C’è chi dice neve

C’è chi dice neve

🤔 Ma nevicherà
Da ieri si fa un gran parlare di un possibile ritorno della neve. Qualche pagina si è sbilanciata, qualche esperto ha detto la sua… e inevitabilmente qualche domanda ci è stata posta a tal proposito.
Cosa succederà… o dovrebbe succedere?
In effettti da ieri qualche modello previsionale inizia a vedere la possibilità che la discesa artica (di cui vi abbiamo accennato anche noi) possa essere accompagnata da una breve perturbazione e che l’Anticiclone capitoli nuvamente.
Quando?
Questo week-end, come avete letto dalle nostre previsioni, sarà piuttosto grigio e uggioso contro un inizio di settimana che invece rivedrà il Sole protagonista. Un paio di giorni di relativa tranquillità e calo termico che verrà nuovamente interrotto da un afflusso di aria instabile.
Tradotto?
Week-end grigio e uggioso, due giorni di cielo sereno e freddo, poi un po’ di instabilità.
Quindi nevicherà dopo?
Troppo presto per dirlo e soprattutto quella perturbazione sembra piuttosto debole e “poco affidabile”. Le previsioni dopo 3 giorni diventano “tendenze” e perdono esponenzialmente di affidabilità.
Per esperienza questi modelli subiscono drastici cambiamenti con il passare dei giorni e facilmente anche questo verrà ritoccato più e più volte.
Con i modelli attuali “potrebbe” cadere un po’ di neve a quota collinare, ma sicuramente non in Pianura (o almeno niente più di qualche fiocco misto a pioggia). Anche dando per buoni i modelli attuali si potrebbe parlare di 5/7 cm in Appennino.
Nessuna ansia, quindi, nessuna “apocalissi nevosa” in arrivo e soprattutto non date peso alle previsioni oltre i 3 giorni perché si tratta di “tendenze”.
Per darvi un’idea di ciò che vi vogliamo trasmettere, vi postiamo un’immagine che spesso si trova in rete nelle pagine che si occupano “seriamente” di meteorologia e che quindi vorremmo condividere con voi. Non è nostra, ma è circolata talmente tanto c
Arriva il freddo e torna la neve sul nostro Crinale

Arriva il freddo e torna la neve sul nostro Crinale

⚠️🟠 Allerta Meteo Arancione 🟠⚠️

A guardare la giornata di oggi risulta difficile crederlo, ma siamo sulla soglia di un cambiamento repentino del tempo.

Tanto che è stata emessa dall’Agenzia per la sicurezza territoriale e la protezione civile e da ARPAE un’allerta meteo Arancione per la giornata di domani riguardante anche la nostra provincia in Montagna.

Nella notte, infatti, è attesa l’irruzione di aria fredda ed instabile nel Mediterraneo che porterà precipitazioni intense o moderate su parte della nostra provincia.
La zona più a rischio sarà l’Alto Appennino dove alle precipitazioni si sommerà il vento forte, specie sul Crinale.
Le precipitazioni, poi, in queste zone dovrebbero assumere carattere nevoso già oltre i 1.200 metri circa (forse anche 1.000 metri). Accumuli al suolo che in Montagna potrebbero superare i 10/15 cm.

Il vento forte soffierà da nord-est, dalla porta della Bora che si aprirà per via di un richiamo generato da un vortice di Bassa Pressione che si formerà nel mar Tirreno per via della violenta irruzione di aria artica dalla Francia nel Mediterraneo.

Un miglioramento arriverà solamente nella seconda metà della giornata.

Insomma… una giornata da seguire passo a passo poiché meteorologicamente movimentata e sicuramente molto “didattica”. L’occasione buona per osservare e comprendere le complesse meccaniche della meteorologia.

PS
Mettete al riparo le piante più delicate poiché nel fine settimana arriverà il gelo!

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 Dott. Matteo Benevelli

Stati Uniti, tra gelo e fuoco

Stati Uniti, tra gelo e fuoco

🌎 Dal Mondo … 🌎
 
Sta facendo grande clamore la colata di aria artica di origine canadese che sta investendo il cuore degli Stati Uniti. Una colata di aria che in 24 ore ha fatto precipitare le temperature di oltre 30°C, a campione è stata presa la Città di Denver che è passata dai 38°C alla neve.
 
Certo, un ribaltone termico del genere è sicuramente di forte richiamo ed esagerata, ma quelle zone non sono nuove a discese di aria fredda che generano forti cali termici. La sezione centrale degli Stati Uniti non è protetta a nord come capita alla nostra provincia che invece può contare sulle Alpi che ci proteggono da questo genere di eventi.
 

