👩‍🏫 Angolo della Didattica👨‍🏫
 
Giochi di nebbia… giochi d’inversione termica 😉
 
La foto di oggi scattata dal nostro Michele Sensi mostra bene un’effetto che si manifesta spesso nelle nostre campagne al mattino, soprattutto quando siamo in condizioni di alta pressione e aria abbastanza ferma.
 
Si tratta dell’inversione termica, ovvero l’inversione del gradiente termico verticale…
 
Eh? Ok… volevamo darci un tono.
In soldoni normalmente se saliamo di quota e ci allontaniamo dal suolo la temperatura dell’aria diminuisce di circa 6,5 gradi ogni 1000 metri d’altezza, ovvero, 0.65°C/100m.
In queste mattine, però, l’aria a contatto con il suolo è più fredda perché durante la notte perde il suo calore (irraggiamento termico) e l’aria del primo mattino a qualche metro d’altezza da terra risulta essere più calda di quella sottostante.
L’aria calda sopra e quella fredda sotto impediscono il rimescolamento della colonna d’aria (l’aria calda per natura è più leggera e tende a salire, mentre quella fredda che è più pesante tende a scendere… va da sé, quindi, che l’aria calda non può scendere al suolo e viceversa)
Durante la stagione fredda si ha spesso l’effetto foschia/nebbia che svanisce solo quando il Sole ha riscaldato sufficientemente il suolo ristabilendo le condizioni normali di temperatura.
Questo strato di foschia si forma anche quando alitiamo aria calda dalla bocca quando fuori l’aria è fredda e pungente.
 
Se le foschie, però, sono troppo dense può succedere che i raggi solari non arrivino al suolo per riscaldarlo e a quel punto avremo nebbia fitta per l’intera giornata.
 
Problemi?
Si, certo… in primis sicuramente nella visibilità sulle strade, ma questo “ristagno” d’aria aiuta anche l’accumulo dello smog e degli inquinanti a livello del suolo dove viviamo e respiriamo noi.
 
Questo è il motivo per cui spesso in inverno può succedere che le temperature siano piacevoli in Collina e sotto lo zero in Pianura. Questo succede perché l’aria fredda si posiziona in fondo alla valle Padana e forma un “cuscino” difficile da scalfire finché una perturbazione o il vento non lo spazza via.