La vivace instabilità dell’equinozio 2020

La vivace instabilità dell’equinozio 2020

👩‍🏫 Angolo della Didattica 🧑‍🏫
 
Ma cosa sta accadendo oggi sul nostro territorio?
 
Ancora una volta l’Emilia si trova al centro di una disputa tra differenti correnti d’aria, una più fresca ed instabile in arrivo dal mar Tirreno ed una più calda ed umida in arrivo dal mar Adriatico.
 
Fortunatamente dato il periodo autunnale l’energia in campo nella Pianura Padana è minore ed i moti convettivi verso l’alto meno violenti, ma ciò che non fa il caldo della Pianura lo fa il “sollevamento orografico”, ovvero il sollevamento forzato a cui va incontro una corrente d’aria che da nord si spinge verso sud e che inevitabilmente cresce di quota man mano che risale l’Appennino. Anche le temperature di circa 25°C sulla Pianura hanno giocato un ruolo determinante in questi “sollevamenti di aria calda”.
 
Una volta innescata la risalita, il fresco presente in quota ha favorito la crescita in altezza di vari Cumulonembi generatisi come tante celle isolate (sistema multicella) che hanno colpito a macchia di Leopardo in tutta l’Emilia.
 
La corrente più prepotente è stata quella in discesa dall’Appennino che è arrivata nel dopo pranzo e che aprendosi a ventaglio ha spinto via il caldo umido che dominava fino ad allora sulla nostra provincia, generando temporali lungo la “linea di confine” di queste due correnti contrapposte.
Questo meccanismo si vede molto bene dall’immagine radar che vi abbiamo proposto in questo articolo.
 
Questo rimescolamento di correnti d’aria, poi, sta portando l’instabilità un po’ in tutto il bacino padano dove alle piogge si alternano momenti di schiarita, per poi comportare altre chiusure del cielo in un turbinio di nuvole che in questa stagione si concretizza in forti acquazzoni, ma che se fosse avvenuto in piena Estate avrebbe potuto comportare disagi ben maggiori.

L’Autunno 2020 non poteva iniziare in un modo più “autunnale” di così, poiché alle 13:31 di questo pomeriggio è avvenuto l’Equinozio d’Autunno.

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Dott. Matteo Benevelli

Autunno ai blocchi di partenza

Autunno ai blocchi di partenza

Meteorologicamente parlando la stagione era già iniziata il primo giorno di settembre, astronomicamente la stagione inizierà il giorno 22, ma da oggi in poi il clima si farà decisamente più “fresco ed instabile” con il ritorno delle tinte grigie in cielo e di qualche piovasco sparso.

La settimana entrante sarà caratterizzata da spiccata variabilità ed anche le piogge non si risparmieranno. I primi giorni trascorreranno all’insegna della pioggia che finalmente potremo definire efficace e gentile. Solo nella giornata di Lunedì potremmo parlare di temporali, specie nei settori appenninici dove facilmente avremo un’allerta meteo per possibili eventi intensi.
Per il resto il nostro consiglio è sempre quello di avere un ombrello a portata di mano poiché i piovaschi saranno improvvisi, a tratti a carattere di acquazzone, ma di breve durata.

Le temperature si allontaneranno definitivamente dalla soglia dei 30°C durante il pomeriggio. Se i modelli non subiranno grandi modifiche nel prossimo fine settimana potrebbe arrivare un crollo termico che addirittura ci porterà sotto la soglia dei 20°C ed abbondantemente sotto la media del periodo.
Anche i valori minimi subiranno dei ritocchi di tutto rispetto, passando dai 20°C attuali in Città ai possibili 8°/9°C del prossimo week-end.

Il vento sarà bene o male sempre presente, ma con una presenza discreta, l’unico picco potrebbe presentarsi tra giovedì e venerdì in Appennino con qualche raffica moderata che dal Crinale scenderà verso valle.

Riassumendo possiamo dirvi che l’Estate 2020 da oggi è definitivamente conclusa, ma ciò non vuol dire che nel mese di Ottobre non si possa ripresentare un po’ di caldo, gli scherzi meteorologici sono sempre più frequenti e sempre dietro l’angolo. Possiamo iniziare a fare il cambio dell’armadio, ma tenete qualche vestito leggero in un angolino perché facilmente potrebbe tornare comodo.

