Una nuvola marziana

Una nuvola marziana

☀️🌪 Giornata Mondiale della Meteorologia ⛈☔️

 

Il 23 marzo è un giorno particolare per la Meteorologia, in quanto viene celebrata l’entrata in vigore della convenzione dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (OMM), che risale al 1950.

La OMM un’organizzazione intergovernativa che comprende 189 Stati membri e Territori, nata con lo scopo principale di promuovere lo scambio di informazioni in campo meteorologico, la standardizzazione delle rilevazioni e la cooperazione a reti unificate delle varie informazioni meteo climatiche provenienti da ogni parte del globo.

Ogni anno la Giornata mondiale della Meteorologia viene celebrata focalizzando l’attenzione su un tema specifico… oggi vi vogliamo parlare di nuvole primaverili, ma non di nuvole primaverili qualsiasi… di nuvole primaverili marziane!

Anche il pianeta Marte è dotato di una sua tenue atmosfera con conseguenti eventi meteorologici annessi.
Ogni anno marziano all’inizio della primavera e fino all’estate sulla sommità del vulcano (spento) Arsia Mons si forma una “nuvola orografica”.
Nella sua massima estensione, la nube misura circa 1800 km di lunghezza e 150 km di diametro. È la più grande nube orografica mai vista su Marte, che si genera quando una massa d’aria incontra una catena montuosa e viene forzata a risalirla. In questo caso, Arsia Mons perturba l’atmosfera marziana per innescare la formazione della nuvola; l’aria umida viene quindi spinta sui fianchi del vulcano in correnti ascensionali, condensandosi successivamente ad altitudini più elevate e molto più fresche.
E’ stata osservata per la prima volta nel 1976 e fotografata da ben 5 missioni, ma solo recentemente è stata studiata a fondo grazie alla missione europea Mars Express.
La nuvola inizia a crescere prima dell’alba sul versante occidentale di Arsia Mons prima di espandersi verso ovest per due ore e mezza, crescendo molto rapidamente (a oltre 600 chilometri orari) fino a un’altitudine di 45 chilometri. Quindi smette di espandersi, si sposta dalla sua posizione iniziale e viene spinta più a ovest dai venti di alta quota, prima di evaporare in tarda mattinata con l’aumento della temperatura dell’aria con il sorgere del Sole.
PS

Oggi è anche la giornata modiale delle Tartarughe… ma di questi antichi animali ne parleremo magari un’altra volta 🙂

Fonte: INAF

Congiunzione Marte Pleiadi

Congiunzione Marte Pleiadi

Questa sera entra nel vivo la congiunzione che vede protagonisti il pianeta rosso Marte e l’ammasso di stelle aperto Pleiadi.
Questa sera il cielo dovrebbe essere sufficientemente libero dalle nuvole da permetterci di godere di questo evento astronomico che si ripeterà anche nei prossimi giorni, ma via via aumenterà la distanza tra i due oggetti del cielo.
Su Marte niente da aggiungere, tutti lo conosciamo come e in questi ultimi anni è diventato un po’ il motore traninante dell’astronautica che lo ha messo nel mirino come potenziale pianeta colonizzabile per caratteristiche ambientali (inospitali, ma affrontabili con le nostre tecnologie).
Parliamo quindi delle Pleiadi.
Si tratta di un ammasso di stelle piuttosto giovane e ancora circondato da un alone di gas derivante dalla nebulosa che le ha generate. E’ un dei pochi oggetti del “deep-sky” che possiamo vedere ad occhio nudo. Appare come un “piccolo carretto” di Stelle molto vicine tra loro, in un cielo inquinato come quello della nostra Pianura se ne possono scorgere 4 o 5, ma se ci si sposta nelle campagne o in Appennino ne possiamo contare fino a 12 o oltre (se avete una buona vista).
Come possiamo trovarle in cielo?
Non è semplicissimo individuarle, ma esiste un trucchetto infallibile: cercate in cielo la costellazione di Orione, inconfondibile per la sua forma a clessidra e contraddistinta dalla sua “cintura” di 3 stelle di uguale luminosità e colore vicine tra loro.

