chimico.

L’attività elettrica all’interno delle nubi divide le molecole di azoto ed ossigeno presenti in atmosfera, alcuni di questi si ricombinano con il monossido di azoto, che a sua volta reagisce con gli altri composti presenti in atmosfera creando ozono. 
Le correnti discensionali infine portano le molecole di ozono dalle altitudini piu elevate fino a livello del suolo.

SECONDA CAUSA: IL PETRICOR. La pioggia che cade sulle superfici asciutte solleva le molecole e le polveri depositate su tutte le superfici. Se siete fortunati e vi trovate in mezzo alla natura, le molecole in questione proverranno da piante e foglie, e le vostre papille olfattive annuseranno profumo di vegetazione (o odore di letame, nei casi meno felici).

 Al contrario in città avvertiremo l’odore delle particelle di asfalto o cemento… Questo odore ha un nome scientifico preciso: si chiama petricor, termine coniato da due ricercatori australiani nel 1964 per descrivere la fragranza delle piante che si deposita nei terreni argillosi e viene rimessa in circolo nell’aria dalle precipitazioni.

TERZA CAUSA: LA GEOSMINA. Al termine di un temporale ancora una volta possiamo percepire un odore misto di terra, muffa, muschio ed umidità. E’ la geosmina, un composto organico responsabile, per esempio, del gusto terroso delle barbabietole. La sua origine è dovuta a svariate famiglie di microbi e percepità molto facilmente dall’olfatto umano. Può anche contaminare acque superficiali conferendo all’acqua un sapore terroso e poco piacevole.

Anche quest’anno arriva il colpo di coda invernale

Anche quest’anno arriva il colpo di coda invernale

L’inverno 2019/20 è stato messo in archivio ed anche questa volta ha fatto registrare il triste record negativo di inverno più caldo di sempre. Per il nostro territorio è stato un duro colpo, perché l’assenza di neve in Montagna ha causato molti problemi alle attività legate al turismo, per non parlare della carenza di acqua che sicuramente avrà ripercussioni nel lungo periodo.

Anche quest’anno, però, è previsto un brusco colpo di coda dell’Inverno in piena primavera. Già da qualche giorno i modelli previsionali più accreditati prevedono uno spostamento dell’Alta Pressione verso il Baltico e l’est Europa. Questo genere di spostamenti favorisce sempre la possibile discesa di aria fredda di matrice continentale (dalle steppe Russe), con l’apertura della famosa “Porta della Bora” che farà soffiare forte il vento ripulendo la nostra Pianura inquinata dalle polveri sottili.

Qui sotto potete vedere lo schema di questo 1° attacco freddo di questa seconda metà di Marzo:

Se pensiamo a degli ingranaggi, la meccanica di questa colata di aria fredda è abbastanza semplice: immaginiamo le alte pressioni come giganteschi vortici che spirano in senso orario; al tempo stesso pensiamo alle basse pressioni come gorghi che ruotano in senso antiorario.
Fatte queste premesse la gigantesca alta pressione presente nel cuore dell’Europa richiamerà verso il Mediterraneo dell’aria fredda e secca dalle steppe russe, facilitate in questo “risucchio” dalle basse pressioni presenti nel bacino Mediterraneo tra Algeria e Turchia. Varcato l’ostacolo balcanico dei Monti Carpazi, la via preferenziale di tale discesa fredda sarà sicuramente quella di Trieste, ovvero la “Porta della Bora.

Quando succederà e cosa ci dobbiamo aspettare?
Questo primo attacco avverrà sul finire del fine settimana e primi giorni della settimana entrante, ovvero tra Domenica 22 e Lunedì 23 Marzo 2020.
Come si può notare dalla grafica, questa colata di aria fredda, incontrerà poche possibilità di caricare umidità (come laghi o mari), solamente quando arriverà sull’Adriatico riuscirà a caricare un po’ di acqua, ma sarà troppa poca per poter generare delle precipitazioni degne di questo nome. Pertanto avremo delle precipitazioni deboli o moderate e di carattere piovoso per via delle alte temperature presenti sul nostro territorio. Il vento da est, quindi, sarà freddo e piuttosto secco. Ciò si tradurrà in una compatta nuvolosità che coprirà tutta la nostra provincia per gran parte della giornata di Domenica, ma avara sotto l’aspetto delle precipitazioni. Il giorno successivo, invece, avremo un netto miglioramento con il ritorno del Sole, ma la nuova aria che è arrivata renderà pungenti le temperature che sul nostro Appennino scenderanno nuovamente sotto lo zero! Fresco anche il pomeriggio, con punte di 10°/11°C in Città contro i 22°C della settimana precedente.

