Il Tornado del 19 settembre 2021

Il Tornado del 19 settembre 2021

👩‍🏫 Il Tornado del 19 settembre 👨‍🏫
Prendiamo spunto dal meraviglioso scatto fotografico fatto da Beppe Dallari della pagina News dal CGA.

In questa immagine vediamo l’insieme della cella temporalesca che ha portato alla formazione della violenta tromba d’aria che nella giornata di domenica 19 ha devastato la zona a nord di Carpi vicino a Fossoli.

Con la grafica abbiamo provato a portare in evidenza i violenti moti ascensionali caldi e quelli di caduta freddi. Non è semplice rendere in un’immagine 2D una rappresentazione 3D, ma ci auguriamo che sia di facile lettura.

Domenica quella zona si è trovata nel mezzo dello scontro tra due correnti d’aria al suolo contrapposte. Una che scendeva da nord-est ed una dal nostro Appennino. Lo scontro è avvenuto nella Pianura modenese ed ha innescato una rapida risalita di aria calda ed umida all’interno di uno strato più freddo e asciutto. I moti di risalita dell’aria calda (più leggera) hanno dato forma ad un violento vortice di risalita che ha innescato l’imbuto del Tornado (Tornado e Tromba d’Aria sono sinonimi… se li scambiamo è solo per non essere troppo ripetitivi).
Anteriormente al Tornado si sono verificati dei forti rovesci dovuti ai getti d’aria fredda e pesante in caduta che si scontravano con la contrapposta aria calda e umida che risaliva, di contro alle spalle del Tornado avevamo condizioni di vento ma senza piogge. Questo perché il fronte del temporale era in movimento ed avanzava verso est (alla destra della fotografia).

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 Dott. Matteo Benevelli

Allerta Meteo Temperature Estreme o Rischio di Calore?

Allerta Meteo Temperature Estreme o Rischio di Calore?

👩‍🏫 Allerta Meteo o Rischio Calore?👨‍🏫

In questi giorni di ondata di caldo eccezionale è capitata una sovrapposizione che probabilmente necessita di un po’ di chiarezza.
Ai nostri consueti bollettini di “Rischio Calore o Disagio Bio-Climatico” si sono affiancate le “Allerte Meteo per Temperature Estreme”, ma non sono la stessa cosa!

Una *Allerta Meteo – Temperature Estreme* interessa “tutta la popolazione” e viene valutata esclusivamente con temperature massime previste da 37°C fino ad oltre 40°C e condizioni di persistenza del fenomeno. Ci sono quattro differenti codici colore per la valutazione della criticità: codice verde (nessuna allerta) quando le temperature massime raggiungono i 37°C e quindi sono nella norma o di poco superiori; codice giallo quando la temperatura massima arriva a 38°C oppure quando per più di due giorni le temperature sono sui 37°C; codice arancione, con temperature massime che arrivano a 39°C oppure a 38°C per almeno due giorni. Infine il massimo grado di allerta si ha quando il codice diventa rosso con temperature massime a 40°C oppure con massime di 39°C per un periodo di almeno due giorni.
Il *Rischio di Calore* o disagio bio-climatico fa riferimento a una specifica categoria di soggetti, che è quella delle persone fragili: anziani e persone affette da patologie cardiorespiratorie e si basa su studi epidemiologici.
Nello specifico, in Emilia-Romagna, è stato generato un modello specializzato per il territorio regionale considerando i centri urbani, le aree di pianura, le aree collinari e la montagna.
Per questo motivo, seguendo valutazioni con criteri differenti si possono ottenere codici colore diversi per il disagio bioclimatico. In totale sono 3 i codici colore che riguardano questo tipo di disagio: giallo, arancione e rosso. Ma andiamo ad analizzarli nello specifico.
Il codice giallo equivale a livello ‘debole disagio’: in queste condizioni la popolazione avverte disagio, ma non si riscontrano in media aumenti di mortalità. Il codice arancione equivale invece a ‘disagio’: le fasce più deboli della popolazione (in particolare gli anziani), possono manifestare effetti sanitari di varia natura tra cui cefalee, disidratazione e talvolta anche la morte. La mortalità totale, per cause naturali e cardiovascolari aumenta in media di circa il 15%; la mortalità per cause respiratorie fino al 50%. Infine il colore rosso viene associato al ‘forte disagio’ che si estende alle categorie di persone colpite da patologie legate al caldo. La mortalità totale, per cause naturali e cardiovascolari aumenta in media di circa il 30%. La mortalità per cause respiratorie di circa l´80%.

E’ pertanto importante conoscere la differenza tra un bollettino e l’altro e soprattutto leggere i consigli che vi alleghiamo sempre nelle grafiche.
Per approfondimenti vi rimandiamo ai siti delle agenzie:
Per sapere come comportarsi in caso di allerta per temperature elevate: https://allertameteo.regione.emilia-romagna.it/cosa-fare…
Per le previsioni aggiornate sul rischio calore: https://www.arpae.it/index.asp?idlivello=97
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Dott. Matteo Benevelli
Il muro di Stau sul nostro Crinale

Il muro di Stau sul nostro Crinale

👩‍🏫 Angolo della Didattica 👨‍🏫
 
Perché sul nostro Crinale sono presenti delle nuvole e in Collina c’è più caldo che in Pianura?
 
Oggi siamo in presenza di una corrente d’aria dominante che soffia dal Golfo di Liguria verso la nostra provincia, per poi proseguire il suo percorso verso nord-est in direzione Romagna.