Unite con una linea immaginaria le tre stelle della cintura e dirigetevi verso l’alto, proseguendo arriverete ad una stella arancione molto luminosa (Aldebaran), proseguite ancora di poco ed arriverete alle Pleiadi … e questa sera Marte.

Non confondiamo Aldebaran con Marte!

Entrambi gli oggetti hanno un bel colore rosso-arancione, ma la prima è una Stella e sarà più luminosa del secondo che invece è un Pianeta e sarà un poco più debole. La prima, poi, dovrebbe emettere una luce un po’ più tremolante, mentre il secondo rifletterà la luce (del Sole) un po’ più fissa.
A che ora potremo vedere questo spettacolo?
Appena farà buio, poiché l’evento sarà piuttosto alto in cielo e comodissimo da vedere e da far vedere o spiegare ad amici/figli/parenti (via telefono se non sono congiunti!)
Buona visione e cieli sereni!

Fotografia

Sebastian Voltmer Photography
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Dott. Matteo Benevelli
Un grande successo e un finale col botto

Un grande successo e un finale col botto

🌎🚀 Dal Mondo 🚀🌎
 
Un altro pezzo di storia è stato scritto ieri sera. Da decenni non si viveva una fase di esplorazione spaziale così stimolante e ricco di progressi come questo ultimo periodo.
 
Ieri sera la compagnia privata Space X ha aggiunto un altro tassello verso l’esplorazione umana di Marte … e non solo.
 
Ma di cosa si tratta?
Starship è il nome di un veicolo spaziale riutilizzabile progettato e realizzato dalla compagnia Space X. Attualmente è in fase di sperimentazione con la filosofia del “fail fast, succeed faster” (fallire velocemente, avere successo velocemente), una sorta di sbagliando s’impara che sta portando la compagnia ad avere un grandissimo successo.
 
A cosa servirà?
Questo mezzo (e varie configurazioni da esso derivanti) servirà per portare merci e persone nello spazio. La sua versatilità la porterà ad essere un’utile strumento per il turismo spaziale, per viaggi Terra-Luna, per la colonizzazione di Marte, per viaggi spaziali, …

Tutte visioni fantascientifiche fino a pochi anni fa, ma che a suon di fallimenti e successi si stanno concretizzando nell’arco di pochi anni.

 
Ma alla fine è esploso.
Si, se non fosse esploso sarebbe stata la cigliegina sulla torta, ma l’atterraggio era l’ultima di una serie di manovre e test che sono stati eseguiti con successo.
Si trattava del primo volo in assoluto, il razzo doveva salire alla quota di 12 Km per poi eseguire una manovra controllata di assetto orizzontale mantenuto da ali e motori alimentati ad Azoto.
In fine è stato eseguito quello che in termine si chiama “Belly flop”, ovvero un colpo di coda che in soli 5 secondi ha riportato in posizione verticale il razzo (prima volta in assoluto che si assiste ad una manovra del genere eseguita con successo).
Quest’ultimo colpo brusco, però, ha portato ad una perdita di pressione nel serbatoio d’ossigeno presente in testa al razzo che così non ha permesso l’accensione perfetta dei tre motori Raptor. Solamente uno si è riacceso, mentre il secondo ha funzionato solo per pochi istanti e ciò non ha fornito spinta sufficiente ad un atterraggio soft.
 
Un vero e proprio successo, quindi, nonostante il finale con il botto. Sono stati raccolti moltissimi dati, dagli errori verranno tratti gli spunti per migliorare la volta successiva. Chi conosce la storia dell’esplorazione spaziale sà che è costellata di fallimenti, ma sono stati fallimenti necessari per il progresso successivo. La stessa Space X ne ha collezionati tantissimi, ma grazie a quelli è arrivata dove si trova ora.
 

Marte ora è più vicino, ma anche la Luna ora è più vicina dal momento che la NASA ha selezionato una versione modificata della Starship come uno dei tre sistemi di atterraggio per il Programma Artemis che riporterà a breve l’uomo sulla Luna (e speriamo anche un astronauta italiano, magari tra Samantha Cristoforetti o Luca Parmitano).

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Dott. Matteo Benevelli

Tutti i Pianeti, la Luna e la ISS nel cielo notturno

Tutti i Pianeti, la Luna e la ISS nel cielo notturno

🌒🪐 Notte Planetaria 🛰💫
 
Questa sera appuntamento da non perdere con il cielo serale!
 