Quanto durerà questa instabilità?
Pochi paragrafi fà vi abbiamo menzionato un 1° attacco freddo e ciò presagiva già al fatto che ne è atteso un 2°. Se i modelli verranno confermati (quando ci si sposta in là con le previsioni il condizionale è sempre d’obbligo), tra Mercoledì 25 e Giovedì 26 tornerà a farci visita una nuova perturbazione. Attenzione però! In questo caso avremo una configurazione del tutto nuova.

Qui sotto potete vedere lo schema di questo 2° attacco freddo:
Tutti i protagonisti del primo attacco slittano verso est con il passare dei giorni e sulla nostra Penisola transiterà la bassa pressione che in precedenza si trovava sull’Algeria richiamata dalla lacuna fredda alimentatasi con la discesa arrivata dalla “Porta della Bora”. Un secondo flusso d’aria fredda, questa volta, scenderà dall’Islanda verso il Mediterraneo attraverso la Francia richiamata dalla bassa pressione italica. La prima cosa che deve saltare all’occhio, è che questa volta i flussi d’aria fredda incontreranno molta acqua lungo il loro percorso, pertanto saranno molto probabilmente carichi di precipitazioni.

Cosa significa per il nostro territorio?
Beh… la prima discesa ha portato il freddo, la seconda porterà l’umidità. Va da sé che queste precipitazioni assumeranno quasi sicuramente un comportamento nevoso fino a quote molto basse. Ci sentiamo, quindi, di poter affermanre con discreta certezza che sul nostro Appennino tornerà la neve con accumuli che potrebbero raggiungere anche i 10 cm a Castelnovo né Monti (continuiamo ad usare il condizionale!!! Nei prossimi giorni saremo più precisi e tutto potrebbe cambiare). In Pianura dovrebbe piovere, ma qualche fiocco potrebbe presentarsi misto o comunque, anche in questo caso, preferiamo attendere i prossimi modelli previsionali che saranno più accurati e precisi.

Consigli pratici
Non facciamoci sorprendere dal freddo, ora che siamo tutti a casa cerchiamo di mettere al riparo le piante, poichè il calore di questi giorni ha favorito il loro risveglio ed uno shock termico sicuramente rischia di danneggiarle gravemente.

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

Allerta meteo arancione per venerdì 20 dicembre

Allerta meteo arancione per venerdì 20 dicembre

⚠️?? Allerta Meteo Arancione ??⚠️

E’ stata emessa dall’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile e da ARPAE un’allerta meteo di livello “Arancione” sul nostro Appennino per via di una vivace perturbazione che attraverserà il nostro territorio nella giornata di domani Venerdì 20 Dicembre.

Nel pomeriggio di domani, infatti, una perturbazione farà il suo arrivo da sud-ovest e porterà grandi piogge sul nostro Crinale, sulla Montagna e l’alta Collina.
Sul Crinale, poi, alle piogge si sommerà un forte vento che soffierà dalla Toscana verso la Pianura. Attese raffiche di 80/100 Km/h in alta quota.

I grandi accumuli di pioggia potrebbero far ingrossare i corsi d’acqua minori del nostro Appennino con conseguente rischio di piene improvvise.

Il grosso della perturbazione è atteso tra l’ora di pranzo di domani e l’ora di cena dello stesso giorno. Successivamente la situazione migliorerà e le piogge cesseranno.
Il vento forte soffierà soprattutto dal tramonto a notte, ma facilmente (seppur più moderato), soffierà anche per tutta la giornata di Sabato.

In Pianura soffierà un vento moderato di Scirocco con temperature attorno agli 11°C, le piogge saranno meno battenti rispetto all’Appennino, ma comunque abbastanza corpose.

Il nostro consiglio è di evitare escursioni all’aperto in alta montagna domani e di non farvi cogliere impreparati dalla pioggia. La minaccia principale potrebbe derivare dalla possibile caduta di rami o oggetti per via del forte vento in Montagna, la pioggia non creerà particolari disagi, ma potrebbe riattivare movimenti franosi o ingrossare i corsi d’acqua montani.

_______________________________________________________________________________________________________________________________________________________________________