Primi assaggi d’estate 2022

Primi assaggi d’estate 2022

Il gran caldo di questi giorni non è solo affare della nostra Provincia. Il gran caldo affonda le sue radici un po’ più lontano ed investe con ancor maggiore enfasi altri paesi europei.
 
Il caldo di matrice africana, infatti, sale lungo la penisola ibierica per entrare in Europa dalla Francia fino alla lontana Polonia. Una lingua di calore che nella giornata di ieri ha fatto toccare i 32°C al sud della Francia e i 33°C alla Spagna!
 
Le Alpi in parte ci proteggono poichè la striscia di calore spinge i termometri fino ai 30°C anche in Baviera. Paradossalmente il caldo ci raggiunge aggirando le Alpi proprio da nord-est, tant’è che nella giornata di ieri le zone più calde della nostra provincia erano quelle orientali a ridosso del modenese e in quella provincia ieri sono stati toccati, appunto, i 30°C.
 
Scherzi di una stagione mezzana che solo 3 anni fa vedeva cadere la neve dal cielo ed ora ci fa assaggiare i primi 30°C, valore che se non verrà toccato oggi nelle campagne di Correggio, verrà raggiunto il giorno successivo (Venerdì 13 per i superstiziosi).
 
Ovviamente dal gran caldo di Maggio è assolutamente impossibile dedurre come sarà l’Estate, chi ci prova vi prende in giro e tira totalmente a caso … ma senza alcuna ombra di dubbio gli anni davanti a noi vedranno sicuramente estati molto “impegnative”.
 
Cosa ci aspetta nell’immediato futuro?
Tra alti e bassi i valori termici rimarranno alti almeno fino al 21 di maggio (basandoci su modelli … e in tal caso si parla di “tendenza” e non di una previsione), anche se da metà mese potrebbe arrivare di tanto in tanto un po’ di instabilità che ci aiuterà nel gestire meglio il calore diurno. Parliamo di diurno perché fortunatamente di sera e al mattino si sta piuttosto bene.
 
Immagini: Scott Duncan e Met Office

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Dott. Matteo Benevelli

Il punto della situazione a metà Marzo con la siccità

Il punto della situazione a metà Marzo con la siccità

💧 Bollettino Siccità 🏜
 
Da oltre un mese si parla del lungo periodo di Siccità che stà interessando il nord Italia e la nostra Provincia.
 
La pioggia latita da tanto e in questo 2022 si sono visti solo 3 giorni di pioggia sui 76 a calendario.
Gli accumuli medi sono quasi irrisori:
Pianura > 3+10+20 millimetri (33 mm da inizio anno)
Appennino > 15+20+30 millimetri (65 mm da inizio anno)
 
E’ di gran moda parlare di “record” e quasi sempre se ne parla in negativo. Ogni anno siamo abituati a sentirci dire che è stato l’anno più caldo, l’anno più secco, l’anno più siccitoso, … proviamo a fare un punto della situazione sulla nostra Provincia andando a ritroso nell’ultimo decennio.
 
Per fare questo ci basiamo sull’anno idrologico, ovvero, una serie di tempo che parte dall’1 di ottobre fino al 30 settembre dell’anno successivo.
 
PIOGGIA
Il record di anno peggiore sotto l’aspetto di piogge accumulate va al periodo 2011/12 che vedeva circa 11 mm di pioggia in meno in Appennino e circa 20 mm di pioggia in meno rispetto al periodo attuale 2021/22 che risulta però essere il secondo peggiore da 10 anni ad oggi.
 
FIUMI
In questo caso dobbiamo distinuguere il fiume Po dai nostri fiumi Appenninici poiché attingono le loro acque in bacini drasticamente diversi. Il fiume Po riceve le acque piovane di gran parte del nord Italia mentre i nostri fiumi solo dalla nostra provincia (e parte delle limitrofe).
Fatta questa doverosa specifica possiamo dirvi che il Po vive il suo periodo di maggior “secca” degli ultimi 10 anni. Il secondo anno peggiore per portata spetta al 2019 che vedeva poca più acqua di quanta ne vediamo oggi.
L’anno 2019, però, fu il peggiore per i nostri fiumi appenninici. Il fiume Secchia alla stazione di Lugo faceva registrare una portata inferiore rispetto a quella odierna, mentre il fiume Enza a Vetto faceva registrare un netto “0”.
 
