Scontro spaziale tra ISS e cometa Neowise

Scontro spaziale tra ISS e cometa Neowise

☄️? Scontro spaziale ?☄️
 
Le previsioni meteo non sono delle migliori, ma per chi da giorni è a caccia della cometa Neowise con scarso successo, avrà un alleato in più… la Stazione Spaziale Internazionale.
 
Questa sera, infatti, alle 23:32 la Stazione transiterà “dentro” la chioma della Cometa! (in senso figurato… non letterale… la cometa dista da noi 103.000.000 di Km, mentre la Stazione Spaziale “solamente” 423 Km).

Questo passaggio sarà preceduto alle 21:55 da un altro passaggio ristretto tra i due oggetti in cielo. In questo caso la ISS passerà più lontano, ma in prossimità della cometa transiterà un satellite “spia” chiamato FIA Radar 4 che con moto retrogato (ovvero contrario alla rotazone terrestre e contrario al moto della ISS), passerà in prossimità del nucleo della cometa.


I dettagli del progetto Future Imagery Architecture (FIA), iniziato nel 1999, sono stati resi pubblici da Edward Snowden nel 2013 con tanto di nome in codice “Topaz” e si evince che si tratti di satelliti per la raccolta di immagini notturne e diurne con dettagli sub-metro per responsabili militari e politici.

 
Ottima occasione, quindi, per poter scattare una fotografia o per cercare la cometa con l’ausilio di un binocolo. Dovete cercare una stellina sfocata, difficile da mettere a fuoco proprio perché circondata da una nuvola di gas e polveri. Nuvola che si prolunga sopra di lei in direzione Nord.
 
Incrociamo le dita perché il cielo sia dalla nostra.

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 Dott. Matteo Benevelli

Arriva la Cometa Neowise C/2020 F3

Arriva la Cometa Neowise C/2020 F3

Dopo tante delusioni, come le comete Atlas (C/2019 Y4) e Swan (C/2020 F8) i cui nuclei si sono frammentati prima del passaggio vicino al Sole, ora potremo rifarci con la cometa Neowise (C/2020 F3) che è sopravvissuta all’incontro ravvicinato con la nostra Stella.

La cometa C/2020 F3 (Neowise) è una cometa scoperta il 27 marzo 2020 dal telescopio spaziale NeoWise (Near-Earth Object Wide-field Infrared Survey Explorer), da cui prende il nome.


Immagine della Cometa “Neowise” C/2020 F3 scattata all’alba del 06 Luglio 2020 dal fotografo Casalgrandese Michele Sensi.

La cometa è arrivata ad una distanza minima di 44 milioni di km dalla nostra stella, sopportando una temperatura superficiale di circa 260 °C, ma il nucleo ha retto all’intensa attività di sublimazione e non si è frammentato. Al perielio la velocità della cometa era di 79 km/s, un valore circa 10 volte superiore a quella della Stazione Spaziale Internazionale.

Al momento le osservazioni ci dicono che la cometa è di magnitudine apparente +1, ossia brilla come una stella di prima grandezza, e mostra una bella coda di polveri che appare di colore giallastro perché riflette la luce solare. Secondo le previsioni, basate sulla estrapolazione della curva di luce osservata, dovrebbe restare visibile a occhio nudo fino al 1 agosto 2020.

