Neve o non neve?

Neve o non neve?

In tanti ci avete chiesto come mai non ci siamo ancora espressi sulla possibilità di neve nella notte tra Giovedì 12 e Venerdì 13 poichè da giorni si parla su tanti siti di questa evenienza (potrebbe nevicare anche prima, ma ne parleremo meglio tra poco). Nelle prossime ore e nei prossimi giorni questi proclami cresceranno esponenzialmente, poichè la neve farà sicuramente il suo arrivo… da qualche parte… ma dove? A livello nazionale conviene spararla grossa perchè da qualche parte arriverà e ne arriverà tanta, ma a livello locale la situazione cambia. Il territorio è drasticamente minore, poi la nostra provincia praticamente si estende da un livello quasi del mare fino agli oltre 2.000 metri di quota.

Nevicherà nella nostra provincia quindi?
Si, sul nostro Appennino la neve farà il suo ritorno e ce n’é un gran bisogno visto la desolazione che regna anche in alta quota. In questo momento dell’anno la nostra montagna dovrebbe già essere bianca e carica, invece gli accumuli al suolo (scarsi) li troviamo solo oltre i 1.700/1.800 metri.

Ne verrà tanta?
No… i modelli cambiano ogni sei ore e vengono quasi sempre ritoccati verso il basso. Attualmente ci aspettiamo degli accumuli di circa 5/10 cm al massimo in Collina per la notte tra Giovedì e Venerdì

Ed in Pianura?
Nella migliore delle ipotesi, per il momento, si prevede qualche precipitazione mista… più probabilmente tra la via Emilia e le prime Colline. Sulla fascia Pedecollinare, infatti, sussiste la possibilità che possa arrivare qualche fiocco di neve “puro” per qualche oretta, ma non da determinare accumuli al suolo degni di questo nome.

Quindi si tratta di un bluff?
Dipende dai punti di vista… molti siti “nazionali” rimanendo sul vago ci prederanno sicuramente, in alcune zone la neve farà il suo arrivo (come vi dicevamo poco fa anche sul nostro Appennino), ma la neve come la intendono in molti di noi… NO
In molti, per via dei titoli letti in giro per il web, si attenderanno la neve in Pianura rimanendo successivamente delusi dal fatto che non si vedrà… altri perderanno la fiducia nelle previsioni meteo. Il nostro consiglio è sempre lo stesso: “leggete bene tra le righe testuali e non solamente il titolo”… il titolo serve per catturare il pubblico, ma il testo “fa testo” ed è lì che vi potete rendere conto dell’attendibilità della vostra fonte d’informazioni.

Altre speranze di neve?
Si… come vi abbiamo scritto ad inizio articolo la perturbazione della notte tra giovedì 12 e venerdì 13 verrà anticipata da un’altra perturbazione che ci interesserà sempre di notte, ma tra mercoledì 11 e giovedì 12. Anche in questo caso avremo delle nevicate sul nostro territorio con accumuli al suolo sulla nostra Collina di circa 5 cm.

Come mai tutta questa incertezza?
I motivi sono tanti, il primo è sicuramente l’origine “atlantica” di questa perturbazione e non continentale (da est). Quando il freddo arriva dalla porta della Bora si verificano le situazioni più fredde e nevose. Poi sulla nostra provincia avremo la presenza contemporanea di diversi strati d’aria a temperature diverse che scombussoleranno le gocce d’acqua che precipiteranno sul nostro territorio. Gocce che si fonderanno e solidificheranno più volte nella loro caduta con piogge più probabili in alta quota rispetto alla Collina dove il percorso più lungo di caduta potrebbe permettere una ri-solidificazione della goccia fusa.

Potrebbe cambiare qualcosa nelle prossime ore e nei prossimi giorni?
Assolutamente si… continuate a seguire i nostri post sulla pagina Facebook o qui nella nostra sezione “previsioni” perchè i modelli cambiano in continuazione e pertanto anche molto di quanto scritto in questo articolo.

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  Dott. Matteo Benevelli

Ad Uragano non si comanda

Ad Uragano non si comanda

Oggi è il fatidico Martedì 29 che in molti nell’ambiente stavano aspettando perchè è il giorno che segnerà una svolta nel porre fine all’ottobrata di quest’anno, ovvero il lungo periodo di caldo anomalo che ha condizionato la seconda parte del mese di Ottobre con temperature esageratamente alte per il periodo. Temperature che hanno fatto si che molte piante e molti animali siano ancora convinti di essere a tarda estate, non di rado si assite a seconde fioriture delle Piante, a formazioni di uccelli migratori che alle porte di Novembre ancora solcano i nostri cieli.

