Arcobaleno Bianco

Arcobaleno Bianco

🌈 Arcobaleno Bianco 🌫
 
Indubbiamente la Nebbia ha un suo fascino … specie se la si osserva dal punto giusto perché per il resto possiamo tranquillamente dire che i suoi estimatori sono molto pochi.
 
Questa mattina dalle nostre webcam è stato immortalato un fugace “arcobaleno bianco”. La qualità non è eccelsa, ma considerate la basicità degli strumenti utilizzati ed il fatto che si tratta di un panorama ottenuto congiungendo alla bene e meglio due differenti inquadrature.
 
Quello che si osserva è a tutti gli effetti un classico arcobaleno, ma che assume la sola colorazione bianca perché le gocce che rifraggono e riflettono la luce del Sole sono più ridotte delle gocce di pioggia classiche e non permettono la scomposizione della luce nello spettro visibile tipico degli arcobaleni tradizionali.
 
Un altro appellativo per gli arcobaleni bianchi è quello di “arco di nebbia”, proprio per il motivo che vi abbiamo detto poco fa.

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Dott. Matteo Benevelli

Quella folle idea dell’abbattimento del Passo del Turchino

Quella folle idea dell’abbattimento del Passo del Turchino

🌬 Correva l’anno… 1978 💨
 
… quando il Sig. Diacono presentò ad Enzo Tortora nella trasmissione “Portobello” il suo strambo progetto di abbattimento del Passo del Turchino per risolvere definitivamente il problema della nebbia in Pianura Padana.
 
Ovviamente un intervento di questa portata ha più che altro scatenato ilarità, ma tutto sommato il principio non era poi del tutto sbagliato. Più che altro lo sbanco proposto era troppo piccolo per i volumi d’aria che avrebbe dovuto “depurare”, ma la meccanica di quanto proposto dal Sig. Diacono è ben deducibile dalle osservazioni delle polveri sottili di oggi.
 
In ambito Mediterraneo si è venuto a formare un altro vortice ciclonico che sta convogliando verso di sé correnti d’aria da est. Questo ha permesso l’ingresso di aria anche nella nostra Pianura che come effetto collaterale ha portato alla formazione delle nuvole di oggi ed allo spostamento delle masse di polveri sottili verso la nostra Collina e verso la Lombardia.
Osservando la grafica si nota come le polveri sottili trovino nel nostro Appennino e nelle Alpi un ostacolo invalicabile, tuttavia una via di fuga la trovano dove questo è più basso.
Stiamo parlando della zona del Turchino tra Piemonte e Liguria… e del valico tra Barberino e Roncobilaccio tra Bologna e Firenze.
 
Tranquilli, non stiamo proponendo alcun intervento di devastazione ambientale… semplicemente ci sembrava utile e simpatico farvi notare come si comporta il nostro Crinale e di quanto la sua altezza unita alla larghezza quasi uniforme possa influire sulle dinamiche della nostra Troposfera.

Estratto dell’intervento del 20 gennaio 1978 a Portobello:
Il principio è semplice: è lo stesso che cambiare l’aria in una stanza. Che cosa facciamo noi? Apriamo o due finestre o una porta e una finestra. In questo caso si crea un movimento circolatorio d’aria e si cambia l’aria in una stanza.”

Io propongo di aprire una finestra in Val Padana. In quanto la porta ce l’abbiamo già” spiega l’ospite di Portobello indicando la costa orientale che va da Trieste fino alla zona che identifica come le Venezie. “C’è un solo punto dove aprire la finestra: qui sul passo del Turchino.” Questo perché il promontorio ligure è la zona con il minor numero di rilievi da superare per giungere al mare.

Cosa intende per spianare il passo del Turchino?” chiede Tortora perplesso.
Abbassarlo sino al livello del mare. Senza tutte quelle curve,

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Dott. Matteo Benevelli

Inversione termica

Inversione termica

👩‍🏫 Angolo della Didattica👨‍🏫
 
Giochi di nebbia… giochi d’inversione termica 😉
 
La foto di oggi scattata dal nostro Michele Sensi mostra bene un’effetto che si manifesta spesso nelle nostre campagne al mattino, soprattutto quando siamo in condizioni di alta pressione e aria abbastanza ferma.
 
Si tratta dell’inversione termica, ovvero l’inversione del gradiente termico verticale…
 
Eh? Ok… volevamo darci un tono.
In soldoni normalmente se saliamo di quota e ci allontaniamo dal suolo la temperatura dell’aria diminuisce di circa 6,5 gradi ogni 1000 metri d’altezza, ovvero, 0.65°C/100m.
In queste mattine, però, l’aria a contatto con il suolo è più fredda perché durante la notte perde il suo calore (irraggiamento termico) e l’aria del primo mattino a qualche metro d’altezza da terra risulta essere più calda di quella sottostante.
L’aria calda sopra e quella fredda sotto impediscono il rimescolamento della colonna d’aria (l’aria calda per natura è più leggera e tende a salire, mentre quella fredda che è più pesante tende a scendere… va da sé, quindi, che l’aria calda non può scendere al suolo e viceversa)
Durante la stagione fredda si ha spesso l’effetto foschia/nebbia che svanisce solo quando il Sole ha riscaldato sufficientemente il suolo ristabilendo le condizioni normali di temperatura.
Questo strato di foschia si forma anche quando alitiamo aria calda dalla bocca quando fuori l’aria è fredda e pungente.
 
Se le foschie, però, sono troppo dense può succedere che i raggi solari non arrivino al suolo per riscaldarlo e a quel punto avremo nebbia fitta per l’intera giornata.
 
Problemi?
Si, certo… in primis sicuramente nella visibilità sulle strade, ma questo “ristagno” d’aria aiuta anche l’accumulo dello smog e degli inquinanti a livello del suolo dove viviamo e respiriamo noi.
 
Questo è il motivo per cui spesso in inverno può succedere che le temperature siano piacevoli in Collina e sotto lo zero in Pianura. Questo succede perché l’aria fredda si posiziona in fondo alla valle Padana e forma un “cuscino” difficile da scalfire finché una perturbazione o il vento non lo spazza via.