Ma vediamo

Dal 6 al 10 luglio la cometa sarà meglio osservabile all’alba, bassa sull’orizzonte di nord-est verso le 4 del mattino (ora estiva).
A partire dall’11 luglio sarà preferibile osservarla alla sera bassa sull’orizzonte di nord-ovest, fra le 21 e le 24 (ora estiva).
Fra il 14 e il 15 luglio la cometa diventerà circumpolare per il nord Italia, ossia potrà essere seguita per tutta la notte: la Neowise sarà visibile alla sera dalle ore 21 (estiva) a circa 17° di altezza sull’orizzonte di nord-ovest, passerà alla culminazione inferiore attorno all’una di notte, poi tornerà a salire sull’orizzonte fino a raggiungere i 12° di altezza verso l’alba.
Il periodo di visibilità circumpolare durerà fino al 23 luglio, poi la visibilità serale prevarrà definitivamente su quella mattutina per l’effetto combinato dell’allontanamento della cometa dal Sole e il moto orbitale della Terra.
Fra il 22 e il 23 luglio la Neowise si troverà alla minima distanza dalla Terra di 104 milioni di km, ma essendo già in fase di allontanamento dal Sole sarà osservabile come un astro di magnitudine +4,5.

In sostanza la Neowise è visibile a occhio nudo e sarà facilmente osservabile alla sera da metà luglio fino all’inizio di agosto. Va però detto che non salirà di molto sopra l’orizzonte, quindi l’osservazione potrebbe essere ostacolata dalle luci dei centri abitati, pertanto vi consigliamo di spostarvi in luoghi più bui ed in cui l’orizzonte e libero da ostacoli. Oppure potrete osservarla al mattino fino al 20-23 luglio.

Appuntamento con la storia per la Crew Dragon

Appuntamento con la storia per la Crew Dragon

Tantissimi nostri utenti probabilmente non sanno di cosa stiamo parlando, ma questa sera (mercoled’ 27 maggio 2020), dalla storica rampa Pad 39/A (che vide il lancio dei famosi vettori Saturno V e degli Space Shuttle), decollerà una nuova navetta chiamata Crew Dragon. Navetta che per la prima volta trasporterà verso la Stazione Spaziale Internazionale un equipaggio umano. Non accadeva dai tempi dello Space Shuttle che un equipaggio umano non partiva per lo spazio dal suolo americano con un mezzo americano. La portata storica dell’evento non è solo dettato dal fatto che si tratti di un lancio del tutto americano, ma anche dal fatto che a fornire razzo e capsula è un’azienda privata, la Space X di Elon Musk, quella degli Starlink di cui abbiamo spesso parlato sulla nostra pagina Facebook.

Salvo imprevisti meteo (che non ci sentiamo di escludere), il lancio avverrà alle 22:33 da Cape Canaveral in Florida e 22 minuti dopo si troverà già sulle nostre teste. Alle 22:55, infatti, la capsula potrebbe sorvolare l’Italia ed essere visibile anche dalla nostra provincia!
   

In tal caso la capusala dovrebbe raggiungere una magnitudine (luminosità) tale da poter essere vista ad occhio nudo. Alle 22:57 si avvicinerà alla Stella Polare e poco dopo si spengerà poiché entrerà nel cono d’ombra della Terra, pertanto non potrà più riflettere i raggi del Sole verso di noi rendendosi invisibile.

I due astronauti scelti dalla NASA per la missione sono Douglas Hurley e Robert Behnken e partiranno per una missione di media durata, che va dai 30 ai 119 giorni. Il giorno del loro rientro verrà deciso in base ai dati che ricaveranno dalla Dragon, soprattutto sullo stato dei pannelli solari, l’elemento strutturale più critico della capsula. Per godersi i momenti cruciali del lancio (che sarà trasmesso dalla Nasa qui).


Douglas e Behnken si sono addestrati per molti mesi all’utilizzo degli innovativi comandi a bordo della navicella, soprattutto per il fatto che essa è comandata da grandi monitor touch-screen e non più da una moltitudine di bottoni e leve come in passato (se volete sapere di cosa stiamo parlando, potete addestrarvi sul simulatore appositamente creato dalla Space X per voi a questo link). Per non parlare, poi, dell’addestramento alle varie mansioni che dovranno effetuare a bordo della Stazione Spaziale Internazionale tra cui, probabilmente, una passeggiata spaziale.