BILANCIO IDROCLIMATICO
Il bilancio idroclimatico rappresenta la differenza tra le precipitazioni e l’evapotraspirazione di riferimento espresse in millimetri (mm). L’evapotraspirazione è il fenomeno per il quale l’acqua, in forma di vapore, passa dal suolo all’atmosfera, direttamente (evaporazione) e attraverso le piante (traspirazione).
 
Secondo questa analisi possiamo dire che il bilancio peggiore dell’ultimo decennio spetta al periodo 2011/12 che tanto in Pianura quanto in Appennino viaggiava al di sotto del 2021/22 attuale che si guadagna il titolo di seconda peggiore serie siccitosa del decennio. Una menzione per la Pianura va fatta anche al periodo 2016/17 che vide a sua volta un periodo secco di poco migliore di quello attuale, salvo poi essere seguito da un 2017/18 ricco di precipitazioni.
 
Tirando le somme possiamo dire che il periodo attuale non è il peggiore, ma sicuramente non è motivo di gioia. La carenza di pioggia la pagheremo sicuramente quest’estate se non faranno presto ritorno delle precipitazioni efficaci. I prossimi giorni che ci accompagneranno verso Aprile non saranno dei migliori poiché avremo un lungo periodo di bel tempo stabile (se di bel tempo si può parlare quando abbiamo il Sole in un periodo di siccità), anche spingendoci in là con lo sguardo nel campo delle ipotesi non si vede una nuvola almeno fino all’ultima settimana del mese… andare oltre non ha alcun senso.
 
Non ci resta che portare pazienza e ribaltare un vecchio proverbio dicendo che: “Non potrà essere sereno per sempre”
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Dott. Matteo Benevelli
Dal Favonio alla Neve

Dal Favonio alla Neve

Che sia la volta buona? 🌨🌧
Da sempre Febbraio è un mese che riserva sorprese, comportamento tipico di quei periodi di transizione tra una stagione e l’altra che regala alti e bassi. La lunga siccità che interessa il nostro territorio si aggrava giorno dopo giorno e la necessità di precipitazioni che ci permettano di affrontare il resto dell’anno è alta.
Stando ai modelli attuali vi sono interessanti prospettive per l’ultima parte della settimana con un possibile ritorno della Pioggia con la “P” maiuscola … e, sempre in tal caso, anche della Neve con la “N” maiuscola sul nostro Appennino.
Per esperienza i modelli previsionali così lontani nel tempo necessitano sempre di cautela. Mai fare proclami con la certezza in bocca poiché i ritocchi ci saranno sicuramente e spesso e volentieri avvengono al ribasso… ma fantasticare non costa nulla, specie quando il periodo di durata della perturbazione è una finestra di più giorni.
Se ci limitiamo a dare una lettura ai modelli di oggi (che sono provvisori), sul finire di Venerdì 25 una perturbazione farà il suo ingresso nella nostra Regione da est portando piogge moderate su tutta la provincia.
L’ingresso di aria fredda da est andrà di pari passo con un calo della quota neve che in serata scenderà a quote montane e durante la notte la quota potrebbe scendere fino alla bassa Collina.
In tal caso (ipotesi) i modelli attuali prevedono una copiosa nevicata di diverse decine di centimetri che si esaurirà solamente sul finire della giornata successiva (domenica 27). Inutile dire che se davvero ciò dovesse accadere le diverse decine di centimetri potrebbero salire a … vabbè … questa è fanta-meteorologia.
In Pianura?
I modelli attuali per il momento vedono pioggia o pioggia mista … ma diamo tempo al tempo.
Scenario suggestivo per molti, scenario preoccupante per molti altri … di certezze non ne abbiamo, ma per certo possiamo dirvi che il cielo sereno e l’aria secca della prima parte della settimana vedrà contrapporsi una seconda parte di settimana molto più grigia e umida.
Tutto questo per invogliarvi a seguire i nostri bollettini nei prossimi giorni per vedere se (per dirla quasi come un noto chef della TV) i modelli verranno confermati oppure ribaltati.
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Dott. Matteo Benevelli
Stau e Favonio

Stau e Favonio

👩‍🏫 Stau e Favonio 👨‍🏫
Vogliamo approfittare di quanto accaduto ieri per spiegarvi i motivi di tanto “caldo anomalo” il 2 di Febbraio.
Per farlo sfruttiamo l’eloquente immagine satellitare scattata dal satellite Modis della NASA attorno alle 11:30 del mattino.
In questa immagine si nota distintamente ciò che accade su entrambi i versanti delle nostre Alpi.
A nord si è formato un vero e proprio “muro” di nuvole minacciose, al contrario, a sud si notano condizioni diametralmente opposte con cielo assolutamente libero da nuvole.
Quel muro di nuvole è chiamato Stau (dal tedesco “coda” o “ristagno”) e si tratta di un vento di risalita umido e freddo. E’ definito di risalita perché è forzatamente costretto a risalire le ripide pareti delle nostre Alpi dalle correnti d’aria in arrivo da nord.
In questa risalita si raffredda e l’umidità dell’aria condensa producendo dunque generali condizioni di cattivo tempo con piogge e sulle vette abbondanti nevicate.
La temperatura del vento secondo il gradiente termico verticale pseudo-adiabatico crolla di -6,5°C ogni circa 1.000 metri di ascesa.
Una volta superate le creste delle vette alpine il vento è libero di discendere velocemente dal versante opposto e raggiungere la Pianura. In questo movimento subisce un ulteriore stress e subisce quello che è chiamato gradiente adiabatico secco che è maggiore del gradiente termico pseudo-adiabatico di risalita del versante sopravento (nord). Infatti precipitando il vento si riscalda per compressione di circa 1°C ogni 100 metri di caduta. Questo dissolve le nuvole, asciuga l’aria e la riscalda … a questo punto il nostro Stau diventa Favonio (o Föhn).
Per questa ragione ieri avevamo temperature esageratamente calde lungo la via Emilia.
Oggi questo vento è assente e i termometri non sono andati oltre i 12,5°C in Città contro i quasi 19°C di ieri.
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Dott. Matteo Benevelli
Immagine:
NASA – Modis
Elaborazione grafica:
MeteoReggio.it
Onde Atmosferiche

Onde Atmosferiche

🌬 Onde Atmosferiche 🌫
 
Ieri vi abbiamo parlato del fenomeno della Calima e anche oggi rimaniamo presso le Isole Canarie perché come conseguenza di quel vento carico di sabbia si sono manifestate anche delle nuvole particolari: le onde atmosferiche.
 
Si tratta di un disturbo atmosferico che altera il normale moto del vento con ondulazioni verticali che generano lunghe strisce parallele di nuvole.
 
Nel nostro caso siamo in presenza di un forte vento caldo di Scirocco che si trova a subire diverse sollecitazioni a livello di pressione, temperatura, umidità e soprattutto… si scontra con le alte montagne vulcaniche delle Canarie.
 
L’ostacolo rappresentato da queste isole comporta turbolenze che perturbano il normale scorrere del vento.
 
Sempre in questo caso possiamo parlare di onde stazionarie (opposte alle onde viaggianti), poichè queste lunghe increspature permangono per diverse ore sempre nella stessa posizione a fronte delle isole di Lanzarote e Fuerteventura.
 
Un altro termine per definire le onde atmosferiche di questo tipo è “maree atmosferiche”.
 
Immagine: NASA – Modis
14 gennaio 2022
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 Dott. Matteo Benevelli
La Calima

La Calima

🌍 La Calima 💨
Si tratta di un particolare fenomeno che si è manifestato in questi giorni e che interessa le coste del Marocco e le Isole Canarie.
Il termine spagnolo è in uso proprio sulle Isole Canarie ed indica un forte vento di Scirocco (quindi da sud-est) che porta un enorme carico di sabbia dal deserto del Sahara.
Vista la vicinanza delle isole con il continente africano non si tratta di un evento raro, ma la Calima che ha preso forma in questi giorni ha un fascino particolare (gli abitanti insulari probabilmente non la pensano allo stesso modo), specie se vista dallo spazio.
Le conseguenze di questo fenomeno atmosferico sono una forte foschia che limita di molto la visibilità, cielo che si tinge di ocra, accumuli al suolo di sabbia in grandi quantità e piogge tinte di rosso.
Anche la qualità dell’aria peggiora drasticamente poiché si tratta di polveri sottili che possono avere conseguenze anche sulla salute se inalate in quantità sebbene di origine naturale.
Anche in Italia ci capita spesso di avere a che fare con questo fenomeno, anche se nel nostro caso la sabbia arriva spesso dall’Algeria e data la distanza difficilmente si arriva agli eccessi delle Canarie.
Immagine: NASA – Modis

15 gennaio 2021

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 Dott. Matteo Benevelli