I giorni della Merla 2023

I giorni della Merla 2023

✳️ I giorni della Merla 🐦

Sono arrivati gli ultimi 3 giorni del mese di Gennaio che secondo la tradizione sono chiamati “i giorni della Merla”.
Sempre la tradizione vuole che questi siano i 3 giorni più freddi dell’anno e quest’anno il freddo sicuramente non manca…

Ma quest’anno è un freddo anomalo come dicono?
Oppure è normale che in questo periodo ci sia questo freddo?

Beh… va detto che la meteorologia è fatta di “medie” … ovvero di valori che si trovano a metà tra gli eccessi da una parte e gli eccessi dall’altra. Questo discorso vale soprattutto se si parla di “clima”.

Accade, quindi, che questo inizio di 2023 vede “finalmente” un eccesso di valori abbondantemente sotto la media del periodo.
Questo è un bene perché aiuterà un po’ a bilanciare il terribile inizio di stagione che ha visto l’anticiclone Africano dominare nel Mediterraneo per settimane, soprattutto nel periodo natalizio.
Da diversi giorni, invece, abbiamo un ciclone di nome Hannelore che ha tenuto banco fino ad oggi nel Mediterraneo richiamando aria fredda (ma non freddissima) dai Balcani e dall’artico.

Pertanto ci troviamo nella situazione che il freddo attuale è effettivamente qualcosa di “diverso dal solito”, ma non a dover esclamare chissà quale titolone. Come detto in precedenza questo freddo attuale bilancia il caldo anomalo passato. Alti e bassi frutto di una dinamica più globale che vede ad esempio un riscaldamento molto sopra la media della Scandinavia e soprattutto dell’Alaska.

Insomma… se qui da noi abbiamo i freddi giorni della Merla, a livello globale oggi viaggiamo a +0,53°C e nelle regioni dell’artico a ben +3,2°C sopra la media.

Tornando a noi possiamo dirvi che i Merli bianchi che oggi entrano nel camino, quando usciranno neri il 1° di Febbraio troveranno dei valori leggermente migliori … ma che si preparino a rintanarsi nuovamente perché potrebbe tornare un po’ di freddo nei primi giorni di Febbraio.
Stiamo ovviamente citando una delle numerose leggende che aleggiano attorno ai giorni della Merla, ovvero, quella secondo la quale una merla bianca si rifugiò con i suoi piccoli in un comignolo il 29 gennaio per uscirne il primo giorno di febbraio completamente scura/grigiastra per via della cenere.

Se analizziamo il grafico a “spaghi” che vi proponiamo vediamo il comportamento delle temperature in quota che subiranno un’oscillazione nei prossimi giorni. Un rimbalzo che farà tornare i valori sopra la media per poi ridiscenderne al di sotto.
Il tutto, però, in assenza di precipitazioni … quindi cielo sereno e freddo intenso (almeno al mattino).

  METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

Un 2022 caldissimo per il nostro Pianeta

Un 2022 caldissimo per il nostro Pianeta

Il bilancio del 2022 a livello globale è disastroso, così come disastrosi sono stati gli ultimi 8 anni che ci lasciamo alle spalle, i più caldi di sempre.
Il nostro territorio non è immune ai cambiamenti climatici su scala globale e quest’anno ce ne siamo resi conto fin da subito. Poca neve in Appennino, poca pioggia, un anticiclone africano dietro l’altro fino al giorno di San Silvestro. Un Po quasi in secca come non si vedeva da decine di anni e questo 2023 è partito sotto il peggiore dei segni.

Il nostro Crinale è quasi a secco di neve con scarse prospettive per la prima metà di gennaio. Arriverà un po’ di pioggia in suo aiuto, ma la neve sarà la grande latitante e solo in altissima quota potrebbe vedersi qualcosa dopo l’Epifania.

I gas serra climalteranti stanno diventando un problema sempre più concreto e sempre più sotto gli occhi di tutti. Questi inquinanti bloccano l’energia del Sole all’interno della nostra atmosfera che innesca eventi meteorologici sempre più violenti ed estremi con ripercussioni per tutti noi. Quest’anno in Italia sono morte 29 persone durante i 310 eventi estremi verificatisi, di cui 22 eventi in Emilia-Romagna.