Una volta arrivata in orbita e sganciata dal secondo stadio, la Dragon inizierà il suo viaggio in solitaria verso la Iss, un viaggio che durerà circa 19 ore. Siccome si tratta ancora di un volo dimostrativo, l’equipaggio dovrà effettuare diversi controlli sui sistemi di navigazione. A 150 metri dalla Iss, Behnek e Hurley assumeranno il controllo manuale della capsula, per testarne gli innovativi comandi. Il controllo manuale servirà per simulare un’avaria alla “guida autonoma” della capsula, senza però eseguire il docking finale, che tornerà a essere affidato al pilota automatico.

A differenza dalla capsula russa Soyuz, la Crew Dragon è progettata per atterrare in mare aperto, come avveniva per le capsule Apollo che portarono l’uomo sulla Luna. SpaceX ha testato a lungo questa procedura grazie agli otto anni di esperienza con le capsule Cargo Dragon, che portavano rifornimenti sulla Iss , rientrando poi al largo della California
La versione crew della Dragon effettuerà una manovra molto simile, però l’ammaraggio avverrà difronte le coste della Florida.
Prima di impattare contro l’atmosfera però, verrà sganciato il trunk, la sezione con i pannelli solari, liberano lo scudo termico.

Una volta rientrata in atmosfera, la capsula sfrutterà i suoi sei paracadute. Inizialmente se ne apriranno due, denominati drag parachute, che ridurranno di molto la velocità di caduta, quindi si apriranno i quattro principali. L’azienda di Musk ha eseguito con successo 27 test su queste componenti, realizzate in Zylon, un materiale molto più resistente del nylon.

In fine due navi della flotta di Space X sono state modificate in modo da recuperare la capsula al rientro. Sono anche dotate di una piattarforma per il decollo di elicotteri, utilizzato per trasportare gli astronauti nell’ospedale più vicino in caso di emergenza.

Grazie a questo lancio, avrà ufficialmente inizio l’era dell’esplorazione spaziale partecipata da aziende private. Un traguardo fondamentale in ambito economico e geopolitico.

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Ci saluta definitivamente anche la Cometa Swan

Ci saluta definitivamente anche la Cometa Swan

Non ce l’ha fatta a resistere alla forte pressione esercitata dall’avvicinarsi al nostro Sole. La cometa C/2020 F8 (SWAN) si sta avvicinando alla nostra Stella, raggiungendo il perielio il 27 maggio, ma la sua luminosità è calata di molto e ciò è il chiaro sintomo che qualcosa non è andato come doveva.

Sorte analoga a quella della sua collega precedente, la cometa C/2019 Y4 (Atlas), che ad inizio Aprile si è spezzata in più frammenti (vedi immagine qui sotto) dopo un veloce aumento di luminosità che faceva ben sperare il pubblico. Gli esperti di comete, però, sanno molto bene che aumenti bruschi di luminosità quando queste devono ancora raggiungere il perielio sono spesso un cattivo segnale. Il nucleo delle comete è composto da polveri e rocce molto volatili e poco coese, spesso con molto ghiaccio. Corpuscoli di pochi chilometri di diametro subiscono dei forti shock quando si avvicinano al nostro caldo e radioattivo Sole.


Una volta persa ogni speranza per la cometa Atlas, gli appassionati di astronomia riponevamo grandi speranze nella cometa Swan (il nome è dovuto al fatto che è stata scoperta in un’immagine scattata dalla fotocamera SWAN il 25 marzo 2020 a bordo del telescopio spaziale SOHO), perché si dimostrava piuttosto luminosa fin dai primi giorni della sua scoperta. Per via della sua orbita inclinata, gli osservatori dell’emisfero australe sono stati i primi a poter ammirare la Swan, che esibiva una bella coda (vedi immagine qui sotto del 01 maggio 2020) e un costante incremento in luminosità per tutto aprile, con un importante salto alla mag. 5,2 verso fine mese che faceva presagire un picco intorno alla mag. 2,8 verso il 21 maggio, poco prima del passaggio al perielio, previsto per il 27 dello stesso mese.

Come detto in precedenza, però, aumenti così repentini sono un grosso rischio… specie per comete che sono al loro “primo approccio” con il nostro Sole. Negli ultimi giorni, però, la luminosità è calata di molto. Di per sé non è un evento grave, ma il brusco declino degli ultimissimi giorni ne conferma la quasi definitiva estinzione. L’immagine di copertina ci mostra il nucleo della cometa il 22 maggio 2020, già molto debole e difficile da percepire.

Purtroppo la Swan e l’Atlas si aggiungono alla lunghissima lista di “comete del secolo” annunciate e che si rivelano un fiasco sul più bello. Per vedere una cometa lontanamente paragonabile alle splendide Hale-Bopp e Hyakutake (1997 e 1996), dovremo attendere ancora un po’… speriamo di non dover attendere la cometa di Halley che passerà solamente nel luglio del 2061!

Per consolarci, però, va detto che per via della sua orbita la cometa Swan non ci avrebbe potuto regalare un grande spettacolo, poiché la sua inclinazione non l’avrebbe fatta salire di molto sopra l’orizzonte al tramonto, quindi la luce del Sole appena sotto l’orizzonte ne avrebbe reso difficoltosa la visione ad occhio nudo… sarà per la prossima.

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Dott. Matteo Benevelli

 

I bolidi di Capodanno nei cieli reggiani

I bolidi di Capodanno nei cieli reggiani

Nelle ultime ore ha suscitato grande interesse il luminoso bolide che la sera di Capodanno ha rischiarato il cielo sulla Pianura reggiana. Alle 19:26:54 del 1° gennaio un bolide ha fatto la sua comparsa su Reggio Emilia spostandosi molto velocemente verso Mirandola (MO).

Cos’è un Bolide?
Bolide non è un termine scientificamente riconosciuto, ma si tratta di una meteora molto luminosa, d’intensità superiore a quella visiva del pianeta Venere (visibile in queste serate al tramonto ad ovest). Una meteora è a tutti gli effetti quella che comunemente chiamiamo “stella cadente”, ovvero un corpo roccioso extraterrestre che entrando a contatto con la nostra atmosfera si ionizza e si sgretola nel cielo senza lasciare traccia di sè.

(Immagine di repertorio di un bolide ripreso dal fotografo casalgrandese Michele Sensi)

E se lasciase traccia di sè?
Significherebbe che i suoi frammenti riuscirebbero a raggiungere il suolo e da quel momento in poi non si parla più di meteora ma di meteorite.

Cos’è accaduto sui cieli reggiani a Capodanno?
La sera di Capodanno si sono verificati ben due di questi eventi astronomici! Non si tratta di eventi rari, ma sicuramente il fatto che siano accaduti sul nostro cielo rende il tutto più suggestivo. Un primo alle 19:26:54 che dalla periferia nord-est di Reggio Emilia si è spinto verso Mirandola nel modenese ed un secondo alle 20:51 sull’Appennino parmense nei pressi della Val Taro, ma comunque visibile anche dalla nostra provincia.
Il primo bagliore è stato emesso ad una quota di circa 76 Km tra Reggio Emilia e Correggio, per poi estinguersi a 21,7 Km d’altezza a Rovereto sul Secchia ad una velocità di circa 12 Km/s.

Che ne è stato del bolide che è transitato su Reggio Emilia?
Secondo i calcoli svolti dall’Istituto Nazionale di Astrofisica (INAF) qualche frammento potrebbe aver raggiunto il suolo e la zona interessata dalla caduta è quella del paesino di Disvetro, pochi km a nord-ovest di Cavezzo (Modena). La zona di incertezza è di circa 2,2 × 1,5 km.

I frammenti possono essere pericolosi?
No, niente di minaccioso, la stragrande maggioranza è composta da minerali quali il Ferro ed il Nichel, motivo per cui si chiede la massima cura per chi manipola queste rocce, dal momento che possono ossidare (arrugginire) molto velocemente e deteriorarsi. Riconoscerli non è per niente semplice pertanto l’INAF si raccomanda che: “Se qualcuno, abitante in zona, si imbattesse in un piccolo sasso ricoperto da una patina scura e con gli angoli smussati lo segnali a PRISMA (prima di raccoglierlo seguite queste ISTRUZIONI), inviando una foto all’email: prisma_po@inaf.it. Potremo verificare se si tratta di una sospetta meteorite o di una pietra comune. Nel primo caso andranno fatte ulteriori analisi in laboratorio. Va detto che le meteoriti non classificate sono prive di valore commerciale, quindi affinché il ritrovamento valga qualcosa il frammento deve prima essere analizzato e classificato dai ricercatori dell’INAF o dell’Università: non tenete nel cassetto una sospetta meteorite!

Da dove proveniva questa roccia?
Secondo i calcoli svolti dall’INAF parrebbe che la roccia in questione arrivasse dalla fascia degli asteroidi presente tra Marte e Giove. In questa zona si trova un sacco di materiale roccioso dalle dimensioni più varie che vanno dai pochi millimetri a qualche chilometro… fino ai quasi 1.000 Km di diametro come il pianeta nano Cerere. Si tratta di materiale che non è riuscito ad aggregarsi formando un pianeta per via delle interferenze gravitazionali esercitate dal Sole (da una parte) e dal gigante gassoso Giove (dall’altra). Queste rocce quando si scontrano tra di loro o vengono turbate in qualche modo dalla propria orbita ellittica attorno al Sole possono dirigersi verso il sistema solare interno fino ad arrivare a scontrarsi con la Terra (come in questo caso).

C’è da preoccuparsi?
Assolutamente no, eventi del genere accadono spesso e continueranno ad accadere. I corpi rocciosi più minacciosi vengono costantemente monitorati da Terra e se ne conosce già l’orbita e le possibilità d’impatto che essi potrebbero avere con il nostro pianeta.

Come mai si sono verificati due eventi in così poco tempo nella stessa zona?
Casualità, in qualunque momento dell’anno siamo interessati da sciami meteorici, solo in questi giorni di gennaio sono in corso almeno 5 sciami differenti tra cui le Quadrantidi che possono arrivare ad un picco di ben 120 meteore all’ora! (le Perseidi di agosto arriveranno attorno alle 90 meteore per ora)
Gli sciami periodici, però, sono spesso legati all’attraversamento da parte del nostro Pianeta di una nuvola di polveri lasciate dal passaggio precedente di Comete. Ovvero anno attraversassimo la nuvola di detriti lasciata dietro il suo passaggio dalla coda di una Cometa.

Hanno valore commerciale i meteoriti?
Certamente, ma devono essere riconosciuti come tali da un ente scientifico credibile. Ve ne sono di molto costosi e di molto economici a seconda della rarità dell’oggetto, del peso, della sua natura, dal luogo del ritrovamento, delle caratteristiche morfologiche che manifesta, ecc… Per darvi un’idea un grammo del meteorite Dar El Gani 400 di origine lunare può valere attorno ai 600 euro, ma un grammo è veramente piccolo in termini di dimensioni. Altri più comuni possono essere acquistati anche con qualche decina di euro (ad esempio quelli classificati NWA, ovvero North West Africa, luogo dove se ne trovano in gran numero ma fate sempre attenzione al venditore!).
Il frammento che potete vedere nelle due immagini qui sotto è un meteorite della nostra collezione privata ed è stato trovato pochi chilometri a nord della città polacca di Poznan a Morasko. Mostra ancora la crosta di fusione al suo esterno e tagliato in sezione anche le pieghe di deformazione dovute all’ingresso nella nostra atmosfera ed un po’ di ossidazione del Ferro contenuto.

