Terzo affondo freddo dalla porta della Bora

Terzo affondo freddo dalla porta della Bora

Che le stagioni siano ormai saltate è cosa appurata. Anche quest’anno l’Inverno prova a dare qualche colpo di coda in ritardo quando ormai la primavera è ben avviata e le piante presentano i primi fiori da frutto. Recentemente siamo stati interessati dal passaggio di due fronti freddi che dalla “porta della Bora” hanno riportato le temperature sotto la media del periodo e addirittura qualche fiocco di neve fino alla via Emilia.

Con molto ritardo, insomma, l’inverno ha abbandonato la sua noiosa forma circolare ed ha iniziato a muoversi in maniera irregolare con moto verticale generando instabilità e lingue di freddo o caldo che rimescolano l’aria sul nostro continente. Pochi giorni fa siamo stati interessati da due discese fredde, da domani avremo una parentesi calda di 3 giorni, poi un nuovo affondo freddo con il ritorno di abbondanti precipitazioni. Qui sotto vi mostriamo gli “spaghetti” che meteorologicamente ci raccontano gli scombussolamenti dei prossimi giorni:

I modelli previsionali da un paio di giorni prevedono una terza discesa fredda che investirà l’Europa ed il bacino del Mediterraneo. Questa volta l’affondo non arriverà dalla steppa russa, ma scenderà direttamente dall’Artico verso il cuore del continente.

Ancora una volta l’Alta Pressione delle Azzorre giocherà un ruolo fondamentale nell’innescare i movimenti d’aria che riporteranno il freddo sul nostro territorio. Questa volta il gigante alto pressorio si troverà nell’alto Atlantico e non sul Baltico come per i primi due affondi di pochi giorni fa. Ciò determinerà una natura completamente diversa del getto d’aria, che verrà a trovarsi in una posizione più occidentale e pertanto sulla Scandinavia e non più dalle steppe Russo-Kazake.

Differenze tra le due correnti?
Una corrente di aria fredda in arrivo dalla steppa Russa/Kazaka è più secca ed avida di umidità, poiché segue un percorso principalmente di “terra”, senza incontrare mai specchi d’acqua degni di questo nome fino all’arrivo sul mar Adriatico.
Una corrente in calo dalla Scandinava, al contrario, è più umida poiché attinge vapore acqueo dal Mar Baltico e dal Mare del Nord.

Cosa succederà questa volta?
L’Anticiclone delle Azzorre ruotando in senso orario spingerà verso la Germania e la Polonia l’aria del Vortice Polare che scendendo dalla penisola Scandinava andrà ad impattare contro il muro delle Alpi e dei Carpazi. Questa discesa è alimentata anche dal richiamo di due basse pressioni che si troveranno sul Mar Egeo (la prima) e nei pressi di Gibilterra (la seconda). Le due catene montuose e le due basse pressioni saranno all’origine della divisione in ben 3 rami di questo getto d’aria artica.


1° Braccio – Verrà deviato dalle Alpi e richiamato dalla Bassa Pressione presente su Gibilterra.
2° Braccio – Si insinuerà tra la Alpi ed i Carpazi richiamato dalla Bassa Pressione presente nel Mar Egeo.
3° Braccio – Verrà deviato dai monti Carpazi verso est richiamato dalla Bassa Pressione presente nel Mar Egeo e la raggiungerà dallo stretto del Bosforo.

La nostra provincia verrà investita dal 2°Braccio che passando tra Austria, Slovacchia, Ungheria e Slovenia (la Porta della Bora), raggiungerà il nostro territorio con un discreto carico di umidità che potrebbe determinare delle precipitazioni copiose o moderate anche nel reggiano.

Che precipitazioni ci dobbiamo attendere?
Se i modelli resteranno confermati è molto alta la probabilità di nevicate abbondanti sul nostro Appennino con accumuli discreti (al giorno d’oggi si parla di almeno 10/15 cm a Castelnovo né Monti). La Pianura ancora una volta sembra rimanere ai margini di questi fenomeni, ma visto il largo anticipo è necessario attendere l’elaborazione di nuovi dati, poichè il margine d’errore è ancora ampio e non è da escludersi che la neve possa raggiungere anche la via Emilia.