L’aria che arriva dal mare è carica di umidità, sollevandosi per riuscire a valicare le montagne si libera del vapore acqueo che ha in carico manifestandosi sotto forma di nuvola (muro di Stau).
In questa fase l’aria si libera di molta umidità in carico.
Una volta scavalcato l’ostacolo (il nostro Crinale), questa alleggerita scende lungo l’Appennino e riprende la sua corsa. In questa discesa si comprime riscaldandosi di circa 1°C ogni 100 metri di caduta.
Tuttavia nei fondovalle e in Pianura l’aria è più pesante, fredda e umida, quindi difficile da spostare. Per tale ragione l’aria in discesa si ritrova a dover “galleggiare” forzatamente su questo cuscinetto e prosegue il suo viaggio verso la Romagna senza scaldare e asciugare le zone più basse della nostra provincia.
 
Se ne deduce, quindi, che in Pianura il vento è assente, le temperature molto rigide con la formazione di una vera e propria “cupola” stagnante di aria inquinata e foschie.

Questo è il concetto alla base dell’inversione termica in regime di correnti d’aria dal mar Tirreno. In condizioni normali avremmo un vento caldo di Garbino (Libeccio) che potrebbe far salire i termometri oltre i 20°/30°C in Pianura.

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Dott. Matteo Benevelli

Inversione Termica

Inversione Termica

👩‍🏫 Angolo della Didattica 👨‍🏫

 

Inversione Termica

Quella di mercoledì 13 gennaio 2021 è una di quelle giornate particolari in cui le temperature sono letteralmente “rovesciate” rispetto al solito.

Nella nostra Regione, tuttavia, non si tratta di un evento raro. Le temperature registrate dai termometri sono di ben 14°C in Collina contro i 4°C presenti nella Pianura a soli 200 metri in altezza di differenza.

La motivazione di questo sbalzo è da ricercare in un leggero vento di “Foehn” che si è formato sulle Alpi a causa di un getto di aria fredda e umida in arrivo dalla Francia. Quest’aria scontrandosi con il muro alpino cerca delle scappatoie laterali per aggirare la barriera alta più di 4.000 metri.
In questo caso la via di fuga si trova tra la Svizzera e la Lombardia dove le montagne sono più basse ed è presente un vero e proprio corridoio naturale che permette il passaggio del vento.
Il vento che scende dalle Alpi, però, superando l’ostacolo perde la sua umidità e precipitando si riscalda, pertanto risulta caldo e secco.

Scendendo in Pianura, però, non ha sufficiente forza per scalzare l’aria fredda e pesante presente in quella zona. Questo, quindi, galleggia sopra questo “cuscinetto” freddo e duro rimanendone al di sopra.

Il risultato è che il vento caldo si propaga ad una quota di 300/400 metri sulla Pianura senza raggiungere mai il suolo… il suolo, però, lo raggiunge in Collina causando un aumento importante delle temperature.

Nella fotografia della nostra webcam posta sul Monte Evangelo a 400 metri di quota ci mostra chiaramente questa differenza caldo secco / freddo umido, grazie alla differente riflessione dei raggi solari.

La cupolo grigia, quindi, è principalmente aria ricca di umidità e anche di una discreta componente di polveri sottili che bloccano i raggi solari rendendo cupo il paesaggio. Di contro, invece, lo strato d’aria sovrastante che è più secco permette una più ampia visuale.
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Dott. Matteo Benevelli
Le nuvole di Kelvin-Helmholtz

Le nuvole di Kelvin-Helmholtz

In questo breve articolo vi vogliamo parlare delle bellissime nuvole di Kelvin-Helmholtz. Si tratta di una delle tante forme affascinanti che possono assumere le nuvole e prendono questo strano nome dalla legge fisica della fluidodinamica scoperta dal tedesco Hermann von Helmholtz e dall’irlandese William Thomson Kelvin.

I due scienziati osservarono che se due fluidi a contatto tra loro si muovono a velocità diverse, alla prima perturbazione che avviene nel punto di contatto tra i due si formeranno perturbazioni e vortici che ne andranno a far perdere definitivamente la configurazione che era presente all’inizio.

Per farla più semplice abbiamo preso questa bellissima immagine ripresa da Beppe Dallari di Casalgrande il giorno 8 dicembre del 2020. Questa porzione di cielo è ripresa dalle colline di Casalgrande in direzione delle Alpi tra Italia, Francia e Svizzera. In quella giornata era presente una ventilazione quasi assente a livello del suolo ma in quota il vento si spostava verso nord a velocità diverse a seconda dell’altezza.
Le nuvole in oggetto sono quelle che appaiono come un impetuoso moto ondoso degno dell’artista giapponese Katsushika Hokusai.


Ma vediamo per mezzo di questa grafica di cosa si tratta:

In questo caso non parliamo di moto ondoso, la meccanica che porta alla formazione di questi “cavalloni” è completamente diversa. In questo caso abbiamo due differenti correnti d’aria che si muovo nella stessa direzione, ma a velocità diverse. La corrente d’aria superiore è più veloce rispetto a quella sottostante ma finché non interviene un agente perturbante non si innescano il vortici. La perturbazione si innesca per mezzo di una differente pressione delle due correnti d’aria che da forma ad una reciproca attrazione delle due strisce d’aria. L’aria che scorre più lenta è sottoposta ad alta pressione, mentre la più veloce si trova in condizioni di bassa pressione. Il movimento verso l’alto della corrente d’aria più lenta dilata l’aria e rende visibile un pennacchio di nuvole che, travolto dalla maggior velocità dell’aria soprastante, genera un vero e proprio vortice. La successione di vortici successivi è una diretta conseguenza della reazione a catena innescatasi.

Nuvole come queste sono abbastanza rare ma non impossibili da osservare. Ora, se ne vedrete qualcuna, saprete spiegare a chi è con voi il perché di questi riccioli.

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  Dott. Matteo Benevelli