Neve tonda

Neve tonda

👩‍🏫 Angolo della Didattica 👨‍🏫

Dopo quanto accaduto il giorno di Natale vi vogliamo parlare nello specifico del tipo di precipitazione occorso che viene definito “neve tonda

Ma di cosa si tratta?
Si tratta di una precipitazione solida, costituita da palline di ghiaccio bianche e opache. Differiscono dalla neve per via della loro friabilità, tanto che spesso cadendo al suolo rimbalzano o si sbriciolano. Sono letteralmente cristalli di ghiaccio che vengono a contatto con gocce di acqua sopraffuse (ovvero che si trovano allo stato liquido nonostante le temperature a cui si trovano sono al di sotto della soglia di solidificazione). Queste gocce toccando il cristallo si solidificano attorno ad esso e da qui deriva la loro fragilità. La forma di queste precipitazioni è solitamente rotonda, ma può formarsi anche a cono.

Che differenza c’è dal Graupel?
Graupel è il termine tedesco che identifica la neve tonda e che viene spesso utilizzato anche in italiano. In francia si chiama neige roulée e in inghilterra snow pellets.

Cos’è successo a Natale sulla nostra provincia?
Si è verificato un’ingresso di aria fredda che ha impattato contro una massa d’aria preesistente più calda. Ciò ha provocato la risalita di quest’aria più calda dai bassi strati atmosferici verso l’alto, innescando così i moti convettivi che hanno dato luogo a nubi molto sviluppate verticalmente, nubi temporalesche, che hanno dato luogo a precipitazioni, sotto forma di rovescio e molti fulmini.
La neve tonda, però, non è stata l’unica tipologia di precipitazione caduta durante il temporale natalizio. Di tanto in tanto è stata rinvenuta anche della gragnola, una precipitazione a metà tra neve tonda e grandine. Si tratta di un nucleo di neve tonda che viene circondato da ghiaccio che lo riveste dandogli un aspetto traslucido. Particolarità di questo tipo di precipitazione è che il diametro è molto ridotto (2/5 mm), ma quando impatta con il suolo non si sbriciola.

 

E ciò ha dato forma alla neve tonda?
L’aria in quota era molto fredda e di matrice artica. Il fiocco di neve asciutto partito dall’alto della nubie è sceso rapidamente verso il suolo, ma in questo tragitto ha incontrato aria più mite presente negli strati più bassi. Il vapore acqueo presente nella nube si è addensato attorno al fiocco di neve facendogli assumere una forma sferica. La velocità di caduta di questa “pallina di neve” copatta fa sì che questa non si sciolga e raggiunga il suolo, spesso accompagnata da veri e propri rovesci.
Gli accumuli di neve tonda e gragnola avuti in questo evento hanno superato svariati centimetri di spessore, specie tra Novellara, Correggio, Carpi e Modena.

E la grandine?
E’ un evento completamente diverso, tant’è che la grandine di partenza è una goccia di pioggia e non un fiocco di neve come per la neve tonda.
La grandine è un evento tipicamente estivo, mentre la neve tonda è invernale. La neve tonda, poi, non è pericolosa per le piante o per le auto come la grandine. Se però se ne accumula troppo al suolo può diventare un rischio per la circolazione stradale.
In questo caso non dobbiamo confondere la grandine con la gragnola che è molto simile se non per le dimensioni.

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 Dott. Matteo Benevelli

 

Tuoni e Fulmini di Natale

Tuoni e Fulmini di Natale

🌩❄️ Temporale di Natale ❄️🌩
Quando due giorni fa si pevantava l’ipotesi di una forte perturbazione in Pianura, le alte temperature ci avevano fatto intuire qualcosa di simile a quanto accaduto ad inizio mese, ma l’assenza del vento caldo di Scirocco ci ha fatto desistere da una previsione del genere.
Invece le temperature calde presenti a livello del suolo hanno interagito con quelle fredde in ingresso dalle Alpi e ne sono nate “scintille”.
Un bianco Natale sarebbe troppo scotato e allora questo 2020 ci regala Tuoni e Fulmini per Natale, un evento a dir poco raro!
Un evento dalle chiare caratteristiche “estive”, ma probabilmente si tratta anche di uno di quegli eventi a cui ci dovremo abituare sempre più spesso nel futuro.
Un brutto segnale di ciò che i cambiamenti climatici in atto ci possono offrire. In questo caso neve di graupel (o neve tonda) in Pianura, pioggia sull’Appennino.
Di per sé uno scontro di masse d’aria calde e fredde alle nostre latitudini non è niente di speciale… ma che ciò avvenga il 25 di dicembre è qualcosa di inedito. Occorre molta energia convettiva per arrivare a generare la grandine in questo periodo dell’anno, periodo in cui l’energia conferita dal Sole è al suo minimo.
Le scariche elettriche misurate sono state più di 1.500!!!
Dal radar, poi, si vede benissimo il fronte temporalesco che da ovest si sposta verso est come una vera e propria “squall-line” serale.
Bianco Natale con insidia finale