Quali certezze abbiamo?
Con certezza possiamo affermare che la neve farà il suo ritorno sul nostro Appennino. E’ molto alta la probabilità che la neve si spinga almeno fino alla via Emilia se non oltre…
Sicuramente avremo disagi sulla rete stradale del nostro Appennino, ma potrebbero verificarsi anche cadute di alberi o rami a causa del peso della neve. Altro rischio da non sottovalutare sarà quello del ghiaccio, poiché le temperature scenderanno sotto lo zero su tutto l’Appennino.

Se la perturbazione dovesse essere confermata così com’è?
Se la neve dovesse spingersi fino alla Pianura (e lo scopriremmo già nella tarda giornata di Lunedì 30), sicuramente avremo accumuli anche in quelle zone con conseguenti disagi legati ad una copiosa nevicata. Caduta di rami, alberi, rete stradale sporca.

Sicuramente man mano che usciranno nuovi modelli più aggiornati vi terremo informati.

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Dott. Matteo Benevelli

Anche quest’anno arriva il colpo di coda invernale

Anche quest’anno arriva il colpo di coda invernale

L’inverno 2019/20 è stato messo in archivio ed anche questa volta ha fatto registrare il triste record negativo di inverno più caldo di sempre. Per il nostro territorio è stato un duro colpo, perché l’assenza di neve in Montagna ha causato molti problemi alle attività legate al turismo, per non parlare della carenza di acqua che sicuramente avrà ripercussioni nel lungo periodo.

Anche quest’anno, però, è previsto un brusco colpo di coda dell’Inverno in piena primavera. Già da qualche giorno i modelli previsionali più accreditati prevedono uno spostamento dell’Alta Pressione verso il Baltico e l’est Europa. Questo genere di spostamenti favorisce sempre la possibile discesa di aria fredda di matrice continentale (dalle steppe Russe), con l’apertura della famosa “Porta della Bora” che farà soffiare forte il vento ripulendo la nostra Pianura inquinata dalle polveri sottili.

Qui sotto potete vedere lo schema di questo 1° attacco freddo di questa seconda metà di Marzo:

Se pensiamo a degli ingranaggi, la meccanica di questa colata di aria fredda è abbastanza semplice: immaginiamo le alte pressioni come giganteschi vortici che spirano in senso orario; al tempo stesso pensiamo alle basse pressioni come gorghi che ruotano in senso antiorario.
Fatte queste premesse la gigantesca alta pressione presente nel cuore dell’Europa richiamerà verso il Mediterraneo dell’aria fredda e secca dalle steppe russe, facilitate in questo “risucchio” dalle basse pressioni presenti nel bacino Mediterraneo tra Algeria e Turchia. Varcato l’ostacolo balcanico dei Monti Carpazi, la via preferenziale di tale discesa fredda sarà sicuramente quella di Trieste, ovvero la “Porta della Bora.

Quando succederà e cosa ci dobbiamo aspettare?
Questo primo attacco avverrà sul finire del fine settimana e primi giorni della settimana entrante, ovvero tra Domenica 22 e Lunedì 23 Marzo 2020.
Come si può notare dalla grafica, questa colata di aria fredda, incontrerà poche possibilità di caricare umidità (come laghi o mari), solamente quando arriverà sull’Adriatico riuscirà a caricare un po’ di acqua, ma sarà troppa poca per poter generare delle precipitazioni degne di questo nome. Pertanto avremo delle precipitazioni deboli o moderate e di carattere piovoso per via delle alte temperature presenti sul nostro territorio. Il vento da est, quindi, sarà freddo e piuttosto secco. Ciò si tradurrà in una compatta nuvolosità che coprirà tutta la nostra provincia per gran parte della giornata di Domenica, ma avara sotto l’aspetto delle precipitazioni. Il giorno successivo, invece, avremo un netto miglioramento con il ritorno del Sole, ma la nuova aria che è arrivata renderà pungenti le temperature che sul nostro Appennino scenderanno nuovamente sotto lo zero! Fresco anche il pomeriggio, con punte di 10°/11°C in Città contro i 22°C della settimana precedente.

