Cumulus humilis

Cumulus humilis

🧑‍🏫 Angolo della Didattica 👨‍🏫
“Pannosissime” nuvole “Paffutelle” e “Pittoresche” solcano il nostro cielo rendendolo pacificamente suggestivo.
Non sapremmo come fare per condire ulteriormente di ottimismo i nostri post che giorno dopo giorno si fanno sempre più pesanti per chi detesta il caldo.
E per farlo abbiamo fatto ricorso a termini scientifici altamente ricercati (è cosa nota che i naturalisti non diano fondo alla propria fantasia quando si tratta di coniare nomi per gli elementi naturali 🙂 ).
Ma tornando a noi tutto è tranquillo sulla provincia di Reggio Emilia e la nuvolosità cumuliforme di queste ore rientra nella famiglia dei Cumulus humilis.
Queste sono nuvole che si formano quando dalla Pianura si solleva l’aria calda presente al suolo dopo un irraggiamento solare di qualche ora (quindi tra la seconda metà del mattino e primo pomeriggio). L’aria calda ogni 100 metri di salita perde 1°C e tendenzialmente si manifesta in nuvola alla saturazione che raggiunge tra i 500 e i 1.000 metri. Sotto questa quota alle volte si appiattiscono e presentano una base grigiastra in grande contrasto con il bianco candido del resto della nuvola.
Sono anche chiamati “cumuli da bel tempo” perché nascono in condizioni tranquille e spesso non evolvono ulteriormente svanendo in serata quando le temperature al suolo non alimentano più la risalita dell’aria calda.

Tuttavia se il sistema subisce delle perturbazioni più consistenti questi possono evolvere in “Cumulus mediocris” (un po’ più spessi e pannosi 🙂 ) come si è visto all’ora di pranzo verso est.
Se l’energia in gioco è ancora maggiore l’evoluzione successiva è quella di “Cumulus congestus” (e se si vuole abbandonare la similitudine della panna è opportuno parlare di cavolo).
Questi possono salire fino all’altezza di 6.000 metri e portare piovaschi deboli o moderati.
In fine se proseguiamo questa evoluzione del cavolo arriviamo all’incudine… ovvero al temuto “Cumulonimbus incus” (e cugini). In questo caso si varcano i 6.000 metri di quota fino alla Tropopausa a circa 12.000 metri di quota. Attività elettrica, ventilazione turbolenta, possibili grandinate e violente piogge.
Ma non è il caso di oggi… oggi rimarremo humilis e tranquilli 😉
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Dott. Matteo Benevelli
Il sistema V-Shaped

Il sistema V-Shaped

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Il sistema “V-Shaped
Poco distante dalla nostra provincia è attiva una cella temporalesca denominata “V-Shaped”, una delle più temute e autorigenerative forme di rovescio temporalesco in grado di portare ingenti quantitativi di pioggia in zone ristrette per lungo tempo causando allagamenti.
Ma come si genera?
– Per prima cosa è necessario che due correnti d’aria opposte si scontrino. Nel caso di oggi, in esame, abbiamo dell’aria fresca in avvicinamento dal sud della Francia che si scontra con il vento caldo di Libeccio che soffia forte dal Mediterraneo verso la Pianura Padana.
– Per seconda cosa occorre che la colonna d’aria sulla nostra testa abbia lo stesso comportamento a livello di direzione del vento. Questo non è scontato perché a differenti altezze spesso corrispondono direzioni diverse del vento.
– In fine queste celle sono spesso accompagnate da una “corrente a getto” o “Jet Stream” in altissima quota che asseconda a sua volta la direzione di queste correnti.
Ha la stessa meccanica di un temporale tradizionale, ma in scala molto più ampia e diffusa proprio in virtù della propagazione assecondata dal vento. La cella attuale ha il vertice della “V” nei pressi di Ventimiglia al confine con la Francia e le sue piogge arrivano fino a Livigno in alta Valtellina aprendosi come un ventaglio.
Il movimento di questa cella nel caso in esame vedrà un suo graduale spegnimento quando il vento fresco raggiungerà il caldissimo mare di Liguria che ne smorzerà le velleità.
Il fungo piovoso gradualmente si spegnerà verso nord-est comportando piogge e acquazzoni via via più deboli fino all’estinzione.
Perché sono pericolosi?

Perché solitamente eventi del genere possono stanziare fermi per molto tempo su una stessa zona. Per quel che riguarda il nostro territorio di sovente si verificano in Liguria determinando devastanti allagamenti e forti acquazzoni anche nel reggiano.