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Dott. Matteo Benevelli

Ora possiamo parlare di Medicane Udine

Ora possiamo parlare di Medicane Udine

🌀 Medicane Udine 🌀
 
Giusto il tempo di sbrigare le ultime formalità di velocità del vento e pressione atmosferica e la tempesta tropicale “Udine” ha fatto il salto di categoria ad Uragano Mediterraneo.
 
Raffiche di oltre 130/135 Km/h soffiano poco a nord dell’occhio del ciclone, mentre la pressione nel suo centro ha raggiunto i 992 hPa.
 
Onde di 2,5/3 metri interessano la costa calabrese che da Capospartivento arriva fino a Crotone, ma ora il gigante si sta spostando verso la Grecia.
 
Allarme rosso per l’isola di Cefalonia e per Zante nel Peloponneso poiché domani mattina “Udine” colpirà in pieno quella zona attraversandola. I venti in Grecia potrebbero raggiungere o superare i 160 Km/h.
 
Come evolverà successivamente?
Secondo i modelli attuali il Medicane rimbalzerà contro la costa della Grecia per poi riprendere il suo percorso verso sud nel fine settimana. Nella giornata di Lunedì, poi, dovrebbe estinguersi sulla costa africana a confine tra l’Egitto e la Libia.

 
Perché si è formato un’Uragano nel cuore del Mediterraneo?
E’ un evento raro, ma che a cadenza di circa 2 anni si ripresenta. In ordine di tempo l’ultimo vero Medicane è stato “Zorbas” a fine ottobre del 2017, che era stato preceduto a fine ottobre del 2016 da “Trixie”, che a sua volta venne preceduto da “Qendresa” ad inizio novembre del 2014.
 
Udine ha preso forma da una “goccia d’aria fredda” che da svariati giorni ristagnava nell’alto Mediterraneo, una goccia nata l’8 settembre davanti alle coste della Spagna e che gradualmente si è spostata verso est. Goccia che portò molta “afa” sulla nostra provincia ed anche qualche temporale il 10 di settembre. Dall’11 si è mossa verso lo stretto di Sicilia per ristagnare, in fine, nel mar Ionio.
La tempesta si è letteralmente nutrita del calore e dell’umidità presente nell’acqua del Mar Mediterraneo, alimentandosi del vapore acqueo che risaliva verso l’alto molto velocemente per via delle temperature basse dell’aria circostante. In parole povere ristagno di aria fredda + acqua calda = tempesta perfetta.
 
Il mar Ionio è l’incubatrice perfetta di questo genere di tempeste e le statistiche di tutti gli eventi avvenuti nel Mediterraneo dal 1976 a oggi (Uragani, Depressioni, Disturbi e Tempeste) lo confermano. Si tratta di un’ampio bacino libero da ostacoli che può richiamare aria umida dall’Adriatico e dal Tirreno, aria fresca da est ed in fine acque molto calde rispetto ai settori occidentali del Mediterraneo.

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Dott. Matteo Benevelli

Il Medicane Udine

Il Medicane Udine

🌀 Ciclone “Udine”🌀

Continua a crescere la forza del Ciclone Extra-Tropicale che minaccia di diventare un vero e proprio “Medicane” nelle prossime ore.

Il vento dai “tranquilli” 60 Km/h di questa mattina è salito a circa 80/90 Km/h ed arriverà presto a varcare i 100/120 Km/h.

Questo ciclone è lo stesso che da svariati giorni stanzia nel Mediterraneo e che la settimana scorsa scagliava umidità ed afa nella nostra Pianura. Dal golfo di Liguria si è portato sul mar Tirreno e successivamente nello stretto di Sicilia dove stazionario cresce di forza.

L’evoluzione di questo gigante lo porterà a spostarsi verso nord in direzione mar Ionio, arrivando a lambire le coste della Calabria domani mattina (giovedì 17). Attese onde di circa 2 o 3 metri tra Sicilia e Calabria, mentre il grosso dell’energia dovrebbe sfogarsi in Grecia tra Zante ed il golfo di Arcadia nel Peloponneso. In questa zona le onde potrebbero superare i 7 o 8 metri d’altezza con raffiche di oltre 150 Km/h rendendolo a tutti gli effetti un vero e proprio “Medicane“, ovvero un Uragano Mediterraneo.