 

 

 

 

 

(Video del bolide caduto tra Reggio Emilia e Mirandola)

Ed i primi frammenti sono stati già raccolti a ponte Motta, è stato il signor Davide Gaddi di Mirandola in compagnia della sua cagnolina Pimpa che li ha fiutati nell’erba nei pressi dell’ex discoteca Spirity club di ponte Motta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il signor Gaddi ha contattato gli astrofisici dell’INAF che accorsi sul posto hanno confermato il ritrovamento e la natura extraterrestre della roccia in questione che mostra chiari segni di ablazione da attraversamento dell’atmosfera terrestre. I ricercatori confermano che si tratta di frammenti di notevole dimensione.


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   Dott. Matteo Benevelli

Alcune delle nostre fonti ed immagini sono state tratte dal sito ufficiale della rete PRISMA dell’INAF, le foto del bolide sulla Pianura sono del fotografo casalgrandese Michele Sensi, il meteorite Morasko è della nostra collezione privata ed è stato mostrato ad esempio di un campione di meteorite ferroso.

Torna la ISS nel cielo di Settembre

Torna la ISS nel cielo di Settembre

La Stazione Spaziale Internazionale (ISS) torna a mostrarsi nel cielo della nostro provincia. Le occasioni per osservarla luminosa nel cielo saranno varie, pertanto non avete scuse per non riuscire ad osservare almeno un passaggio di questa meraviglia dell’ingenieria che vola a 400 Km di quota ed attualmente comandata dal nostro astronauta Luca Parmitano.

Si parte questa sera con due passaggi visibili, rispettivamente, alle ore 19:50 ed alle ore 21:26 ma vi diciamo fin da subito che non saranno due passaggi semplici… ma andiamo per gradi:

1° Passaggio
Piuttosto semplice da osservare se siete in grado di riconoscere Giove e Saturno in cielo, altrimenti guardate verso sud poco sopra l’orizzonte dalle 19:47 e noterete un puntino molto luminoso muoversi velocemente basso verso ovest. La luce sarà continua, intensa e non lampeggiante!
Non sapete riconoscere Giove? Beh… nessuno può farvene una colpa, sono pochi quelli che lo sanno. Semplificando possiamo dirvi di guardare verso sud appena (fa buio) la stella più luminosa del cielo. Se la fissate noterete che non emmette una luce “tremolante” come le altre stelle, questo perchè si tratta di un Pianeta! Giove, appunto, che alla sua sinistra ha un’altra stella più debole che presenta le medesime caratteristiche…….. questo perchè è anche lei a sua volta un Pianeta!…. Saturno e la ISS transiterà sotto di loro tra le 19:47 e le 19:49

2° Passaggio
Questa volta occhi puntati verso il punto dove tramonta il Sole, ovvero Ovest-Sud-Ovest poco distante da Giove che sta a sua volta tramontando. Dalle 21:23 noterete una luce bianca che in breve tempo salirà alta in cielo ed aumenterà gradualmente la sua luminosità. Purtroppo poco prima di culminare sulle nostre teste si spegnerà improvvisamente.
Per quale motivo? Perchè la curvatura della Terra, che è rotonda e non piatta 😉 , proietterà la sua ombra sulla Stazione. In sostanza vedremo il momento in cui il Sole tramonta per l’equipaggio della Stazione Spaziale che si trova 400 Km più in alto di noi.

I prossimi passaggi

Non vi tormenteremo con un articolo al giorno, pertanto vi pubblichiamo una tabella con tutti i prossimi passaggi visibili dalla nostra provincia fino alla fine del mese di Settembre.
Potete anche seguirci sulla nostra pagina Facebook dove spesso metteremo le cartine. Altrimenti potete trovare tutti i dati a questo link. dove, cliccando sulle singole date vi appariranno le carte del cielo con il tracciato del passaggio della ISS.

Buon divertimento e buona caccia!

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Dott. Matteo Benevelli