Dove si trova il punto più pericoloso?
Il punto peggiore dove trovarsi è quello al vertice della “V”, ma la conformazione del nostro territorio fa si che quando queste perturbazioni si gettano nella Pianura si trasformino a loro volta in ulteriori temporali violenti, specie in questo periodo estivo, con la formazione di celle con nubi a mensola e potenti venti a getto in caduta dal sistema temporalesco che avanza verso est.
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Dott. Matteo Benevelli
Vento di Bora, domande e risposte

Vento di Bora, domande e risposte

🌬 Vento di Bora 🌬
La giornata di oggi sarà sicuramente caratterizzata da una gradevole ventilazione da est che ci aiuterà a meglio sopportare il caldo pomeridiano.
Ma perché oggi soffia il vento?
Se in piccolo il nostro territorio oggi sarà caratterizzato principalmente dal vento, su scala molto più ampia il quadro è dominato dalla presenza dell’Anticiclone Africano che convoglia aria calda verso la penisola Ibierca e il sud della Francia.
Questa rimonta prepotente di aria calda spinge letteralmente verso est l’aria più fresca presente nel centro Europa a nord della nostre Alpi. Questa spallata da parte dell’aria calda (sebbene più leggera) induce quella più fresca a migrare verso i balcani.
In questo movimento l’aria fredda e pesante si insinua dentro la “porta della Bora” alle spalle di Trieste confluendo nell’imbuto rappresentato dalla nostra Pianura Padana… e più in generale verso l’Italia adriatica.
Ad assecondare questo movimento dell’aria fresca e pesante abbiamo anche una leggera corrente a getto in alta quota che ne agevola il moto.
Quanto durerà?
Nella seconda metà del pomeriggio avremo un graduale esaurimento del vento da est che cesserà del tutto dopo il tramonto.
Ma l’aria non è limpida e tersa…
Giusta osservazione, il vento di norma asciuga l’aria e la nostra visuale spazia in lontananza. Oggi però abbiamo un po’ di foschia perché questo vento non scende dalle Alpi gettandosi subito in Pianura. Durante il suo viaggio si trova ad attraversare un discreto tratto di mare Adriatico facendosi un po’ carico di quell’umidità che si solleva inevitabilmente dal mare a causa dell’evaporazione.
Domani tornerà?
Domani avremo un po’ di ventilazione da est, ma la matrice non sarà la stessa e nemmeno l’intensità. Si tratterà di un leggero vento di scirocco che si originerà a metà dell’Adriatico e che riuscirà a raggiungerci, ma non sarà fresco.
Immagini: MeteoReggio.it
ISAC CNR
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 Dott. Matteo Benevelli
Stau e Favonio

Stau e Favonio

👩‍🏫 Stau e Favonio 👨‍🏫
Vogliamo approfittare di quanto accaduto ieri per spiegarvi i motivi di tanto “caldo anomalo” il 2 di Febbraio.
Per farlo sfruttiamo l’eloquente immagine satellitare scattata dal satellite Modis della NASA attorno alle 11:30 del mattino.
In questa immagine si nota distintamente ciò che accade su entrambi i versanti delle nostre Alpi.
A nord si è formato un vero e proprio “muro” di nuvole minacciose, al contrario, a sud si notano condizioni diametralmente opposte con cielo assolutamente libero da nuvole.
Quel muro di nuvole è chiamato Stau (dal tedesco “coda” o “ristagno”) e si tratta di un vento di risalita umido e freddo. E’ definito di risalita perché è forzatamente costretto a risalire le ripide pareti delle nostre Alpi dalle correnti d’aria in arrivo da nord.
In questa risalita si raffredda e l’umidità dell’aria condensa producendo dunque generali condizioni di cattivo tempo con piogge e sulle vette abbondanti nevicate.
La temperatura del vento secondo il gradiente termico verticale pseudo-adiabatico crolla di -6,5°C ogni circa 1.000 metri di ascesa.
Una volta superate le creste delle vette alpine il vento è libero di discendere velocemente dal versante opposto e raggiungere la Pianura. In questo movimento subisce un ulteriore stress e subisce quello che è chiamato gradiente adiabatico secco che è maggiore del gradiente termico pseudo-adiabatico di risalita del versante sopravento (nord). Infatti precipitando il vento si riscalda per compressione di circa 1°C ogni 100 metri di caduta. Questo dissolve le nuvole, asciuga l’aria e la riscalda … a questo punto il nostro Stau diventa Favonio (o Föhn).
Per questa ragione ieri avevamo temperature esageratamente calde lungo la via Emilia.
Oggi questo vento è assente e i termometri non sono andati oltre i 12,5°C in Città contro i quasi 19°C di ieri.
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Dott. Matteo Benevelli
Immagine:
NASA – Modis
Elaborazione grafica:
MeteoReggio.it
Onde Atmosferiche

Onde Atmosferiche

🌬 Onde Atmosferiche 🌫
 
Ieri vi abbiamo parlato del fenomeno della Calima e anche oggi rimaniamo presso le Isole Canarie perché come conseguenza di quel vento carico di sabbia si sono manifestate anche delle nuvole particolari: le onde atmosferiche.
 
Si tratta di un disturbo atmosferico che altera il normale moto del vento con ondulazioni verticali che generano lunghe strisce parallele di nuvole.
 
Nel nostro caso siamo in presenza di un forte vento caldo di Scirocco che si trova a subire diverse sollecitazioni a livello di pressione, temperatura, umidità e soprattutto… si scontra con le alte montagne vulcaniche delle Canarie.
 
L’ostacolo rappresentato da queste isole comporta turbolenze che perturbano il normale scorrere del vento.
 
Sempre in questo caso possiamo parlare di onde stazionarie (opposte alle onde viaggianti), poichè queste lunghe increspature permangono per diverse ore sempre nella stessa posizione a fronte delle isole di Lanzarote e Fuerteventura.
 
Un altro termine per definire le onde atmosferiche di questo tipo è “maree atmosferiche”.
 
Immagine: NASA – Modis
14 gennaio 2022
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 Dott. Matteo Benevelli