In pochi, però, hanno dato risalto al fatto che gli Stati Uniti stanno letteralmente soffocando nel fumo degli incendi su vasta scala. Tutta la costa ovest è alle prese con svariati focolai con evacuazioni di migliaia di persone. Il fumo di questi incendi è ben visibile dallo spazio e dalle immagini modificate da noi per favorirne la lettura.

 


Un ruolo chiave lo sta giocando anche questa perturbazione che con la sua prepotenza sta alimentando forti venti in uscita che alimentano questi incendi. Al tempo stesso, però, con le sue precipitazioni ed il crollo termico sta favorendo lo spegnimento di parte di questi focolai.
 

Gli effetti del vento si vedono molto bene se si guardano le differenze tra le immagini riprese il giorno 7 e quelle del giorno 8.

 

 

Le colonne di fumo si allungano vistosamente e crescono di volume davanti al fronte di nuvole. Se si guarda la zona in alto a sinistra che corrispondono agli stati di Oregon e Washington, i venti con forza simile a quella degli uragani e alte temperature hanno ravvivato le fiamme e quasi 250 mila persone sono rimaste senza corrente elettrica.

 


Secondo il National Interagency Fire Center, attualmente sono attivi 76 grandi incendi che bruciano a livello nazionale, la California è lo stato più colpito. Degli oltre 5.500.000 acri che sono stati bruciati a livello nazionale finora quest’anno, la California conta più di 2.000.000 di acri bruciati, secondo il rapporto NIFC.

 

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  Dott. Matteo Benevelli
Perde vigore la perturbazione di fine Marzo

Perde vigore la perturbazione di fine Marzo

Assume sempre più i connotati di un “pesce d’Aprile” la perturbazione che ci interesserà tra il 31 marzo ed il 1°aprile. Meno di 24 ore fa i modelli previsionali erano inclini al prevedere una nevicata copiosa sul nostro Appennino che “avrebbe” potuto interessare in buona parte anche la Pianura Padana con accumuli discreti.
I nuovi modelli, invece, ridimensionano di molto quanto detto in precedenza e le nevicate sembrano relegate solamente alla media Collina e la Montagna. Nevicate, tra l’altro, molto ridimensionate anche come accumuli al suolo che sono scesi dai 40 cm di prima ai 10/15 cm attuali.

Tutto ciò è un ottimo spunto di riflessione sul quanto sia difficile eseguire una previsione nel medio termine, spesso ci sentite dire di diffidare da previsioni meteorologiche che vanno oltre i 3 giorni proprio in virtù di questo. Le previsioni oltre i 3 giorni diventano “tendenze” con un ampio margine d’errore dovuto al fatto che le variabili in atto da dover prendere in considerazione diventano sempre più divergenti ed una previsione sempre più aleatoria. Figuriamoci, poi, l’affidabilità di chi già adesso prova a dirvi come sarà l’Estate 2020… vi diranno sicuramente che sarà caldissima (beh… scontato… si tratta pur sempre di una stagione calda e la percezione di tale valore è del tutto soggettiva), previsione del tutto priva di fondamento ma forte del fatto che farà sicuramente molto caldo in qualche giornata.

Tornando alla nostra perturbazione di fine Marzo, invece, i modelli cambiano ogni 6 ore e ridimensionano in continuazione quanto detto in precedenza.

Certezze:
sicuramente ad un buon fine settimana di cielo tendenzialmente sereno o poco nuvoloso e dalle temperature miti seguirà un inizio di settimana instabile, ma molto meno instabile di quanto ci si aspettava fino a 12 ore fa. Avremo delle precipitazioni, ma la quota neve potrebbe essere più alta di quanto ci si aspettava in precedenza con accumuli più avari.

Possibili scenari:
come vi abbiamo detto poco fa, ogni 6 ore i modelli subiscono dei ritocchi e non è detto che siano per forza peggiorativi. Stiamo parlando di qualcosa che dovrebbe accadere tra 4 giorni, pertanto siamo ancora nel campo delle “tendenze”, per una previsione più precisa dovremo attendere la giornata di domani (domenica 29 marzo) e finalmente potremo dirivi qualcosa di più chiaro.

Come potete notare, vi terremo aggiornati ad ogni cambiamento senza aver alcun timore di dover rinnegare quanto detto in precedenza… fa parte del mestiere. Resta comunque valida tutta la meccanica della perturbazione che vi abbiamo spiegato nel nostro articolo precedente.

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Dott. Matteo Benevelli

Terzo affondo freddo dalla porta della Bora

Terzo affondo freddo dalla porta della Bora

Che le stagioni siano ormai saltate è cosa appurata. Anche quest’anno l’Inverno prova a dare qualche colpo di coda in ritardo quando ormai la primavera è ben avviata e le piante presentano i primi fiori da frutto. Recentemente siamo stati interessati dal passaggio di due fronti freddi che dalla “porta della Bora” hanno riportato le temperature sotto la media del periodo e addirittura qualche fiocco di neve fino alla via Emilia.