Il cambio di stagione è in atto, ma con meno irruenza di quanto si pensava solo pochi giorni fa. Una delle cause di tale irruzione “soft” dell’aria gelida è da ricercare molto ad ovest, al largo delle coste occidentali dell’Europa atlantica. Nei giorni scorsi ha preso corpo una tempesta che ha assunto per qualche giorno la forma di Uragano di categoria 1 il cui nome è “Pablo”, ora è stato declassato a tempesta tropicale, ma i suoi venti possono ancora superare i 100 Km/h e la sua influenza unita ad una seconda, e più occidentale, bassa pressione fanno si che il getto di aria gelida in arrivo dal mare del Nord non riesca ad affondare verso il Mediterraneo.


Correnti d’aria mite ed umida, infatti, soffiano dall’Atlantico ed entrano nel Mediterraneo non solo dallo stretto di Gibilterra, ma anche da nord dei Pirenei e dal Golfo di Biscaglia. Queste infiltrazioni fanno da barriera al freddo che altrimenti avrebbe aggirato le Alpi tra la Provenza e Marsiglia entrando poi nell’alto Tirreno. Stesso discorso per la porta della Bora che non si è aperta e non si aprirà fino a notte quando un po’ di vento soffierà sulla Pianura con raffiche di 20 Km/h circa.


I modelli previsionali di qualche giorno fa, quindi, non hanno fatto i conti con l’intensità delle correnti generate da queste due potenti depressioni atlantiche che invece si sono dimostrate ostiche… la meteorologia è una scienza fallibile ed è uno degli aspetti che la rende tanto affascinante e “rischiosa” per chi azzarda previsioni a lungo termine.

Poca pioggia, quindi, e calo termico non esagerato ma che comunque ci riporterà leggermente al di sotto della media stagionale e sul binario giusto per avere qualche giornata di stampo autunnale. Non ci spingiamo oltre con lo sguardo poichè i modelli attuali prevedono un ritorno di correnti d’aria calda (come si nota dal grafico a “spaghetti”), ma meglio attendere i prossimi aggiornamenti a riguardo.
Nella seconda metà di questa settimana le temperature minime scenderanno attorno ai 5°/6°C in Pianura ed in Città, i valori massimi attorno agli 11°/12°C.

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Dott. Matteo Benevelli

 

L’uragano dei record

L’uragano dei record

Pochi giorni fa vi abbiamo parlato dell’Uragano nato al largo di Capo Verde che ha messo nel mirino l’Europa.
In barba a tutte le previsioni è cresciuto drastiamente ed ha raggiunto la spaventosa categoria 5 nella giornata di domenica 29 settembre facendo sì che Lorenzo sia il primo Uragano di una potenza così alta ad essersi spinto così ad est.


I venti hanno superato per qualche ora i 250 Km/h, ma fortunatamente in una zona dell’Oceano Atlantico privo di isole.
Fortunatamente la sua forza è subito scesa fino all’attuale categoria 2 (venti compresi tra i 154 ed i 177 Km/h), ma vista la sua imprevedibilità non è da escludersi che possa crescere nuovamente d’intensità. Certo è che nel suo mirino sono ancora presenti le isole Azzorre, soprattutto le due isole esterne: Flores e Corvo. Il resto delle Isole, comunque, non se la passerà bene ugualmente per via delle alte onde che un Uragano può generare (si stima tra i 5/6 metri d’altezza) ed anche per le forti raffiche di vento che conseguiranno al passaggio di questo vortice. L’arrivo è previsto nel pomeriggio di martedì 01 ottobre.

Una volta attraversate le isole portoghesi, Lorenzo, proseguirà il suo viaggio verso le coste occidentali dell’Irlanda che verranno raggiunte tra mercoledì e giovedì prossimi. Su questo scenario ci riserviamo ancora un giorno o due per valutare i prossimi modelli previsionali.

Certo è che tale gigante creerà qualche scompenso meteorologico sullo scacchiere europeo, innescando fasi alternate di caldo-freddo-caldo-freddo che condizioneranno la prima parte del mese di Ottobre fino a quando la situazione non si appianerà con il passare dei giorni.

Questo evento rappresenta un “record” per gli annali meteorologici, prima di ieri mai un Uragano di categoria 5 si era spinto così vicino all’Europa e questo potrebbe essere un segnale chiaro e forte di una nuova problematica con la quale dovremmo fare i conti in futuro. Gli Uragani, pertanto, potrebbero diventare anche un problema europeo e non più una prerogativa delle coste orientali degli oceani Atlantico, Pacifico e Indiano.
Un altro inaspettato regalo del riscaldamento globale.

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Dott. Matteo Benevelli