Stau e Favonio

Stau e Favonio

👩‍🏫 Stau e Favonio 👨‍🏫
Vogliamo approfittare di quanto accaduto ieri per spiegarvi i motivi di tanto “caldo anomalo” il 2 di Febbraio.
Per farlo sfruttiamo l’eloquente immagine satellitare scattata dal satellite Modis della NASA attorno alle 11:30 del mattino.
In questa immagine si nota distintamente ciò che accade su entrambi i versanti delle nostre Alpi.
A nord si è formato un vero e proprio “muro” di nuvole minacciose, al contrario, a sud si notano condizioni diametralmente opposte con cielo assolutamente libero da nuvole.
Quel muro di nuvole è chiamato Stau (dal tedesco “coda” o “ristagno”) e si tratta di un vento di risalita umido e freddo. E’ definito di risalita perché è forzatamente costretto a risalire le ripide pareti delle nostre Alpi dalle correnti d’aria in arrivo da nord.
In questa risalita si raffredda e l’umidità dell’aria condensa producendo dunque generali condizioni di cattivo tempo con piogge e sulle vette abbondanti nevicate.
La temperatura del vento secondo il gradiente termico verticale pseudo-adiabatico crolla di -6,5°C ogni circa 1.000 metri di ascesa.
Una volta superate le creste delle vette alpine il vento è libero di discendere velocemente dal versante opposto e raggiungere la Pianura. In questo movimento subisce un ulteriore stress e subisce quello che è chiamato gradiente adiabatico secco che è maggiore del gradiente termico pseudo-adiabatico di risalita del versante sopravento (nord). Infatti precipitando il vento si riscalda per compressione di circa 1°C ogni 100 metri di caduta. Questo dissolve le nuvole, asciuga l’aria e la riscalda … a questo punto il nostro Stau diventa Favonio (o Föhn).
Per questa ragione ieri avevamo temperature esageratamente calde lungo la via Emilia.
Oggi questo vento è assente e i termometri non sono andati oltre i 12,5°C in Città contro i quasi 19°C di ieri.
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Dott. Matteo Benevelli
Immagine:
NASA – Modis
Elaborazione grafica:
MeteoReggio.it
Caldo inverno 2021

Caldo inverno 2021

Come mai tutto questo caldo sul nostro Appennino?
Oggi abbiamo toccato ancora una volta i 17°C e l’anno potrebbe chiudersi con altri record per la nostra montagna con il concreto rischio di fusione precoce di tantissima neve.
Ma cosa sta succedendo?
Dipende da quanto vogliamo allargare lo zoom ed uscire dai confini della nostra provincia. Volendo possiamo andare a ricercare alcuni indizi fino all’oceano Pacifico settentrionale tra Alaska e Giappone!
Oppure più a sud fino ai Tropici.
Se andiamo verso il Pacifico possiamo parlarvi del caldo anomalo che interessa quel tratto di oceano che genera una poderosa alta pressione. Da lì iniziano le perturbazioni della “corrente a getto”.
Corrente a getto?
Si tratta di un fiume d’aria che ad altissima velocità si muove da ovest verso est al confine con la Tropopausa (diciamo 12.000 metri circa) e che modella le condizioni meteo a livello globale. Ve ne sono principalmente di 3 tipi: Polare, Sub-Tropicale (quella in esame) ed Equatoriale.
L’alta pressione nel Pacifico sta influenzando la corrente a getto deformandola rendendola più sinuosa e ondulatoria del solito.
Anche il gran caldo che interessa gli Stati Uniti orientali alimenta con gran forza la corrente che a gran velocità raggiunge l’Europa tra gli ingranaggi di bassa e alta pressione presenti modellandole.

Sull’Africa nord-occidentale, invece, abbiamo il famosissimo Anticiclone Africano che ci viene a far visita sempre più spesso in questi anni.
L’aria calda di questo fine anno sta arrivando dalle zone sub-sahariane del Sahel. Con una rotazione oraria tipica degli anticicloni l’aria calda risale dal Tropico lungo le coste del Senegal e del Marocco per giungere in Europa attraverso la Spagna e la Francia.
Una sorta di Parigi-Dakar al contrario.
La corrente a getto confina e rinforza l’Anticiclone Africano nel Mediterraneo e devia il vento dalla Francia verso destra fino a che questo non impatta con il muro delle Alpi.
Qui si viene a formare il famoso vento di “Foehn” che precipitando dalle Alpi verso la nostra provincia si riscalda bruscamente.
Se il vento si riscalda perché in Pianura abbiamo freddo?
Perché sulla Pianura è presente un “cuscino” di aria fredda, umida e pesante che non viene scalfito dal leggero vento caldo favonico in arrivo dalle Alpi. La Pianura è chiusa su 3 lati e la scarsa ventilazione favorisce la deposizione giorno dopo giorno di questo freddo coriaceo.
Questo vento caldo e secco “galleggia” sull’aria fredda generando le nebbie a cui assistiamo da qualche giorno. Attraversata la Pianura il vento caldo “tocca il suolo” sulla nostra Collina determinando i famosi 17°C che registriamo ai piedi delle Montagne.
Riassumiamo:
Il vento caldo dall’Africa tropicale arriva fino alla Francia. Qui si scontra con le Alpi valicandole tra Svizzera e Lombardia (punto più semplice e basso da valicare per lui). Salendo di quota il vento si raffredda (circa 0°C) e appena sorpassa le Alpi precipita riscaldandosi di 1°C ogni 100 metri di caduta (circa 20°/25°C). Questo vento caldo galleggia sulla fredda Pianura perdendo qualche manciata di gradi fino ad arrivare alle nostre Colline con circa 16°C di temperatura residua.
E poi?
Risalendo il nostro Crinale si raffredda ancora di qualche grado per precipitare nuovamente verso la Toscana con temperature ancora più calde di quando era sulla nostra provincia.
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 Dott. Matteo Benevelli
Inversione Termica