Anno dopo anno emerge sempre più il fatto che l’Europa, ed il bacino Mediterraneo in primis,sia il primo continente a fare le spese dirette di questo cambiamento in atto. Il Mare Nostrum, infatti, è sempre più caldo ed innesca sempre più spesso eventi estremi per via del grande volume di vapore acqueo immesso nella Troposfera. La vicinanza, poi, del deserto del Sahara non fa che amplificare il calore a disposizione dell’ingombrante Anticiclone Africano che anno dopo anno è sempre più prepotente e smanioso di spingersi a nord. La “cella di Hadley”, una corrente che determina solitamente le alte pressioni attorno ai 30° di latitudine nei pressi del Mediterraneo è di anno in anno sempre più energica e tende a spalleggiare quella chiamata “cella di Ferrel” situata più o meno all’altezza del centro Europa.

Le ripercussioni di questo dilatamento verso nord della Cella di Hadley è ancora allo studio dei ricercatori, ma quello che sta accadendo sul nostro stivale è sotto l’occhio di tutti. Alte pressioni continue intervallate da brevi momenti di instabilità, che spesso sono accompagnati da eventi violenti a causa di un Mediterraneo sempre più caldo.

In questa grafica del NOAA americano vediamo la situazione sul nostro continente durante l’ultima settimana del 2022. L’anomalia termica sulla nostra Provincia è di 5°/6°C superiore alla media a causa dell’Alta Pressione Africana che condiziona anche i primi giorni del 2023.

In questa grafica ECMWF vediamo il primo giorno del 2023 che ha fatto registrare record su record negativi nel cuore dell’Europa.

In questa grafica del meteorologo inglese Scott Duncan vediamo i valori registrati a Bilbao (Spagna) e Varsavia (Polonia).

Come vedete vi abbiamo mostrato diverse grafiche proprio perché le immagini parlano più di 1000 parole. Ogni anno sentiamo la politica parlare delle questioni climatiche, ma ogni anno non viene fatto nulla di concreto per intervenire realmente sul problema. Quello che sta accadendo ormai lo possiamo vedere con i nostri occhi, siccità sempre più prolungate, cicli vitali degli insetti sempre più discontinui, eventi alluvionali sempre più ricorrenti, … per citare i primi problemi che ci vengono in mente.
L’agricoltura è la prima colpita da questo poiché gli insetti possono deteriorare i raccolti, i patogeni che normalmente morirebbero con il freddo possono proliferare ed evolvere, la scarsità di acqua indebolisce le colture e le carestie potrebbero essere sempre più d’attualità.

Ma la catena, purtroppo, è molto più ampia e le ripercussioni di ogni cambiamento innesca un domino di cui ancora troppo poco si conosce.

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

 

Solstizio d’Inverno 2022

🌐 Solstizio d’Inverno 🌍

Oggi 21 Dicembre alle 22:47 avremo il Solstizio d’Inverno 2022.

Il significato di questo giorno è da ricercare nella linqua latina e significa letteralmente “Sole fermo”. Questo perchè in questa giornata viene raggiunto il limite più basso sull’orizzonte e da domani riprenderà lentamente a salire di quota regalandoci così sempre più ore di luce diurna. Con il Sole che si alza alle 07:51 e tramonta alle 16:39 abbiamo, oggi, la giornata con minor luce di tutto l’anno rispetto al buio.

Fino alla sera di Lunedì 20 Marzo, giorno dell’Equinozio, avremo più buio rispetto alle ore di luce ……….. certo ……….. nuvole permettendo, perché giornate come quelle che ci stanno accompagnando al Natale non ci fanno certo apprezzare le ore diurne come si dovrebbe ed il buio arriva in ulteriore anticipo 🙂

Ecco l’immagine satellitare di questa mattina alle 06:00 UTC che ci mostra chiaramente l’inclinazione dei raggi solari che arrivano sulla Terra.

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

Incertezze e poca neve

Incertezze e poca neve

La prossima settimana 🤔

Cosa dobbiamo aspettarci dalla prossima settimana?
Perché tutti dicono tutto e il contrario di tutto?

Beh… orientarvi nei proclami di questi ultimi giorni non è sicuramente semplice e non lo è nemmeno per noi che proviamo a darvi una risposta il più vicino possibile a quanto avverrà.