Bianco Natale con insidia finale

Questo 2020 sicuramente è stato un anno avaro di gioie, ma per gli amanti della neve potrebbe arrivare una sorpresa insperata. Da tanti anni non accadeva (più di 50), ma per una volta potrebbe nevicare il giorno di Natale.
Facciamo subito la premessa che la neve cadrà sicuramente in Appennino, sicuramente oltre i 400 metri di quota, ma non è remota l’ipotesi che qualche fiocco possa spingersi anche sulla Pedecollinare  perché no? Magari anche in ………. ma non vogliamo creare aspettative prima del tempo, andiamo per gradi.

All’orizzonte, finalmente, si vede un cedimento dell’Alta Pressione che ormai da settimane condizionava negativamente la nostra provincia (e non solo). Aria stagnante, inquinanti in accumulo e cielo coperto ci hanno accompagnato per diversi, troppi giorni. Ma dalla Vigilia di Natale qualcosa dovrebbe cambiare, con un ribaltone meteorologico che inizierà a dar segno di sé con venti forti e impetuosi che dovrebbero sferzare il nostro Crinale fin dalle prime ore (è stata emessa un’allerta rossa per tale ragione).
Questo vento, per il momento, non comporterà cambiamenti significativi per la nostra provincia fino alla mattina del 25 Dicembre.

25 Dicembre
Nelle prime ore non avremo alcun cambiamento rispetto al solito. Grigiore, un po’ di foschia, banchi di nebbia sulla Pianura. Dalle prime luci dell’alba, però, arriveranno le prime precipitazioni con un leggero vento a seguito da ovest. In questa prima fase la quota neve dovrebbe assestarsi attorno ai 1.000 metri per scendere velocemente a quote collinari già all’ora di pranzo. Neve copiosa per tutto il pomeriggio e per tutta la sera fino ai circa 400 metri di quota, fascia dove potrebbero accumularsi circa 20/30 cm di manto nevoso a fine giornata.

Nevicherà in Pianura?
Al momento sembra di no, la quota neve dovrebbe assestarsi attorno ai 400 metri di quota, ma non è remota l’ipotesi che per qualche  ora la neve possa cadere anche sulla Pedecollinare fino alla via Emilia. I modelli previsionali stanno cambiando di ora in ora e nessuno è concorde con l’altro. Per il momento, dati alla mano, vi possiamo dire che la neve è attesa solo in Collina. Pioggia abbondante, invece, per la Pianura dove sono attesi circa 30 mm di precipitazioni.

Cosa ci aspetta dopo?
Campo delle Ipotesi
Nelle primissime ore di Santo Stefano sabato 26 avremo un esaurimento delle precipitazioni. Il cielo rimarrà coperto fino alle prime luci dell’alba, poi, come un colpo di spugna il cielo si aprirà e si presenterà sereno per tutta la giornata. Questa assenza delle nuvole favorirà un crollo delle temperature che nei valori massimi non saliranno oltre i 6°C in Città, per scendere a 0°C dopo il tramonto. Gelo intenso, invece, in Appennino dove i termometri crolleranno attorno ai -10°/-11°C a Castelnovo né Monti.

Attenzione al 27/28 dicembre
Siamo ampiamente nel campo delle “ipotesi“, quindi serviranno ancora un paio di giorni almeno di analisi e aggiornamenti.
I modelli previsionali attuali vedono la tendenza ad un nuovo e repentino peggioramento del tempo. Dopo una prima parte di giornata serena arriverà una nuova perturbazione, ma nonostante le temperature presenti al suolo, in quota i valori non permetteranno la formazione della neve. Sono quindi attese molte piogge che interesseranno tanto la Pianura quanto l’Appennino e non è remota la possibilità che in tali condizioni possa ripresentarsi il disagio occorso il 5/6 dicembre scorso con un repentino scioglimento della neve che ha ingrossato i corsi d’acqua e riattivato smottamenti franosi in Appennino.

Questo scenario è ancora tutto da verificare, ma la Protezione Civile è già attiva in tal senso.

Insomma… questo agitato 2020 vuole tenerci allertati fino all’ultimo.

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Dott. Matteo Benevelli