Breve prepotenza azzorriana

Breve prepotenza azzorriana

Dopo l’ingombrante presenza di inizio anno dell’Anticiclone Africano è la volta del ben più mite Anticiclone delle Azzorre che nei prossimi giorni conquisterà sempre più campo nel cuore dell’Europa. Anche questo gigante di alta pressione porterà condizioni di tempo stabile sulla nostra provincia con lunghe giornate di cielo sereno e la quasi totale assenza di nuvole. Ma anche lui come il suo collega africano porterà a corredo un po’ di caldo anomalo.

Colpa di diversi fattori che favoriscono un richiamo di aria calda direttamente dalle coste orientali degli Stati Uniti dov’era presente molto calore. Con il suo moto vorticoso in senso orario trascina un lembo di questo caldo attraverso il nord dell’Atlantico fino alle isole britanniche e la Scandinavia. Anche questa volta abbiamo un’interazione tra alta pressione e la violenta ed altissima “corrente a getto” che modella lo scacchiere barico europeo gestendone l’evoluzione.
Un sistema complesso che come una gigantesca rotativa da stampa di giornali convoglia flussi d’aria da ovest a est e con esse aumenti o crolli repentini di temperature al suolo e in quota.

Cosa succederà nel reggiano?
Come detto il dominio dell’alta pressione delle Azzorre crescerà nei prossimi giorni dando una forte “spallata” alla bassa pressione presente nel sud Italia che convoglia aria fredda da est sulla nostra provincia facendoci gelare durante la notte e causando forte vento in alta Montagna.
Tra quasi tre giorni tutto cambierà perché a quel punto il vortice sarà ormai lontano e l’aria da est cesserà.

Saliranno nuovamente le temperature?
Si … e no.
In Pianura il freddo che si accumula in questi giorni si depositerà come un pesante cuscinetto (dinamica vista più volte e tipica della nostra Pianura chiusa su tre lati e scarsamente ventilata), mentre l’Appennino sarà più in balìa delle correnti. Infatti da nord arriverà l’aria calda di cui vi abbiamo parlato ad inizio articolo. Non si tratterà di calda aria africana come quella vista ad inizio anno, ma un’aria che arriverà dagli Stati Uniti e che si sarà notevolmente “stemperata”durante la sua attraversata atlantica. I termometri però subiranno uno sbalzo di +10°C rispetto ai valori registrati nella prima metà della settimana.
Pertanto avremo temperature in aumento leggero o moderato in Pianura e più sostanzioso in Appennino. Una sorta di blanda inversione termica se paragonata a quella di inizio anno, ma a tutti gli effetti un’inversione termica che farà registrare temperature più alte in Montagna rispetto alla Città.

La neve ne risentirà?
Durante le ore diurne inevitabilmente si. In Montagna di pomeriggio si potrebbero toccare i 10°/12°C, ma fortunatamente durante la notte i termometri scenderanno ancora un po’ sotto lo zero permettendo ai cannoni sparaneve di funzionare sulle piste, mentre sulle zone innevate naturalmente si formerà un po’ di ghiaccio tale da rallentare il processo di consumo/fusione.

E dopo?
Questa fase mite non durerà molto, giusto un’onda veloce che durerà un fine settimana. Da nord abbiamo il Vortice Polare che è pronto a scalzare l’Anticiclone delle Azzorre. La corrente a getto si estinguerà verso est e una seconda da ovest potrebbe favorire e accelerare una nuova discesa di aria fredda dall’artico.

Torna il gelo?
Diciamo che torna l’inverno, le temperature caleranno bruscamente in quota e i termometri scenderanno sotto la media. Non è da escludersi che possa arrivare anche qualche fiocco di neve in Appennino, le temperature saranno favorevoli a questo tipo di precipitazione anche in Pianura… ma quello che mancherà sarà l’umidità per far si che questa si manifesti.
Siamo però nel campo delle ipotesi e ci sarà tempo per valutare i modelli che di giorno in giorno usciranno per focalizzare meglio ciò che accadrà.

Riassumendo:
Questa settimana sarà divisa in 2, una prima parte fredda ed un’ultima parte più calda. La prossima settimana, però, l’inverno riprenderà il suo percorso dopo questa breve parentesi che sarà ugualmente all’insegna del cielo sereno. Lo sbalzo sarà più percettibile in Appennino rispetto alla Pianura dove avremo un parziale consumo della copertura nevosa presente oltre i 600/700 metri di quota. Per parlare di neve è ancora troppo presto, la fase fredda successiva sembra più asciutta del dovuto… ma vedremo…

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 Dott. Matteo Benevelli

Il muro di Stau sul nostro Crinale

Il muro di Stau sul nostro Crinale

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Perché sul nostro Crinale sono presenti delle nuvole e in Collina c’è più caldo che in Pianura?
 
Oggi siamo in presenza di una corrente d’aria dominante che soffia dal Golfo di Liguria verso la nostra provincia, per poi proseguire il suo percorso verso nord-est in direzione Romagna.


