Tutti i Pianeti, la Luna e la ISS nel cielo notturno

Tutti i Pianeti, la Luna e la ISS nel cielo notturno

🌒🪐 Notte Planetaria 🛰💫
 
Questa sera appuntamento da non perdere con il cielo serale!
 
Orologi puntati alle ore 18:52 per un appuntamento astronomico alla portata di tutti! A quell’ora se osserveremo il cielo basso sull’orizzonte a Sud-Ovest direzione tramonto/Appennino potremo osservare la nostra Luna crescente in congiunzione con i due giganti gassosi del nostro Sistema Solare: Giove e Saturno.
Ma non finsce qui… alle 18:52 nella stessa zona farà la sua comparsa la Stazione Spaziale Internazionale che transiterà poco sotto il trio di astri.
La ISS velocemente salirà verso l’alto crescendo di luminosità per spegnersi di colpo alle 18:54:32 entrando nell’ombra della Terra.

 
La serata, poi, è impreziosita dalla presenza di Marte alto nel cielo verso sud-est. Sarà molto luminoso e di un acceso colore arancione/rosso. Basterà un semplice binocolo per poterne osservare il colore poiché in questo momento il Pianeta rosso si trova molto vicino alla nostra Terra. Con un telescopio, poi, si potrà apprezzare molto bene la sua “rotondità”. Se poi il telescopio è particolarmente potente si potrà osservare qualche dettaglio della superficie come la calotta polare e qualche zona scura.
 
Giove e Saturno, poi, con un piccolo telescopio mostrano bene i loro segreti: Giove mostrerà molto bene le sue 4 lune galileiane (Io, Europa, Callisto e Ganimede), Saturno vi mostrerà il suo fantastico sistema di anelli concentrici.
 
La notte dei Pianeti però non finisce qui. Tutti i Pianeti del Sistema Solare sono visibili in cielo:
– Venere: sorge alle 5 del mattino ad est, come sempre luminosissimo ed inconfondibile
– Mercurio: molto debole sorge sempre ad est poco prima delle 6, quando le prime luci del mattino inizieranno a farlo impallidire
– Urano e Nettuno: purtroppo sono invisibili all’occhio umano poiché troppo distanti e deboli, ma si trovano alti in cielo ai lati di Marte. Solo con un buon telescopio si potrà apprezzare il loro colore verdastro e blu.
– Cerere: in questo caso si parla di Pianeta Nano, quella famiglia di corpi celesti nella quale è stato collocato anche Plutone. Cerere è il più grade della famiglia con i suoi 946 Km di diametro e si trova nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. Anche qui necessitiamo di un telescopio di buona qualità e soprattutto di una buona conoscienza del cielo per distinguerlo dalle altre stelle.
– Plutone: dato che lo abbiamo nominato possiamo dirvi che è presente anche lui in cielo. Si trova vicinissimo a Giove, ma è troppo piccolo e lontano per essere distinto dalle stelle di sfondo. Anche in questo caso non è possibile osservarlo, nemmeno con telescopi potenti.
 
Nelle sere a seguire riprenderanno i passaggi della Stazione Spaziale Internazionale ad orari più che comodi, alla portata di tutti.
Il 31 ottobre arriva la Luna blu

Il 31 ottobre arriva la Luna blu

🌕🔵 Luna Blu 🔵🌕

Tra credenze e falsi miti, sui social spopola l’imminente arrivo della “Luna blu”… spesso si tratta di post correlati da leggende e tanta disinformazione.

Cosa succederà la notte del 31 ottobre?
Avremo una serata di Luna piena che cadrà la notte di Halloween e pertanto renderà più suggestiva questa festa della tradizione anglosassone.

La Luna diventerà blu?
No, sarà una normalissima Luna piena.

Perché si chiama Luna blu?
In passato veniva chiamata “Luna blu” la quarta Luna piena che cadeva all’interno di una stessa stagione.
Ora, invece, con questo termine si indica la seconda Luna piena che cade all’interno di questo mese.
In Ottobre, infatti, abbiamo avuto una prima Luna piena il giorno 3 ed il giorno 30 avremo la seconda.

E’ un’evento raro?
No, astronomicamente non è nemmeno un evento… accade circa ogni 3 o 5 anni.

Perché se ne parla tanto?
Ultimamente è diventato di gran moda dare nomi stravaganti alle serate di Luna piena, spesso facendo ricorso a calendari legati alle tradizioni contadine e spesso di tradizioni legate a paesi lontani dall’Italia.

Porta sfortuna?
Beh… siamo nel 2020, cosa potrebb………………….. 🤪

Non vale la pena guardarla quindi?
Vale sempre la pena di osservare una Luna piena! Poi è una buona occasione per carcare le ultime stelle cadenti legate allo sciame meteorico delle Orionidi, che sono il pulviscolo lasciato dalla coda della mitica Cometa di Halley… certo, il bagliore lunare non sarà di grande aiuto.