Possiamo dirvi che lo scacchiere meteorologico europeo risentirà di quel grande vortice presente nel nord-Atlantico e che avanza inesorabile verso il nostro Continente muovendo fronti d’aria fredda e calda tra Mediterraneo e centro Europa.

Ma arriverà la neve in Pianura?
Fare delle previsioni così lontane nel tempo sarebbe poco serio, ma possiamo darvi un quadro d’insieme di quella che dovrebbe essere la “tendenza” per la settimana entrante.
Chi prova a farvi delle previsioni oggi per martedì/mercoledì lo fa tirando il dado e non basandosi su modelli concreti … anche perché i modelli sono fluttuanti e tutti discordi tra loro.

Da lunedì le temperature inizieranno a scendere bruscamente in Pianura e giorno dopo giorno si depositerà un cuscinetto d’aria fredda che potrebbe svolgere un ruolo cruciale nel convertire la pioggia in neve all’ultimo momento.
Già … all’ultimo momento poiché sulle nostre teste avremo ancora un mix di aria calda-fredda che rovinerà le nevicate anche in Appennino.

In tutti modi i primi giorni della settimana non promettono precipitazioni copiose (al momento), ma solo eventi marginali di debole o modesta intensità. “Forse” qualcosa di più consistente potrebbe presentarsi nella seconda parte della settimana, ma anche in questo caso si parla di pioggia ed eventualmente neve in Montagna, ma non più in basso.

Insomma … tirando le somme:
– Non credete a priori a chi vi dirà cosa succederà da martedì in poi, perché almeno fino a lunedì i diversi modelli previsionali si scontreranno tra loro cambiando spesso d’idea.
– Non aspettatevi grandi precipitazioni, saranno eventi modesti di precipitazioni tendenzialmente piovigginose o miste.
– In Montagna finalmente arriverà il freddo con gelate diffuse, specie nei prossimi 3 giorni, dopo potrebbe tornare qualche scherzo caldo.
– Poco Sole …

Sappiamo di non avervi dato grandi risposte, se non quella di non fidarvi fino in fondo di ciò che diranno le applicazioni da Smartphone perché a seconda di quella che aprite avrete dei responsi diversi.

WWW.METEOREGGIO.IT
 Dott. Matteo Benevelli

La siccità continua

La siccità continua

🌵 Bollettino Siccità 💧

Ormai da un mesetto siamo in quella porzione di stagione in cui il nostro territorio dovrebbe riprendere a far scorta di acqua nelle proprie falde con la complicità delle piogge tipiche del post-estate.

Invece abbiamo vissuto un mese di Ottobre terribile sotto questo aspetto, con temperature esageratamente sopra la media e la quasi totale assenza di piogge degne di questo nome.
Molti apprezzano il fatto che questo ci ha permesso di risparmiare qualche euro in riscaldamento, ma su quanto accaduto c’è poco da star tranquilli. Il caldo esagerato avrà sicuramente ripercussioni negative sulla Natura che ci circonda, sui normali cicli biologici della vita di piante, animali, batteri, … ecc … l’Europa quest’anno è stata colpita molto più duramente di altre zone del Mondo, chiaro sintomo di un sempre più duraturo cappello di alta pressione che non lascia spazio alle perturbazioni atlantiche.

Il mare Mediterraneo è sempre più caldo e pronto a sprigionare la sua energia alla prima irruzione, un po’ come accaduto nelle Marche a metà settembre scorso o come visto il giorno dopo Ferragosto con la violenta perturbazione che ha causato vittime tra la Corsica e la Toscana.

La situazione idrica è da bollino rosso anche sul nostro Appennino che durante l’estate se la passava male ma non malissimo. Purtroppo il tutto è reso ancora più triste dalle notizie che si leggono sui giornali, notizie che enfatizzano il fatto che la prima neve sia caduta sulle Alpi, come se quello che è “normale” ormai è da considerarsi “eccezionale”.

Nei prossimi giorni avremo ancora la protezione di questa super-alta pressione che potrebbe favorire però la formazione di nebbie e nubi basse.
Forse la prossima settimana potrebbe arrivare un po’ di pioggia, soprattutto sul nostro Appennino, ma i modelli previsionali sono sempre molto ballerini quindi sarà meglio attendere qualche giorno prima di lanciarci in proclami.