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Anche le nuvole possono essere biologiche

Anche le nuvole possono essere biologiche

☁️🐜 Le Bio-Nuvole 🐜☁️
 
Ovviamente scherziamo è una parola inventata, ma rende bene il senso di quanto sta per avvenire nel nostro territorio.
 
L’autunno è alle porte (meteorologicamente è già iniziato) ed arriva quel periodo dell’anno in cui compaiono sempre più spesso strane nuvole sopra gli alberi, lungo i canali, a margine delle strade……. o davanti alle nostre webcam.

Nuvole biologiche, nuvole di tanti piccoli insetti frenetici che volano con moto circolatorio in un turbinio di migliaia di esemplari.
 
Titolo provocatorio, ma non del tutto sbagliato, tant’è che alle volte queste nuvole raggiungono concentrazioni tali da essere rilevate dai radar meteorologici come precipitazioni in atto!
 
Nel Regno Unito, addirittura, esiste un giorno denominato “Flying Ants Day” alla fine dell’Estate che è dedicato a questo genere di evento.
 
Le formiche volanti altro non sono che semplici formiche che hanno una società simile a quella dell’Ape millifera. Anche le formiche, come le api, effettuano un loro “volo nuziale”.
La Regina depone annualmente delle uova che genereranno delle formiche alate, sia maschi che femmine, che sciameranno e formeranno nuovi formicai, i maschi dopo l’accoppiamento moriranno, mentre le femmine perderanno le ali e deporranno le uova per la formazione della nuova colonia per tutta la vita.
 
Questi voli avvengono ad inizio estate e ad inizio autunno, ma è solitamente in questa seconda fase che nel nostro territorio si fanno notare maggiormente.
Avvengono con temperature calde ed in giornate con vento calmo o assente.
 
Un’altro segnale che la stagione sta per cambiare 😉

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Dott. Matteo Benevelli

Stati Uniti, tra gelo e fuoco

Stati Uniti, tra gelo e fuoco

🌎 Dal Mondo … 🌎
 
Sta facendo grande clamore la colata di aria artica di origine canadese che sta investendo il cuore degli Stati Uniti. Una colata di aria che in 24 ore ha fatto precipitare le temperature di oltre 30°C, a campione è stata presa la Città di Denver che è passata dai 38°C alla neve.
 
Certo, un ribaltone termico del genere è sicuramente di forte richiamo ed esagerata, ma quelle zone non sono nuove a discese di aria fredda che generano forti cali termici. La sezione centrale degli Stati Uniti non è protetta a nord come capita alla nostra provincia che invece può contare sulle Alpi che ci proteggono da questo genere di eventi.
 

In pochi, però, hanno dato risalto al fatto che gli Stati Uniti stanno letteralmente soffocando nel fumo degli incendi su vasta scala. Tutta la costa ovest è alle prese con svariati focolai con evacuazioni di migliaia di persone. Il fumo di questi incendi è ben visibile dallo spazio e dalle immagini modificate da noi per favorirne la lettura.

 


Un ruolo chiave lo sta giocando anche questa perturbazione che con la sua prepotenza sta alimentando forti venti in uscita che alimentano questi incendi. Al tempo stesso, però, con le sue precipitazioni ed il crollo termico sta favorendo lo spegnimento di parte di questi focolai.
 

Gli effetti del vento si vedono molto bene se si guardano le differenze tra le immagini riprese il giorno 7 e quelle del giorno 8.

 

 

Le colonne di fumo si allungano vistosamente e crescono di volume davanti al fronte di nuvole. Se si guarda la zona in alto a sinistra che corrispondono agli stati di Oregon e Washington, i venti con forza simile a quella degli uragani e alte temperature hanno ravvivato le fiamme e quasi 250 mila persone sono rimaste senza corrente elettrica.

 


Secondo il National Interagency Fire Center, attualmente sono attivi 76 grandi incendi che bruciano a livello nazionale, la California è lo stato più colpito. Degli oltre 5.500.000 acri che sono stati bruciati a livello nazionale finora quest’anno, la California conta più di 2.000.000 di acri bruciati, secondo il rapporto NIFC.

 

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