Inversione Termica

👩‍🏫 Angolo della Didattica 👨‍🏫

 

Inversione Termica

Quella di mercoledì 13 gennaio 2021 è una di quelle giornate particolari in cui le temperature sono letteralmente “rovesciate” rispetto al solito.

Nella nostra Regione, tuttavia, non si tratta di un evento raro. Le temperature registrate dai termometri sono di ben 14°C in Collina contro i 4°C presenti nella Pianura a soli 200 metri in altezza di differenza.

La motivazione di questo sbalzo è da ricercare in un leggero vento di “Foehn” che si è formato sulle Alpi a causa di un getto di aria fredda e umida in arrivo dalla Francia. Quest’aria scontrandosi con il muro alpino cerca delle scappatoie laterali per aggirare la barriera alta più di 4.000 metri.
In questo caso la via di fuga si trova tra la Svizzera e la Lombardia dove le montagne sono più basse ed è presente un vero e proprio corridoio naturale che permette il passaggio del vento.
Il vento che scende dalle Alpi, però, superando l’ostacolo perde la sua umidità e precipitando si riscalda, pertanto risulta caldo e secco.

Scendendo in Pianura, però, non ha sufficiente forza per scalzare l’aria fredda e pesante presente in quella zona. Questo, quindi, galleggia sopra questo “cuscinetto” freddo e duro rimanendone al di sopra.

Il risultato è che il vento caldo si propaga ad una quota di 300/400 metri sulla Pianura senza raggiungere mai il suolo… il suolo, però, lo raggiunge in Collina causando un aumento importante delle temperature.

Nella fotografia della nostra webcam posta sul Monte Evangelo a 400 metri di quota ci mostra chiaramente questa differenza caldo secco / freddo umido, grazie alla differente riflessione dei raggi solari.

La cupolo grigia, quindi, è principalmente aria ricca di umidità e anche di una discreta componente di polveri sottili che bloccano i raggi solari rendendo cupo il paesaggio. Di contro, invece, lo strato d’aria sovrastante che è più secco permette una più ampia visuale.
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Dott. Matteo Benevelli
Perchè oggi soffia il vento?

Perchè oggi soffia il vento?

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Per quale motivo oggi soffia il vento?
Nella notte e nella prima mattinata i oggi siamo stati attraversati da una bassa pressione di nome “Bernhard” che ha raggiunto il suo minimo depressionario proprio sulla nostra Regione, scivolando successivamente verso la Romagna e la costa Dalmata.
Questo vortice richiama a sè flussi d’aria umida di matrice Atlantica, che però si scontrano con l’alto muro rappresentato dall’arco alpino.
Le Alpi alte tra i 3.000 ed i 4.000 metri rappresentano un muro ostico da valicare, motivo per cui sul versante francese e svizzero delle Alpi si forma un “muro di Stau”, ovvero un muro di nuvole che si formano a causa della risalita dell’aria carica di umidità in arrivo dall’Atlantico. Mentre quest’aria umida incalzata alle spalle cerca di risalire le Alpi per gettarsi nella Pianura Padana, si dilata rilasciando tutta la sua umidità che si manifesta come nuvola e come precipitazione.
 
Quando nel pomeriggio quest’aria riuscirà a valicare la cresta alta delle Alpi, ormai secca, precipiterà verso la Pianura Padana e ri-comprimendosi acquisterà circa 1°C ogni 100 metri di caduta (pertanto circa 30°/40°C). Questo non significa che avremo 30°/40°C questa sera sul nostro territorio, poichè la corrente d’aria valicherà le Alpi con temperature ben al di sotto dello zero.
 
Pertanto questa sera (quando farà il suo arrivo il vento) aspettiamoci temperature primaverili in Pianura, così come per la giornata di Lunedì … poi Bernhard spostandosi devierà i flussi d’aria umida con la complicità delle Alpi.
 
Il nome di questo vento?
In italiano si chiama Favonio, ma molti lo conoscono meglio come Föhn (scritto anche Foehn) … da cui deriva il nome dell’asciugacapelli Phon, che appunto produce un flusso d’aria calda e secca 😉

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 Dott. Matteo Benevelli