Orologi puntati alle ore 18:52 per un appuntamento astronomico alla portata di tutti! A quell’ora se osserveremo il cielo basso sull’orizzonte a Sud-Ovest direzione tramonto/Appennino potremo osservare la nostra Luna crescente in congiunzione con i due giganti gassosi del nostro Sistema Solare: Giove e Saturno.
Ma non finsce qui… alle 18:52 nella stessa zona farà la sua comparsa la Stazione Spaziale Internazionale che transiterà poco sotto il trio di astri.
La ISS velocemente salirà verso l’alto crescendo di luminosità per spegnersi di colpo alle 18:54:32 entrando nell’ombra della Terra.

 
La serata, poi, è impreziosita dalla presenza di Marte alto nel cielo verso sud-est. Sarà molto luminoso e di un acceso colore arancione/rosso. Basterà un semplice binocolo per poterne osservare il colore poiché in questo momento il Pianeta rosso si trova molto vicino alla nostra Terra. Con un telescopio, poi, si potrà apprezzare molto bene la sua “rotondità”. Se poi il telescopio è particolarmente potente si potrà osservare qualche dettaglio della superficie come la calotta polare e qualche zona scura.
 
Giove e Saturno, poi, con un piccolo telescopio mostrano bene i loro segreti: Giove mostrerà molto bene le sue 4 lune galileiane (Io, Europa, Callisto e Ganimede), Saturno vi mostrerà il suo fantastico sistema di anelli concentrici.
 
La notte dei Pianeti però non finisce qui. Tutti i Pianeti del Sistema Solare sono visibili in cielo:
– Venere: sorge alle 5 del mattino ad est, come sempre luminosissimo ed inconfondibile
– Mercurio: molto debole sorge sempre ad est poco prima delle 6, quando le prime luci del mattino inizieranno a farlo impallidire
– Urano e Nettuno: purtroppo sono invisibili all’occhio umano poiché troppo distanti e deboli, ma si trovano alti in cielo ai lati di Marte. Solo con un buon telescopio si potrà apprezzare il loro colore verdastro e blu.
– Cerere: in questo caso si parla di Pianeta Nano, quella famiglia di corpi celesti nella quale è stato collocato anche Plutone. Cerere è il più grade della famiglia con i suoi 946 Km di diametro e si trova nella fascia degli asteroidi tra Marte e Giove. Anche qui necessitiamo di un telescopio di buona qualità e soprattutto di una buona conoscienza del cielo per distinguerlo dalle altre stelle.
– Plutone: dato che lo abbiamo nominato possiamo dirvi che è presente anche lui in cielo. Si trova vicinissimo a Giove, ma è troppo piccolo e lontano per essere distinto dalle stelle di sfondo. Anche in questo caso non è possibile osservarlo, nemmeno con telescopi potenti.
 
Nelle sere a seguire riprenderanno i passaggi della Stazione Spaziale Internazionale ad orari più che comodi, alla portata di tutti.
Il 31 ottobre arriva la Luna blu

Il 31 ottobre arriva la Luna blu

🌕🔵 Luna Blu 🔵🌕

Tra credenze e falsi miti, sui social spopola l’imminente arrivo della “Luna blu”… spesso si tratta di post correlati da leggende e tanta disinformazione.

Cosa succederà la notte del 31 ottobre?
Avremo una serata di Luna piena che cadrà la notte di Halloween e pertanto renderà più suggestiva questa festa della tradizione anglosassone.

La Luna diventerà blu?
No, sarà una normalissima Luna piena.

Perché si chiama Luna blu?
In passato veniva chiamata “Luna blu” la quarta Luna piena che cadeva all’interno di una stessa stagione.
Ora, invece, con questo termine si indica la seconda Luna piena che cade all’interno di questo mese.
In Ottobre, infatti, abbiamo avuto una prima Luna piena il giorno 3 ed il giorno 30 avremo la seconda.

E’ un’evento raro?
No, astronomicamente non è nemmeno un evento… accade circa ogni 3 o 5 anni.

Perché se ne parla tanto?
Ultimamente è diventato di gran moda dare nomi stravaganti alle serate di Luna piena, spesso facendo ricorso a calendari legati alle tradizioni contadine e spesso di tradizioni legate a paesi lontani dall’Italia.

Porta sfortuna?
Beh… siamo nel 2020, cosa potrebb………………….. 🤪

Non vale la pena guardarla quindi?
Vale sempre la pena di osservare una Luna piena! Poi è una buona occasione per carcare le ultime stelle cadenti legate allo sciame meteorico delle Orionidi, che sono il pulviscolo lasciato dalla coda della mitica Cometa di Halley… certo, il bagliore lunare non sarà di grande aiuto.

Marte in opposizione il 13 ottobre

Marte in opposizione il 13 ottobre

🟠 Il Pianeta Rosso 🟠
 
Oggi Marte sarà incredibilmente più luminoso del solito e lo sarà perché si troverà in “opposizione”.
 
Cosa significa opposizione?
è il momento, in cui Sole, Terra e Marte sono allineati, con la Terra tra di essi; il pianeta, e la nostra stella, si trovano quindi da parti opposte rispetto a noi. Questa situazione prende nome di opposizione. Si noti che questa definizione non vale solo per Marte ma si applica a tutti i pianeti esterni, che sono quelli più lontani dal Sole rispetto alla Terra (Marte, poi Giove, Saturno, Urano e infine Nettuno).
 
Ogni quanto si verifca?
per Marte il periodo sinodico (il tempo che occorre affinché un
pianeta torni nella stessa configurazione rispetto alla Terra) vale all’incirca 2 anni e 2 mesi. Siamo quindi già in grado di calcolare che la prossima opposizione si avrà nel dicembre 2022, anche se sarà un’opposizione afelica e quindi abbastanza differente da quella di questo mese che è di tipo perielico.
 
Nel 2018 quindi ne abbiamo avuta un’altra?
Si, in quel caso si parlò di “Grande Opposizione” perché fu in assoluto la più favorevole in fatto di distanza, ma questione di poco. In quell’occasione, tra l’altro, l’opposizione si verificò durante un’eclissi totale di Luna in piena Estate alla fine di Luglio.
 
Quindi è un evento ripetibile ogni 2 anni?
tecnicamente si, ma cambia di volta in volta la distanza che ci separa da Marte e ciò influisce sul diametro “apparente” del Pianeta visto dalla Terra. Le prossime opposizioni avverranno a distanze maggiori.
 
Come posso osservare questo fenomeno?
Ad occhio nudo è sicuramente il sistema più semplice di tutti. Alle 19:00 comparirà ad est sull’orizzonte per salire alto con il passare delle ore. La visione ottimale inizierà dalle 21:00 in poi.
Per una bella visione ovviamente sarebbe necessario un telescopio e chi ne potrà disporre godrà di un bello spettacolo. Uno strumento amatoriale di medie dimensioni potrebbe già fornire qualche dettaglio della sua superficie come ad esempio la calotta polare di ghiaccio secco che colora di bianco la regione polare.
Anche un binocolo può essere d’aiuto, ma le ridotte dimensioni di Marte relegano questo Pianeta ad oggetto apprezzabile solo con molti ingradimenti a disposizione.
 
Come posso riconoscere Marte nel cielo?
Molto semplice, ad occhio nudo basterà cercare la “Stella” (che stella non è), arancione più luminosa del cielo ad Est/Sud-Est. Marte si trova in una porzione di cielo abbastanza povera di stelle luminose, quindi sarà semplice da individuare. Si trova nella costellazione dei Pesci ed il colore è inconfondibile.

 
Come sarà il cielo?
Meteorologicamente parlando avremo un bel cielo sereno, al massimo qualche piccola nuvola che in breve libererà il campo. L’importante è non fare notte fonda poiché arriverà una perturbazione piovosa.
 
A che distanza si troverà?
a “solamente” 62.708.000 Km 😉
 
La fotografia di Marte che vedete qui postata è stata scattata da Beppe Dallari pochi giorni fa ed è pubblicata nella sua pagina astronomica amatoriale News dal CGA che vi consigliamo di visitare. Una pagina piacevole che ci mostra con semplicità che immagini astronomiche di buon livello sono alla portata di tutti… basta un po’ di pratica e tanta passione.

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Dott. Matteo Benevelli