Arriva la Cometa Neowise C/2020 F3

Arriva la Cometa Neowise C/2020 F3

Dopo tante delusioni, come le comete Atlas (C/2019 Y4) e Swan (C/2020 F8) i cui nuclei si sono frammentati prima del passaggio vicino al Sole, ora potremo rifarci con la cometa Neowise (C/2020 F3) che è sopravvissuta all’incontro ravvicinato con la nostra Stella.

La cometa C/2020 F3 (Neowise) è una cometa scoperta il 27 marzo 2020 dal telescopio spaziale NeoWise (Near-Earth Object Wide-field Infrared Survey Explorer), da cui prende il nome.


Immagine della Cometa “Neowise” C/2020 F3 scattata all’alba del 06 Luglio 2020 dal fotografo Casalgrandese Michele Sensi.

La cometa è arrivata ad una distanza minima di 44 milioni di km dalla nostra stella, sopportando una temperatura superficiale di circa 260 °C, ma il nucleo ha retto all’intensa attività di sublimazione e non si è frammentato. Al perielio la velocità della cometa era di 79 km/s, un valore circa 10 volte superiore a quella della Stazione Spaziale Internazionale.

Al momento le osservazioni ci dicono che la cometa è di magnitudine apparente +1, ossia brilla come una stella di prima grandezza, e mostra una bella coda di polveri che appare di colore giallastro perché riflette la luce solare. Secondo le previsioni, basate sulla estrapolazione della curva di luce osservata, dovrebbe restare visibile a occhio nudo fino al 1 agosto 2020.

Ma vediamo

Dal 6 al 10 luglio la cometa sarà meglio osservabile all’alba, bassa sull’orizzonte di nord-est verso le 4 del mattino (ora estiva).
A partire dall’11 luglio sarà preferibile osservarla alla sera bassa sull’orizzonte di nord-ovest, fra le 21 e le 24 (ora estiva).
Fra il 14 e il 15 luglio la cometa diventerà circumpolare per il nord Italia, ossia potrà essere seguita per tutta la notte: la Neowise sarà visibile alla sera dalle ore 21 (estiva) a circa 17° di altezza sull’orizzonte di nord-ovest, passerà alla culminazione inferiore attorno all’una di notte, poi tornerà a salire sull’orizzonte fino a raggiungere i 12° di altezza verso l’alba.
Il periodo di visibilità circumpolare durerà fino al 23 luglio, poi la visibilità serale prevarrà definitivamente su quella mattutina per l’effetto combinato dell’allontanamento della cometa dal Sole e il moto orbitale della Terra.
Fra il 22 e il 23 luglio la Neowise si troverà alla minima distanza dalla Terra di 104 milioni di km, ma essendo già in fase di allontanamento dal Sole sarà osservabile come un astro di magnitudine +4,5.

In sostanza la Neowise è visibile a occhio nudo e sarà facilmente osservabile alla sera da metà luglio fino all’inizio di agosto. Va però detto che non salirà di molto sopra l’orizzonte, quindi l’osservazione potrebbe essere ostacolata dalle luci dei centri abitati, pertanto vi consigliamo di spostarvi in luoghi più bui ed in cui l’orizzonte e libero da ostacoli. Oppure potrete osservarla al mattino fino al 20-23 luglio.

Ci saluta definitivamente anche la Cometa Swan

Ci saluta definitivamente anche la Cometa Swan

Non ce l’ha fatta a resistere alla forte pressione esercitata dall’avvicinarsi al nostro Sole. La cometa C/2020 F8 (SWAN) si sta avvicinando alla nostra Stella, raggiungendo il perielio il 27 maggio, ma la sua luminosità è calata di molto e ciò è il chiaro sintomo che qualcosa non è andato come doveva.

Sorte analoga a quella della sua collega precedente, la cometa C/2019 Y4 (Atlas), che ad inizio Aprile si è spezzata in più frammenti (vedi immagine qui sotto) dopo un veloce aumento di luminosità che faceva ben sperare il pubblico. Gli esperti di comete, però, sanno molto bene che aumenti bruschi di luminosità quando queste devono ancora raggiungere il perielio sono spesso un cattivo segnale. Il nucleo delle comete è composto da polveri e rocce molto volatili e poco coese, spesso con molto ghiaccio. Corpuscoli di pochi chilometri di diametro subiscono dei forti shock quando si avvicinano al nostro caldo e radioattivo Sole.


Una volta persa ogni speranza per la cometa Atlas, gli appassionati di astronomia riponevamo grandi speranze nella cometa Swan (il nome è dovuto al fatto che è stata scoperta in un’immagine scattata dalla fotocamera SWAN il 25 marzo 2020 a bordo del telescopio spaziale SOHO), perché si dimostrava piuttosto luminosa fin dai primi giorni della sua scoperta. Per via della sua orbita inclinata, gli osservatori dell’emisfero australe sono stati i primi a poter ammirare la Swan, che esibiva una bella coda (vedi immagine qui sotto del 01 maggio 2020) e un costante incremento in luminosità per tutto aprile, con un importante salto alla mag. 5,2 verso fine mese che faceva presagire un picco intorno alla mag. 2,8 verso il 21 maggio, poco prima del passaggio al perielio, previsto per il 27 dello stesso mese.

Come detto in precedenza, però, aumenti così repentini sono un grosso rischio… specie per comete che sono al loro “primo approccio” con il nostro Sole. Negli ultimi giorni, però, la luminosità è calata di molto. Di per sé non è un evento grave, ma il brusco declino degli ultimissimi giorni ne conferma la quasi definitiva estinzione. L’immagine di copertina ci mostra il nucleo della cometa il 22 maggio 2020, già molto debole e difficile da percepire.

Purtroppo la Swan e l’Atlas si aggiungono alla lunghissima lista di “comete del secolo” annunciate e che si rivelano un fiasco sul più bello. Per vedere una cometa lontanamente paragonabile alle splendide Hale-Bopp e Hyakutake (1997 e 1996), dovremo attendere ancora un po’… speriamo di non dover attendere la cometa di Halley che passerà solamente nel luglio del 2061!

Per consolarci, però, va detto che per via della sua orbita la cometa Swan non ci avrebbe potuto regalare un grande spettacolo, poiché la sua inclinazione non l’avrebbe fatta salire di molto sopra l’orizzonte al tramonto, quindi la luce del Sole appena sotto l’orizzonte ne avrebbe reso difficoltosa la visione ad occhio nudo… sarà per la prossima.

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Dott. Matteo Benevelli

 

I bolidi di Capodanno nei cieli reggiani

I bolidi di Capodanno nei cieli reggiani

Nelle ultime ore ha suscitato grande interesse il luminoso bolide che la sera di Capodanno ha rischiarato il cielo sulla Pianura reggiana. Alle 19:26:54 del 1° gennaio un bolide ha fatto la sua comparsa su Reggio Emilia spostandosi molto velocemente verso Mirandola (MO).

Cos’è un Bolide?
Bolide non è un termine scientificamente riconosciuto, ma si tratta di una meteora molto luminosa, d’intensità superiore a quella visiva del pianeta Venere (visibile in queste serate al tramonto ad ovest). Una meteora è a tutti gli effetti quella che comunemente chiamiamo “stella cadente”, ovvero un corpo roccioso extraterrestre che entrando a contatto con la nostra atmosfera si ionizza e si sgretola nel cielo senza lasciare traccia di sè.

(Immagine di repertorio di un bolide ripreso dal fotografo casalgrandese Michele Sensi)

E se lasciase traccia di sè?
Significherebbe che i suoi frammenti riuscirebbero a raggiungere il suolo e da quel momento in poi non si parla più di meteora ma di meteorite.

Cos’è accaduto sui cieli reggiani a Capodanno?
La sera di Capodanno si sono verificati ben due di questi eventi astronomici! Non si tratta di eventi rari, ma sicuramente il fatto che siano accaduti sul nostro cielo rende il tutto più suggestivo. Un primo alle 19:26:54 che dalla periferia nord-est di Reggio Emilia si è spinto verso Mirandola nel modenese ed un secondo alle 20:51 sull’Appennino parmense nei pressi della Val Taro, ma comunque visibile anche dalla nostra provincia.
Il primo bagliore è stato emesso ad una quota di circa 76 Km tra Reggio Emilia e Correggio, per poi estinguersi a 21,7 Km d’altezza a Rovereto sul Secchia ad una velocità di circa 12 Km/s.

Che ne è stato del bolide che è transitato su Reggio Emilia?
Secondo i calcoli svolti dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) qualche frammento potrebbe aver raggiunto il suolo e la zona interessata dalla caduta è quella del paesino di Disvetro, pochi km a nord-ovest di Cavezzo (Modena). La zona di incertezza è di circa 2,2 × 1,5 km.

I frammenti possono essere pericolosi?
No, niente di minaccioso, la stragrande maggioranza è composta da minerali quali il Ferro ed il Nichel, motivo per cui si chiede la massima cura per chi manipola queste rocce, dal momento che possono ossidare (arrugginire) molto velocemente e deteriorarsi. Riconoscerli non è per niente semplice pertanto l’INAF si raccomanda che: “Se qualcuno, abitante in zona, si imbattesse in un piccolo sasso ricoperto da una patina scura e con gli angoli smussati lo segnali a PRISMA (prima di raccoglierlo seguite queste ISTRUZIONI), inviando una foto all’email: prisma_po@inaf.it. Potremo verificare se si tratta di una sospetta meteorite o di una pietra comune. Nel primo caso andranno fatte ulteriori analisi in laboratorio. Va detto che le meteoriti non classificate sono prive di valore commerciale, quindi affinché il ritrovamento valga qualcosa il frammento deve prima essere analizzato e classificato dai ricercatori dell’INAF o dell’Università: non tenete nel cassetto una sospetta meteorite!

Da dove proveniva questa roccia?
Secondo i calcoli svolti dall’INAF parrebbe che la roccia in questione arrivasse dalla fascia degli asteroidi presente tra Marte e Giove. In questa zona si trova un sacco di materiale roccioso dalle dimensioni più varie che vanno dai pochi millimetri a qualche chilometro… fino ai quasi 1.000 Km di diametro come il pianeta nano Cerere. Si tratta di materiale che non è riuscito ad aggregarsi formando un pianeta per via delle interferenze gravitazionali esercitate dal Sole (da una parte) e dal gigante gassoso Giove (dall’altra). Queste rocce quando si scontrano tra di loro o vengono turbate in qualche modo dalla propria orbita ellittica attorno al Sole possono dirigersi verso il sistema solare interno fino ad arrivare a scontrarsi con la Terra (come in questo caso).

C’è da preoccuparsi?
Assolutamente no, eventi del genere accadono spesso e continueranno ad accadere. I corpi rocciosi più minacciosi vengono costantemente monitorati da Terra e se ne conosce già l’orbita e le possibilità d’impatto che essi potrebbero avere con il nostro pianeta.

Come mai si sono verificati due eventi in così poco tempo nella stessa zona?
Casualità, in qualunque momento dell’anno siamo interessati da sciami meteorici, solo in questi giorni di gennaio sono in corso almeno 5 sciami differenti tra cui le Quadrantidi che possono arrivare ad un picco di ben 120 meteore all’ora! (le Perseidi di agosto arriveranno attorno alle 90 meteore per ora)
Gli sciami periodici, però, sono spesso legati all’attraversamento da parte del nostro Pianeta di una nuvola di polveri lasciate dal passaggio precedente di Comete. Ovvero anno attraversassimo la nuvola di detriti lasciata dietro il suo passaggio dalla coda di una Cometa.

Hanno valore commerciale i meteoriti?
Certamente, ma devono essere riconosciuti come tali da un ente scientifico credibile. Ve ne sono di molto costosi e di molto economici a seconda della rarità dell’oggetto, del peso, della sua natura, dal luogo del ritrovamento, delle caratteristiche morfologiche che manifesta, ecc… Per darvi un’idea un grammo del meteorite Dar El Gani 400 di origine lunare può valere attorno ai 600 euro, ma un grammo è veramente piccolo in termini di dimensioni. Altri più comuni possono essere acquistati anche con qualche decina di euro (ad esempio quelli classificati NWA, ovvero North West Africa, luogo dove se ne trovano in gran numero ma fate sempre attenzione al venditore!).
Il frammento che potete vedere nelle due immagini qui sotto è un meteorite della nostra collezione privata ed è stato trovato pochi chilometri a nord della città polacca di Poznan a Morasko. Mostra ancora la crosta di fusione al suo esterno e tagliato in sezione anche le pieghe di deformazione dovute all’ingresso nella nostra atmosfera ed un po’ di ossidazione del Ferro contenuto.

 

 

 

 

 

(Video del bolide caduto tra Reggio Emilia e Mirandola)

Ed i primi frammenti sono stati già raccolti a ponte Motta, è stato il signor Davide Gaddi di Mirandola in compagnia della sua cagnolina Pimpa che li ha fiutati nell’erba nei pressi dell’ex discoteca Spirity club di ponte Motta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il signor Gaddi ha contattato gli astrofisici dell’INAF che accorsi sul posto hanno confermato il ritrovamento e la natura extraterrestre della roccia in questione che mostra chiari segni di ablazione da attraversamento dell’atmosfera terrestre. I ricercatori confermano che si tratta di frammenti di notevole dimensione.


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   Dott. Matteo Benevelli

Alcune delle nostre fonti ed immagini sono state tratte dal sito ufficiale della rete PRISMA dell’INAF, le foto del bolide sulla Pianura sono del fotografo casalgrandese Michele Sensi, il meteorite Morasko è della nostra collezione privata ed è stato mostrato ad esempio di un campione di meteorite ferroso.