Le curve di accumulo di pioggia sono in controtendenza rispetto alla normalità e calano invece di salire come sarebbe lecito attendersi nei periodi di Ottobre/Novembre. Nella grafica ARPAE vi abbiamo messo il raffronto tra ciò che è normale, abbondante o scarso, con l’aggiunta della curva di quanto accaduto nel famoso 2003 quando l’Europa e l’Italia furono alle prese con una violenta ondata di calore che purtroppo è stata superata dal 2022.

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

Primo pericoloso approccio all’autunno

Primo pericoloso approccio all’autunno

Un vortice di bassa pressione che ha attraversato l’Europa oltre le nostre Alpi ha portato condizioni tutto sommato gradevoli sul nostro territorio dopo un’Estate torrida da record negativi sotto l’aspetto delle temperature e della siccità. Tuttavia siamo alle porte di un brusco ribaltone meteorologico, tanto brusco quanto rischioso.

La prima doverosa premessa da fare è che il nostro mare Mediterraneo è ancora terribilmente caldo e sopra la media di circa 5°C nella sua fetta di Mar Ligure e davanti alle Baleari. Questo sarà un’importante bacino di vapore acqueo pronto ad alimentare con violenza le prime infiltrazioni fredde in arrivo da nord. Più queste saranno fredde e più lo scontro sarà significativo (tenetevi in mente questo passaggio perché lo riprenderemo in seguito).

Ma arriverà il freddo? In giro si sente da giorni che verrà caldo!
Osservazione corretta… da svariati giorni si parla di un ritorno del caldo che interesserà la nostra provincia già nella prima parte della settimana appena iniziata. Già dalla giornata di martedì 13 settembre avremo l’arrivo di un caldo vento di Favonio che soffierà dalla Toscana verso la nostra Pianura da sud-ovest. Un Libeccio in grado di far salire i termometri lungo la via Emilia e la fascia Pedecollinare oltre la soglia dei 30°C poiché si riscalderà cadendo dal nostro Appennino di circa 1°C ogni 100 metri di dislivello in caduta. Pertanto si andrà dai 15°C circa della Montagna ai 31°/32°C della Pianura, magari non già da martedì, ma sicuramente queste punte potrebbero essere raggiunte nella giornata di mercoledì 14 settembre. Anche il giorno successivo avremo ancora un po’ di ventilazione calda di Favonio/Libeccio/Garbino che manterranno i termometri abbondantemente sopra la media del periodo.
Pertanto si… è vero… farà caldo ed essendo un caldo ventilato la nostra aria si presenterà secca. La cosa particolare di questo evento è che sarà una sorta di sodalizio tra un ex-Uragano “Danielle” davanti alle coste del Portogallo ed il fastidiosissimo Anticiclone Africano che continua a convogliare aria calda sul Mediterraneo quasi ininterrottamente da maggio.

Quanto durerà il caldo?
Stando ai modelli attuali il caldo avrà già le giornate contate. Questa piccola onda di caldo ventilato ci accompagnerà da domani fino a venerdì 16 settembre, poi nello scacchiere meteorologico europeo tutto cambierà.
I due attori che si contenderanno il palcoscenico non saranno più l’ex Uragano “Danielle” e l’anticiclone Africano, ma saranno un vortice di Alta Pressione sulle isole Britanniche (rotazione con moto in senso orario) ed un vortice di Bassa Pressione nel mar Baltico tra Scandinavia e Repubbliche Baltiche (con moto rotatorio in senso antiorario). La conseguenza principale di questo gioco d’ingranaggi in rotazione sarà quella di favorire una violenta discesa di aria pesante e fredda dal Mare del Nord.
Questa aria abbandonato il Mare del Nord si dirigerà a gran velocità verso il Mediterraneo trovandosi così ad impattare frontalmente con il muro delle Alpi alto 4.000 metri. Questo “muro” obbligherà il vento a trovare delle vie di fuga costringendolo ad aggirare l’ostacolo da est e da ovest. Probabilmente un po’ di aria si intrufolerà tra i valichi più bassi presenti nella zona dei grandi Laghi tra Svizzera e Italia gettandosi per qualche oretta in Pianura padana portando eventi temporaleschi sparsi.
Il tutto avverrà tra le giornate di Venerdì 16 e Sabato 17 settembre.