Con molto ritardo, insomma, l’inverno ha abbandonato la sua noiosa forma circolare ed ha iniziato a muoversi in maniera irregolare con moto verticale generando instabilità e lingue di freddo o caldo che rimescolano l’aria sul nostro continente. Pochi giorni fa siamo stati interessati da due discese fredde, da domani avremo una parentesi calda di 3 giorni, poi un nuovo affondo freddo con il ritorno di abbondanti precipitazioni. Qui sotto vi mostriamo gli “spaghetti” che meteorologicamente ci raccontano gli scombussolamenti dei prossimi giorni:

I modelli previsionali da un paio di giorni prevedono una terza discesa fredda che investirà l’Europa ed il bacino del Mediterraneo. Questa volta l’affondo non arriverà dalla steppa russa, ma scenderà direttamente dall’Artico verso il cuore del continente.

Ancora una volta l’Alta Pressione delle Azzorre giocherà un ruolo fondamentale nell’innescare i movimenti d’aria che riporteranno il freddo sul nostro territorio. Questa volta il gigante alto pressorio si troverà nell’alto Atlantico e non sul Baltico come per i primi due affondi di pochi giorni fa. Ciò determinerà una natura completamente diversa del getto d’aria, che verrà a trovarsi in una posizione più occidentale e pertanto sulla Scandinavia e non più dalle steppe Russo-Kazake.

Differenze tra le due correnti?
Una corrente di aria fredda in arrivo dalla steppa Russa/Kazaka è più secca ed avida di umidità, poiché segue un percorso principalmente di “terra”, senza incontrare mai specchi d’acqua degni di questo nome fino all’arrivo sul mar Adriatico.
Una corrente in calo dalla Scandinava, al contrario, è più umida poiché attinge vapore acqueo dal Mar Baltico e dal Mare del Nord.

Cosa succederà questa volta?
L’Anticiclone delle Azzorre ruotando in senso orario spingerà verso la Germania e la Polonia l’aria del Vortice Polare che scendendo dalla penisola Scandinava andrà ad impattare contro il muro delle Alpi e dei Carpazi. Questa discesa è alimentata anche dal richiamo di due basse pressioni che si troveranno sul Mar Egeo (la prima) e nei pressi di Gibilterra (la seconda). Le due catene montuose e le due basse pressioni saranno all’origine della divisione in ben 3 rami di questo getto d’aria artica.


1° Braccio – Verrà deviato dalle Alpi e richiamato dalla Bassa Pressione presente su Gibilterra.
2° Braccio – Si insinuerà tra la Alpi ed i Carpazi richiamato dalla Bassa Pressione presente nel Mar Egeo.
3° Braccio – Verrà deviato dai monti Carpazi verso est richiamato dalla Bassa Pressione presente nel Mar Egeo e la raggiungerà dallo stretto del Bosforo.

La nostra provincia verrà investita dal 2°Braccio che passando tra Austria, Slovacchia, Ungheria e Slovenia (la Porta della Bora), raggiungerà il nostro territorio con un discreto carico di umidità che potrebbe determinare delle precipitazioni copiose o moderate anche nel reggiano.

Che precipitazioni ci dobbiamo attendere?
Se i modelli resteranno confermati è molto alta la probabilità di nevicate abbondanti sul nostro Appennino con accumuli discreti (al giorno d’oggi si parla di almeno 10/15 cm a Castelnovo né Monti). La Pianura ancora una volta sembra rimanere ai margini di questi fenomeni, ma visto il largo anticipo è necessario attendere l’elaborazione di nuovi dati, poichè il margine d’errore è ancora ampio e non è da escludersi che la neve possa raggiungere anche la via Emilia.

Quali certezze abbiamo?
Con certezza possiamo affermare che la neve farà il suo ritorno sul nostro Appennino. E’ molto alta la probabilità che la neve si spinga almeno fino alla via Emilia se non oltre…
Sicuramente avremo disagi sulla rete stradale del nostro Appennino, ma potrebbero verificarsi anche cadute di alberi o rami a causa del peso della neve. Altro rischio da non sottovalutare sarà quello del ghiaccio, poiché le temperature scenderanno sotto lo zero su tutto l’Appennino.

Se la perturbazione dovesse essere confermata così com’è?
Se la neve dovesse spingersi fino alla Pianura (e lo scopriremmo già nella tarda giornata di Lunedì 30), sicuramente avremo accumuli anche in quelle zone con conseguenti disagi legati ad una copiosa nevicata. Caduta di rami, alberi, rete stradale sporca.

Sicuramente man mano che usciranno nuovi modelli più aggiornati vi terremo informati.

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Dott. Matteo Benevelli