Quanto durerà questa instabilità?
Pochi paragrafi fà vi abbiamo menzionato un 1° attacco freddo e ciò presagiva già al fatto che ne è atteso un 2°. Se i modelli verranno confermati (quando ci si sposta in là con le previsioni il condizionale è sempre d’obbligo), tra Mercoledì 25 e Giovedì 26 tornerà a farci visita una nuova perturbazione. Attenzione però! In questo caso avremo una configurazione del tutto nuova.

Qui sotto potete vedere lo schema di questo 2° attacco freddo:
Tutti i protagonisti del primo attacco slittano verso est con il passare dei giorni e sulla nostra Penisola transiterà la bassa pressione che in precedenza si trovava sull’Algeria richiamata dalla lacuna fredda alimentatasi con la discesa arrivata dalla “Porta della Bora”. Un secondo flusso d’aria fredda, questa volta, scenderà dall’Islanda verso il Mediterraneo attraverso la Francia richiamata dalla bassa pressione italica. La prima cosa che deve saltare all’occhio, è che questa volta i flussi d’aria fredda incontreranno molta acqua lungo il loro percorso, pertanto saranno molto probabilmente carichi di precipitazioni.

Cosa significa per il nostro territorio?
Beh… la prima discesa ha portato il freddo, la seconda porterà l’umidità. Va da sé che queste precipitazioni assumeranno quasi sicuramente un comportamento nevoso fino a quote molto basse. Ci sentiamo, quindi, di poter affermanre con discreta certezza che sul nostro Appennino tornerà la neve con accumuli che potrebbero raggiungere anche i 10 cm a Castelnovo né Monti (continuiamo ad usare il condizionale!!! Nei prossimi giorni saremo più precisi e tutto potrebbe cambiare). In Pianura dovrebbe piovere, ma qualche fiocco potrebbe presentarsi misto o comunque, anche in questo caso, preferiamo attendere i prossimi modelli previsionali che saranno più accurati e precisi.

Consigli pratici
Non facciamoci sorprendere dal freddo, ora che siamo tutti a casa cerchiamo di mettere al riparo le piante, poichè il calore di questi giorni ha favorito il loro risveglio ed uno shock termico sicuramente rischia di danneggiarle gravemente.

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Dott. Matteo Benevelli

Neve o non neve?

Neve o non neve?

In tanti ci avete chiesto come mai non ci siamo ancora espressi sulla possibilità di neve nella notte tra Giovedì 12 e Venerdì 13 poichè da giorni si parla su tanti siti di questa evenienza (potrebbe nevicare anche prima, ma ne parleremo meglio tra poco). Nelle prossime ore e nei prossimi giorni questi proclami cresceranno esponenzialmente, poichè la neve farà sicuramente il suo arrivo… da qualche parte… ma dove? A livello nazionale conviene spararla grossa perchè da qualche parte arriverà e ne arriverà tanta, ma a livello locale la situazione cambia. Il territorio è drasticamente minore, poi la nostra provincia praticamente si estende da un livello quasi del mare fino agli oltre 2.000 metri di quota.

Nevicherà nella nostra provincia quindi?
Si, sul nostro Appennino la neve farà il suo ritorno e ce n’é un gran bisogno visto la desolazione che regna anche in alta quota. In questo momento dell’anno la nostra montagna dovrebbe già essere bianca e carica, invece gli accumuli al suolo (scarsi) li troviamo solo oltre i 1.700/1.800 metri.

Ne verrà tanta?
No… i modelli cambiano ogni sei ore e vengono quasi sempre ritoccati verso il basso. Attualmente ci aspettiamo degli accumuli di circa 5/10 cm al massimo in Collina per la notte tra Giovedì e Venerdì

Ed in Pianura?
Nella migliore delle ipotesi, per il momento, si prevede qualche precipitazione mista… più probabilmente tra la via Emilia e le prime Colline. Sulla fascia Pedecollinare, infatti, sussiste la possibilità che possa arrivare qualche fiocco di neve “puro” per qualche oretta, ma non da determinare accumuli al suolo degni di questo nome.

Quindi si tratta di un bluff?
Dipende dai punti di vista… molti siti “nazionali” rimanendo sul vago ci prederanno sicuramente, in alcune zone la neve farà il suo arrivo (come vi dicevamo poco fa anche sul nostro Appennino), ma la neve come la intendono in molti di noi… NO
In molti, per via dei titoli letti in giro per il web, si attenderanno la neve in Pianura rimanendo successivamente delusi dal fatto che non si vedrà… altri perderanno la fiducia nelle previsioni meteo. Il nostro consiglio è sempre lo stesso: “leggete bene tra le righe testuali e non solamente il titolo”… il titolo serve per catturare il pubblico, ma il testo “fa testo” ed è lì che vi potete rendere conto dell’attendibilità della vostra fonte d’informazioni.

Altre speranze di neve?
Si… come vi abbiamo scritto ad inizio articolo la perturbazione della notte tra giovedì 12 e venerdì 13 verrà anticipata da un’altra perturbazione che ci interesserà sempre di notte, ma tra mercoledì 11 e giovedì 12. Anche in questo caso avremo delle nevicate sul nostro territorio con accumuli al suolo sulla nostra Collina di circa 5 cm.

Come mai tutta questa incertezza?
I motivi sono tanti, il primo è sicuramente l’origine “atlantica” di questa perturbazione e non continentale (da est). Quando il freddo arriva dalla porta della Bora si verificano le situazioni più fredde e nevose. Poi sulla nostra provincia avremo la presenza contemporanea di diversi strati d’aria a temperature diverse che scombussoleranno le gocce d’acqua che precipiteranno sul nostro territorio. Gocce che si fonderanno e solidificheranno più volte nella loro caduta con piogge più probabili in alta quota rispetto alla Collina dove il percorso più lungo di caduta potrebbe permettere una ri-solidificazione della goccia fusa.

Potrebbe cambiare qualcosa nelle prossime ore e nei prossimi giorni?
Assolutamente si… continuate a seguire i nostri post sulla pagina Facebook o qui nella nostra sezione “previsioni” perchè i modelli cambiano in continuazione e pertanto anche molto di quanto scritto in questo articolo.

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  Dott. Matteo Benevelli

Autunno ai blocchi di partenza

Autunno ai blocchi di partenza

Finalmente l’ottobrata sembra avere le ore contate. Ancora un fine settimana di caldo e bel tempo poi la svolta meteorologica. Il blocco di aria fredda che per molti giorni ha stazionato sulla penisola Iberica e che ha causato molti disagi al nostro stivale si sta velocemente spostando verso est rimescolando le carte in tavola.


Cosa succederà a livello Europeo?
Ad inizio della prossima settimana l’Anticiclone delle Azzorre si spingerà nuovamente verso nord e si posizionerà sulle isole britanniche causando una discesa repentina di aria fredda dal Vortice Polare presente nel profondo nord della Lapponia. Questa discesa lancierà aria fredda nel cuore dell’Europa e contro le nostre Alpi che ancora una volta faranno da barriera deviando le correnti ad est ed ovest.

In Italia?
Nel Tirreno si formerà una bassa pressione che richiamerà a sè questa corrente d’aria fredda che farà irruzione nella nostra Pianura dalla porta della Bora già martedì 29. Le correnti d’aria da est genereranno piogge pomeridiane più insistenti di quanto si presenterà già al mattino ed un discreto calo termico di circa 4°C. La porta della Bora rimarrà aperta anche per tutta la giornata di Mercoledì ed in questa fase avremo temperature massime decisamente inferiori rispetto alla settimana precedente, con temperature di circa 10°C in Città ed in Pianura.

Quanto durerà questa fase instabile?
La perturbazione piovosa durerà circa 2 giorni pieni tra Martedì 29 e Mercoledì 30, poi avremo una parentesi più tranquilla e di nuvolosità variabile.

Arriverà il freddo?
Si, da Martedì 29 inizierà un graduale calo delle temperature su tutta la provincia, ma il vero e proprio crollo lo avremo nei giorni successivi, quando il cielo si riaprirà e lì avremo il primo assaggio d’Inverno.