Dobbiamo aspettarci degli eventi estremi o maltempo importante?
Il primo attacco, nel caso in cui si infiltri dell’aria fredda ed instabile dai valichi alpini, sarà intenso ma isolato e non investirà il nostro territorio in modo omogeneo. In questo caso potrebbero formarsi dei Cumulonembi che investiranno fasce ristrette della Provincia.
Il secondo attacco, però, potrebbe essere molto più significativo. L’aria instabile che aggirerà le Alpi da ovest finirà inevitabilmente per innescare un vortice di Bassa Pressione davanti alle coste della Liguria, uno scenario molto simile a quanto vissuto il 18 agosto scorso, quando le tempeste seminarono danni e morte tra la Corsica e la Toscana.
Vi ricordate la premessa fatta ad inizio articolo? Ecco che ora si presenta lo scenario in cui un getto di aria fredda si trova ad attraversare il caldo specchio di mare con tutto il suo carico di vapore acqueo in sollevamento.

Ma anche nel reggiano richiamo dei danni?
Nello scenario che vi abbiamo appena proposto è lecito attendersi degli eventi estremi sul versante opposto del Crinale appenninico. Il nostro Gigante farà di nuovo il possibile per proteggerci, ma sarà lecito attenderci uno sviluppo temporalesco simile a quello che ci ha attraversati il 18 agosto scorso con eventi intensi ed improvvisi. Sarà lecito attendersi qualche giorno di allerte meteo (mi raccomando… siate comprensivi con le Agenzie e auguratevi che non si manifestino gli scenari che leggerete), poiché le possibilità di eventi intensi saranno alte ed i danni correlati al loro passaggio non improbabili. Siano essi grandine, allagamenti o forti raffiche di vento in caduta dobbiamo prepararci a gestirli nel nostro piccolo.

Quindi farà freddo? E quanto durerà?
Si, questa ondata di maltempo in arrivo tra le giornate di venerdì 16 e sabato 17 porteranno ad un crollo delle colonnine di mercurio. Secondo alcuni modelli (del tutto da confermare nei prossimi giorni), in Pianura i valori massimi potrebbero scendere dai 30°C ai 18°C a Reggio Emilia!
Pertanto i termometri scenderanno abbondantemente sotto la media del periodo. Tranquilli, parlare di freddo sarà eccessivo, ma di sicuro passeremo dalle magliette a maniche corte a quelle a manica lunga in 24 ore circa.
Nei giorni successivi avremo una spiccata variabilità che vedrà ampi momenti soleggiati alternarsi al possibile transito di qualche piovasco. I termometri tenderanno a salire nei giorni successivi, ma probabilmente lo faranno molto lentamente. Questo perché l’Alta Pressione dalle isole Britanniche lentamente si sposterà con il suo peso verso la Scandinavia isolando la “bolla fresca” basso pressoria sui Balcani che vi ristagnerà per diversi giorni.
Durante questo periodo gli ingranaggi dei due vortici continueranno ad alimentare una prolungata ventilazione da est verso la nostra Provincia.
Ancora molto presto per la neve sul nostro Appennino, ma sulle Alpi è lecito attenderci qualche accumulo.

Riassumendo:
davanti a noi abbiamo una prima parte di settimana caratterizzata da un vento caldo che farà salire i termometri. Gli ultimi giorni della settimana vedranno l’ingresso di una forte perturbazione che farà precipitare i termometri per la settimana a seguire, ma che al tempo stesso potrebbe portare forte maltempo sul nord-Italia, Reggio Emilia compresa anche se il grosso del maltempo dovrebbe manifestarsi dietro il nostro Crinale.

Questa lunga analisi si basa sui modelli pubblicati oggi, che sono soggetti a inevitabili modifiche man mano che ci avvicineremo al periodo trattato. Tuttavia questi modelli giorno dopo giorno trovano sempre più conferme e ciò ci ha indotti a darvene notizia con tale dettaglio. Il nostro consiglio è quello di seguirci anche nei prossimi giorni per rimanere aggiornati.

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli