Fine settimana di pioggia intensa e vento di scirocco

Fine settimana di pioggia intensa e vento di scirocco

Siamo all’inizio di un fine settimana che vedrà tornare la pioggia sulla nostra Provincia dopo un lungo periodo di assenza. Delle vere e proprie piogge con la “P” maiuscola non si vedevano dalla prima decade di Febbraio e finalmente qualcosa sembra cambiare all’orizzonte.

Un flusso di aria umida è in arrivo dalla Spagna e si scontrerà con aria mite e un po’ più asciutta in arrivo dalla rotazione oraria di un’alta pressione che stanzia sul mar Ionio. Il punto d’incontro di queste due correnti sarà ancora una volta il Golfo di Liguria dove sono attesi grandi quantitativi di pioggia per l’intero week-end.
Quando si forma questo scenario il nostro Crinale non è tenuto ai margini e spesso è interessato da forti raffiche di vento di caduta e acquazzoni improvvisi che sconfinano dal versante toscano verso di noi a singhiozzo.
Non è da escludersi che sulle vette più alte del Crinale possa tornare qualche fiocco di neve, ma sarà la pioggia la componente principale di questa perturbazione.

Il Crinale, poi, giocherà un ruolo importante facendo un po’ “ombra” alla Pianura ed alla medio-bassa Collina. Questa ombra si tradurrà in precipitazioni piovose molto più contenute e molto più deboli rispetto a quanto si potrà verificare in Montagna.

La dinamica vedrà qualche sbuffo di piogge deboli che ci interesseranno già nella giornata di Sabato, ma il vero peggioramento arriverà sul finire della giornata di Sabato 10 aprile e prime ore di Domenica 11. Il vortice di bassa pressione che nella giornata di Sabato si troverà tra Francia e Spagna avanzerà verso est e nella notte si porterà nei pressi della Liguria.

In questa posizione richiamerà aria calda ed umida sotto forma di vento di “Scirocco” che farà il suo ingresso nella Pianura Padana dalla Romagna e dal basso Adriatico. Questa corrente risalendo l’Appennino dalla Pianura porterà piogge abbondanti in Montagna ed alta Collina.

Non ci aspettiamo accumuli tali da costituire una minaccia per i nostri fiumi che attualmente sono ai minimi storici, ma qualche movimento franoso potrebbe riattivarsi, così come le forti raffiche di vento che potrebbero creare qualche criticità con la caduta di rami o alberi secchi.
Nel corso del fine settimana e Lunedì, però, gli accumuli sul nostro Appennino potrebbero superare tranquillamente i 70/90 mm a seconda delle zone.

Un miglioramento arriverà solamente nella giornata di Lunedì ed interesserà più che altro le zone di Pianura, mentre (come detto) in Montagna le piogge proseguiranno anche il 12 Aprile con accumuli simili a quanto registrato nella giornata di Domenica 11.

Le temperature non subiranno degli scossoni significativi in Appennino, al contrario, i valori massimi in Pianura ed in Città potrebbero salire per via del caldo vento di Scirocco che influirà sui termometri vistosamente.

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Dott. Matteo Benevelli

Pesce d’aprile africano

Pesce d’aprile africano

🌡 Pesce d’Aprile Africano🌡
 
Vorremmo dirvi che vi stiamo prendendo in giro, ma le temperature massime di oggi sono esageratamente alte per il primo giorno di Aprile. Valori di almeno 8°/10°C al di sopra della media climatologica degli ultimi 30 anni a seconda delle zone.
 
Fortunatamente questo flusso di aria calda che ci arriva direttamente dall’Africa tra Marocco ed Algeria, ha i giorni contanti.
Domani avremo un’altra giornata da inizio Giugno più che da inizio Aprile, poi arriverà un drastico crollo termico.
 
In 24 ore le temperature massime caleranno da +27°/+28°C a +15°/+16°C a Reggio Emilia, per un crollo differenziale di ben -12°/-13°C!
 
Attenzione anche alle Piante poiché le temperature minime passeranno dagli attuali 9°/10°C a 3°/4°C a Reggio Emilia.
 
Ma non finisce qui… a questo primo crollo termico ne seguirà un secondo a breve distanza: da martedì 6 le temperature massime caleranno ulteriormente da +15°C a +11°C a Reggio Emilia, mentre le minime subieranno una flessione meno importante ma che comunque porterà i termometri a +1°/+2°C, mentre in Montagna avremo delle gelate da -3°C.
 
Pioggia?
Si, ma ben poca cosa rispetto alla necessità del nostro territorio.
Sabato 03 avremo un po’ di pioggia tra la metà della mattinata ed il primo pomeriggio.
Una seconda fase di pioggia si aprirà martedì 06 con forti raffiche di vento freddo nella notte.
In sostanza i due “ribaltoni” termici avranno come conseguenza un po’ di pioggia, ma i modelli attuali prevedono accumuli piuttosto scarsi.
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 Dott. Matteo Benevelli
Primi accenni di inizio estate ad inizio primavera

Primi accenni di inizio estate ad inizio primavera

Da svariati giorni siamo sotto il dominio dell’Alta Pressione e gradualmente le temperature stanno salendo su tutta la provincia. Un’accelerazione verso l’alto arriverà da oggi (29 marzo) in poi con punte che arriveranno a toccare i 25°C a metà settimana.

Temperature del genere sono valori più consoni al mese di Maggio, ma ormai dobbiamo abituarci sempre più spesso a sbalzi di temperature che vedono un alternarsi di fasi fredde con fasi calde e la tendenza vede dominare sempre più spesso le seconde.

I modelli attuali sono sempre più inclini a vedere una crescita di questa onda calda che condizionerà “quasi” tutta la settimana entrante ma non per tutta. Da questa fase calda se ne vede già un’uscita nel breve termine. Già a Pasqua potrebbe esserci un vero e proprio “ribaltone” meteorologico con un nuovo crollo delle temperature e finalmente qualche goccia di pioggia. Finalmente perché nel nostro territorio la sete inizia ad essere tanta, la siccità ormai dura da più di un mese e mezzo ed il bisogno di pioggia è enorme. Purtroppo non sembrano precipitazioni particolarmente sostanziose, ma sono pur sempre un piccolo aiuto per il nostro suolo provato. Non è nemmeno remota l’ipotesi che qualche fiocco di neve possa fare il suo ritorno sul Crinale, ma è ancora troppo presto per sbilanciarsi in ipotesi così lontane nel tempo.
Sicuro è che nei prossimi giorni ci dovremo preparare ad innafiare i nostri giardini poiché il caldo ci terrà compagnia fino a venerdì sera.

Si tratterà di giornate serene con poche nuvole e segnate dalla latitanza del vento che purtroppo favorirà un veloce degrado della qualità dell’aria su tutta la provincia, in particolar modo per la Pianura dove si accumuleranno le polveri sottili ed i pollini (per gli allergici). Se non altro con il caldo si spegneranno gli impianti di riscaldamento che giocano un ruolo fondamentale nell’inquinamento della nostra aria.

Portare pazienza, quindi, è la parola d’ordine… parola alla quale ormai siamo sempre più abituati da un anno a questa parte. Meteorologicamente dovremo prepararci, quindi, all’ennesima oscillazione termica che ci farà attraversare una fase calda e successivamente una più fredda, ma se non altro senza gelate tardive che in questa fase dell’anno creerebbero diversi problemi.

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Dott. Matteo Benevelli

Una nuvola marziana

Una nuvola marziana

☀️🌪 Giornata Mondiale della Meteorologia ⛈☔️

 

Il 23 marzo è un giorno particolare per la Meteorologia, in quanto viene celebrata l’entrata in vigore della convenzione dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), che risale al 1950.

La OMM un’organizzazione intergovernativa che comprende 189 Stati membri e Territori, nata con lo scopo principale di promuovere lo scambio di informazioni in campo meteorologico, la standardizzazione delle rilevazioni e la cooperazione a reti unificate delle varie informazioni meteo climatiche provenienti da ogni parte del globo.

Ogni anno la Giornata mondiale della Meteorologia viene celebrata focalizzando l’attenzione su un tema specifico… oggi vi vogliamo parlare di nuvole primaverili, ma non di nuvole primaverili qualsiasi… di nuvole primaverili marziane!

Anche il pianeta Marte è dotato di una sua tenue atmosfera con conseguenti eventi meteorologici annessi.
Ogni anno marziano all’inizio della primavera e fino all’estate sulla sommità del vulcano (spento) Arsia Mons si forma una “nuvola orografica”.
Nella sua massima estensione, la nube misura circa 1800 km di lunghezza e 150 km di diametro. È la più grande nube orografica mai vista su Marte, che si genera quando una massa d’aria incontra una catena montuosa e viene forzata a risalirla. In questo caso, Arsia Mons perturba l’atmosfera marziana per innescare la formazione della nuvola; l’aria umida viene quindi spinta sui fianchi del vulcano in correnti ascensionali, condensandosi successivamente ad altitudini più elevate e molto più fresche.
E’ stata osservata per la prima volta nel 1976 e fotografata da ben 5 missioni, ma solo recentemente è stata studiata a fondo grazie alla missione europea Mars Express.
La nuvola inizia a crescere prima dell’alba sul versante occidentale di Arsia Mons prima di espandersi verso ovest per due ore e mezza, crescendo molto rapidamente (a oltre 600 chilometri orari) fino a un’altitudine di 45 chilometri. Quindi smette di espandersi, si sposta dalla sua posizione iniziale e viene spinta più a ovest dai venti di alta quota, prima di evaporare in tarda mattinata con l’aumento della temperatura dell’aria con il sorgere del Sole.
PS

Oggi è anche la giornata modiale delle Tartarughe… ma di questi antichi animali ne parleremo magari un’altra volta 🙂

Fonte: INAF

Bilancio idrico dell’inverno 2020/21

Bilancio idrico dell’inverno 2020/21

💧 Giornata dell’acqua 💧
 
La giornata mondiale dell’acqua è una ricorrenza istituita il 22 marzo di ogni anno dalle Nazioni Unite nel 1992, prevista all’interno delle direttive dell’agenda 21, risultato della conferenza di Rio.
 
Vogliamo approfittare della ricorrenza per fare un’analisi di come sta andando l’approvigionamento idrico nella nostra provincia alla luce della fine dell’inverno.
 
☔️ PIOGGIA
In Pianura abbiamo avuto un inizio di inverno titubante compensato da un forte incremento di precipitazioni ai primi giorni di dicembre e tra Natale e l’Epifania. Dopo quelle due fasi stiamo vivendo un po’ di rendita con precipitazioni scarse, ma il bilancio è ancora sopra la media.
In Appennino abbiamo avuto il medesimo comportamento ad inizio inverno, poi dopo i primi giorni di le precipitazioni si sono presentate in maniera un po’ più costante e regolare. Il rapporto di accumulo tra Pianura ed Appennino è quasi di 1:2.
 
🏞 FIUMI
Il Grande Fiume Po si trova al di sotto della media stagionale come portata. Dopo il grande picco della piena di inizio Ottobre abbiamo avuto altri eventi minori che ne hanno improvvisamente aumentato la portata, ma tutto sommato il bilancio attuale è a metà tra la media storica e il minimo storico, quindi sotto media.
Il fiume Enza è in grave deficit sotto il suo minimo. Dopo tre eventi di piena dovuti allo scioglimento della molta neve caduta in Montagna è spesso stato sotto tono a parte una parentesi buona tra metà gennaio e metà febbraio, da allora è un lento calare.
Il fiume Secchia se la passa un po’ meglio ma non di molto. Anche in questo caso abbiamo i tre picchi di piena ad inizio dicembre, il 23 gennaio ed il 10 febbraio. A parte quello il Secchia è stato in sofferenza da metà ottobre ai primi di dicembre, così come tra San Valentino ad oggi. Bilancio sotto la media.
 
🌿 Bilancio Idroclimatico 🌊
Il bilancio è ancora buono e leggermente al di sopra del 50° pecentile, ma da metà febbraio la curva è in progressiva discesa, ci sabbre bisogno di un po’ di pioggia per non andare in negativo. Purtroppo ad andare alla fine del mese di Marzo non sembrano aprirsi finestre positive in tal senso ed al contrario potrebbe affermarsi un periodo di alta pressione.
Il bilancio invernale, però, è stato piuttosto buono e la neve ancora presente in Montagna garantirà un po’ di riserva nel medio/breve termine.
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 Dott. Matteo Benevelli
Nessun Burian con la i

Nessun Burian con la i

👨‍🏫 Angolo della Didattica 👩‍🏫

 

Arriva il Burian?
No… non sta arrivando il Burian per almeno 2 motivi:
1 – l’aria in arrivo è un mix tra aria artica di origine polare in discesa dalla Scandinavia ed una corrente di origine continentale russa che risale dall’Ucraina ed il Caucaso per ridiscendere nuovamente dalla Russia verso i Balcani.
2 – Ma non meno importante… Burian con la lettera “i” è un’errore, il vento in questione si chiamerebbe Buran senza la lettera “i” tanto cara ai giornalisti.

Certo, sul secondo punto si aprirebbe un lungo dibattito, ma è un po’ come l’utilizzo del termine “bomba d’acqua” che è altrettanto caro ai giornalisti ma “urticante” per chi fa divulgazione meteorologica.

Ma torniamo al primo punto, come si vede dalla carta dei venti di oggi, il vento che soffia sul nostro territorio è un “banale” vento di Bora che da est convoglierà freddo e gelo sulla nostra provincia. Freddo e gelo che attualmente si trovano sul nord-Europa e sulle ex-repubbliche sovietiche (zone ben distanti dalla Siberia).
Nessun vento temibile di matrice siberiana, quindi, allargando lo zoom si vede che sulla Siberia domina un vortice di bassa pressione che smuove vistosamente le correnti d’aria ad est dei monti Urali, ma che allo stesso modo non arrivano assolutamente a coinvolgere le zone ad ovest di tale barriera orografica.
Meccanicamente mancano 2 ingredienti fondamentali per il Buran:
– Alta pressione gelida potente sulla Siberia
– Ponte di Weikoff in Europa, ovvero, un collegamento di alte pressioni tra l’Anticiclone delle Azzore e l’Anticiclone Russo/Siberiano (citato poco fa), che transiti sulla Scandinavia. Come avvenne nel 2012 (vedi cartina)
L’aria che arriva nella nostra Pianura oggi, quindi, è di origine polare, che transita sul mar Baltico e giunge fino a noi. Quella più secca ed intensa di origine sarmatica (russa), coinvolgerà i Balcani.
Dipanato il frainteso riguardante l’origine di questo getto di aria gelida, passiamo all’etimologia del nome che ci fa propendere per “Buran” senza la lettera i.
Il termine Buran (o Burian) viene dal russo ‘буран’ (tempesta) ed ha origine dal turco ‘burağan’, “vento molto forte” con versioni simili in altre lingue della zona, tutte accomunate dalla radice comune ‘bor’ che significa ‘volgere, trascinare’.
Secondo il dizionario Treccani, la parola ‘buriana’ deriverebbe dalla stessa parola balcanica ‘bahur’ (ruggire infuriarsi), probabilmente passando per la forma slovena ‘burja’, che a sua volta viene dal greco ‘βορέας’ e dal Latino ‘Boreas’: Questo lo legherebbe anche ad altri termini come burrasca, borea e boria che nel tempo hanno assunto il significato, oltre che di burrasca, anche di chiasso, baldoria e trambusto.

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