L’aria che arriva dal mare è carica di umidità, sollevandosi per riuscire a valicare le montagne si libera del vapore acqueo che ha in carico manifestandosi sotto forma di nuvola (muro di Stau).
In questa fase l’aria si libera di molta umidità in carico.
Una volta scavalcato l’ostacolo (il nostro Crinale), questa alleggerita scende lungo l’Appennino e riprende la sua corsa. In questa discesa si comprime riscaldandosi di circa 1°C ogni 100 metri di caduta.
Tuttavia nei fondovalle e in Pianura l’aria è più pesante, fredda e umida, quindi difficile da spostare. Per tale ragione l’aria in discesa si ritrova a dover “galleggiare” forzatamente su questo cuscinetto e prosegue il suo viaggio verso la Romagna senza scaldare e asciugare le zone più basse della nostra provincia.
 
Se ne deduce, quindi, che in Pianura il vento è assente, le temperature molto rigide con la formazione di una vera e propria “cupola” stagnante di aria inquinata e foschie.

Questo è il concetto alla base dell’inversione termica in regime di correnti d’aria dal mar Tirreno. In condizioni normali avremmo un vento caldo di Garbino (Libeccio) che potrebbe far salire i termometri oltre i 20°/30°C in Pianura.

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Dott. Matteo Benevelli

Inversione Termica

Inversione Termica

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Inversione Termica

Quella di mercoledì 13 gennaio 2021 è una di quelle giornate particolari in cui le temperature sono letteralmente “rovesciate” rispetto al solito.

Nella nostra Regione, tuttavia, non si tratta di un evento raro. Le temperature registrate dai termometri sono di ben 14°C in Collina contro i 4°C presenti nella Pianura a soli 200 metri in altezza di differenza.

La motivazione di questo sbalzo è da ricercare in un leggero vento di “Foehn” che si è formato sulle Alpi a causa di un getto di aria fredda e umida in arrivo dalla Francia. Quest’aria scontrandosi con il muro alpino cerca delle scappatoie laterali per aggirare la barriera alta più di 4.000 metri.
In questo caso la via di fuga si trova tra la Svizzera e la Lombardia dove le montagne sono più basse ed è presente un vero e proprio corridoio naturale che permette il passaggio del vento.
Il vento che scende dalle Alpi, però, superando l’ostacolo perde la sua umidità e precipitando si riscalda, pertanto risulta caldo e secco.

Scendendo in Pianura, però, non ha sufficiente forza per scalzare l’aria fredda e pesante presente in quella zona. Questo, quindi, galleggia sopra questo “cuscinetto” freddo e duro rimanendone al di sopra.

Il risultato è che il vento caldo si propaga ad una quota di 300/400 metri sulla Pianura senza raggiungere mai il suolo… il suolo, però, lo raggiunge in Collina causando un aumento importante delle temperature.

Nella fotografia della nostra webcam posta sul Monte Evangelo a 400 metri di quota ci mostra chiaramente questa differenza caldo secco / freddo umido, grazie alla differente riflessione dei raggi solari.

La cupolo grigia, quindi, è principalmente aria ricca di umidità e anche di una discreta componente di polveri sottili che bloccano i raggi solari rendendo cupo il paesaggio. Di contro, invece, lo strato d’aria sovrastante che è più secco permette una più ampia visuale.
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Dott. Matteo Benevelli
Inversione termica

Inversione termica

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Giochi di nebbia… giochi d’inversione termica 😉
 
La foto di oggi scattata dal nostro Michele Sensi mostra bene un’effetto che si manifesta spesso nelle nostre campagne al mattino, soprattutto quando siamo in condizioni di alta pressione e aria abbastanza ferma.
 
Si tratta dell’inversione termica, ovvero l’inversione del gradiente termico verticale…
 
Eh? Ok… volevamo darci un tono.
In soldoni normalmente se saliamo di quota e ci allontaniamo dal suolo la temperatura dell’aria diminuisce di circa 6,5 gradi ogni 1000 metri d’altezza, ovvero, 0.65°C/100m.
In queste mattine, però, l’aria a contatto con il suolo è più fredda perché durante la notte perde il suo calore (irraggiamento termico) e l’aria del primo mattino a qualche metro d’altezza da terra risulta essere più calda di quella sottostante.
L’aria calda sopra e quella fredda sotto impediscono il rimescolamento della colonna d’aria (l’aria calda per natura è più leggera e tende a salire, mentre quella fredda che è più pesante tende a scendere… va da sé, quindi, che l’aria calda non può scendere al suolo e viceversa)
Durante la stagione fredda si ha spesso l’effetto foschia/nebbia che svanisce solo quando il Sole ha riscaldato sufficientemente il suolo ristabilendo le condizioni normali di temperatura.
Questo strato di foschia si forma anche quando alitiamo aria calda dalla bocca quando fuori l’aria è fredda e pungente.
 
Se le foschie, però, sono troppo dense può succedere che i raggi solari non arrivino al suolo per riscaldarlo e a quel punto avremo nebbia fitta per l’intera giornata.
 
Problemi?
Si, certo… in primis sicuramente nella visibilità sulle strade, ma questo “ristagno” d’aria aiuta anche l’accumulo dello smog e degli inquinanti a livello del suolo dove viviamo e respiriamo noi.
 
Questo è il motivo per cui spesso in inverno può succedere che le temperature siano piacevoli in Collina e sotto lo zero in Pianura. Questo succede perché l’aria fredda si posiziona in fondo alla valle Padana e forma un “cuscino” difficile da scalfire finché una perturbazione o il vento non lo spazza via.