Come sarà il periodo di Ogni Santi?
E’ ancora troppo presto per saperlo con esattezza, specie in una fase instabile come quella che vi abbiamo appena descritto, ma stando ai modelli attuali farà molto freddo il 1° Novembre con temperature minime che in Pianura potrebbero avvicinarsi molto ai 0°C! Il 2 di Novembre “potrebbe” tornare un po’ di pioggia, ma saremo più precisi nei prossimi giorni.

Conclusioni
Il caldo di questa seconda metà di Ottobre è stato un evento gradito da molti, ma decisamente anomalo e poco “sano” per noi e per i normali cicli stagionali. Gli alberi, che normalmente a fine Ottobre si presenterebbero spogli, sono ancora ricchi di fogliame verde ed alcuni sono tornati a rifiorire grazie alle temperature favorevoli. Fioriture fittizie che nei primi giorni di Novembre cadranno sotto l’attacco gelido che vi abbiamo descritto poco fa.
Sicuramente l’arrivo di un freddo così drastico e lo sbalzo termico metteranno a dura prova l’oranismo di molti reggiani che si troveranno ad avere a che fare con raffreddori o malanni tipici di questo tipo di stress fisico, non facciamoci trovare impreparati.

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Dott. Matteo Benevelli

Confermata la discesa di aria fredda da nord

Confermata la discesa di aria fredda da nord

I modelli previsionali si dimostrano sempre più allineati e concordi con il prevedere una brusca irruzione di aria artica dal profondo nord, una discesa di aria che transiterà a nord della nostra penisola, ma attraverso la porta della Bora riuscirà a fare ingresso nella nostra Pianura decretando la fine di questa lunga parentesi di estate ritardata.

Il caldo anomalo di quest’ultima settimana non ha raggiunto i livelli tanto urlati dai “soliti” allarmisti, ma come da programma si è mantenuto costate tra i 29°/30°C di punte massime e lo farà fino alla giornata di martedì 17.

Cosa ci dobbiamo aspettare da mercoledì 18?
L’Alta Pressione delle Azzorre si sposterà nei pressi delle isole britanniche, con una particolare predilizione per l’Irlanda. Spingendosi così a nord favorirà la discesa di aria fredda che transiterà a nord delle Alpi. Non trattandosi di una perturbazione Atlantica, questa volta, l’instabilità farà il suo arrivo da est e per tale motivo sarà più “secca” del solito. Ciò nonostante la corrente attraversando il mar Adriatico un po’ di umidità la raccoglierà e sarà sufficiente a causare temporali improvvisi.
Mercoledì mattina avremo condizioni di bel tempo e nuvolosità variabile su tutto il reggiano, ma da metà pomeriggio si apriranno le ostilità. Nubi cumuliformi faranno la loro comparsa e a macchia di Leopardo potrebbero generarsi cumulonembi minacciosi. Al momento non ci aspettiamo eventi grandinigeni, ma nella peggiore delle ipotesi i chicchi si presenteranno di piccole dimensioni, tali da non causare danni ingenti (la vendemmia ormai è a buon punto e le automobili “dovrebbero” essere più robuste).

Giovedì 19?
Le piogge ci accompagneranno per buona parte della notte tra mercoledì e giovedì, all’alba le piogge dovrebbero cessare ma il cielo si presenterà ugualmente coperto o molto nuvoloso. Schiarite un po’ più concrete solamente nel pomeriggio con un bel Sole che però non farà salire le temperature massime oltre i 21°/22°C.

E dopo?
Addio gran caldo… il resto della settimana “dovrebbe” mantenersi sotto la media del periodo con temperature massime sempre di poco superiori ai 20°/21°C, valori molto più consoni al mese di Settembre. Il cielo si presenterà sereno o poco nuvoloso, solcato da qualche nuvola di passaggio che non porteranno piogge per via della “natura secca” delle correnti d’aria. Un po’ di movimento potrebbe presentarsi la settimana successiva, ma è ancora troppo presto per spingerci fin là.

Riassumendo?
A metà settimana avremo una rottura meteorologica con l’ingresso di aria fredda che allontanerà il caldo africano di questi giorni. Passata la burrasca della sera/notte tra mercoledì e giovedì tornerà il sereno e le temperature si presenteranno più che gradevoli.

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Dott. Matteo Benevelli