Il muro di Stau sul nostro Crinale

Il muro di Stau sul nostro Crinale

👩‍🏫 Angolo della Didattica 👨‍🏫
 
Perché sul nostro Crinale sono presenti delle nuvole e in Collina c’è più caldo che in Pianura?
 
Oggi siamo in presenza di una corrente d’aria dominante che soffia dal Golfo di Liguria verso la nostra provincia, per poi proseguire il suo percorso verso nord-est in direzione Romagna.


L’aria che arriva dal mare è carica di umidità, sollevandosi per riuscire a valicare le montagne si libera del vapore acqueo che ha in carico manifestandosi sotto forma di nuvola (muro di Stau).
In questa fase l’aria si libera di molta umidità in carico.
Una volta scavalcato l’ostacolo (il nostro Crinale), questa alleggerita scende lungo l’Appennino e riprende la sua corsa. In questa discesa si comprime riscaldandosi di circa 1°C ogni 100 metri di caduta.
Tuttavia nei fondovalle e in Pianura l’aria è più pesante, fredda e umida, quindi difficile da spostare. Per tale ragione l’aria in discesa si ritrova a dover “galleggiare” forzatamente su questo cuscinetto e prosegue il suo viaggio verso la Romagna senza scaldare e asciugare le zone più basse della nostra provincia.
 
Se ne deduce, quindi, che in Pianura il vento è assente, le temperature molto rigide con la formazione di una vera e propria “cupola” stagnante di aria inquinata e foschie.

Questo è il concetto alla base dell’inversione termica in regime di correnti d’aria dal mar Tirreno. In condizioni normali avremmo un vento caldo di Garbino (Libeccio) che potrebbe far salire i termometri oltre i 20°/30°C in Pianura.

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

Aria pessima e si vede

Aria pessima e si vede

Le perturbazioni continuano a latitare dal nostro territorio ed il freddo intenso presente sulla Pianura non aiuta di certo a migliorare la qualità della nostra aria. Il vento che dal centro Europa o che dall’Atlantico tentano di raggiungere il nostro territorio vengono deviati dalle Alpi e nel caso in cui queste riescano a valicarle attraverso le valli non riescono a raggiungere le basse quote per via di un pesante e coriaceo “cuscinetto” di aria fredda che resiste agli attacchi del vento che risulta essere più caldo e leggero dell’aria in loco.
Per tale ragione abbiamo avuto giornate dominate da inversione termica, ovvero da temperature più calde in Appennino rispetto alla Pianura.

I dati che arrivano dalle centraline sparse in Regione sono poco confortanti, specie per chi abita in quella porzione di territorio che va dal fiume Po alle prime Colline che è letteralmente immerso in una “nebbia di smog” ben visibile dallo spazio, come si può vedere dall’immagine satellitare di copertina.

Polveri sottili
Questa è la voce peggiore per la Pianura dove nella seconda metà della settimana scorsa si è assistito ad un aumento repentino dello smog con il superamento dei limiti di legge. L’inversione termica e l’assenza di vento hanno peggiorato la situazione, così come l’incendio avvenuto Domenica sera nel deposito degli autobus della SETA a Reggio Emilia che seppur minimo ha avuto un impatto che si ripercuoterà nella settimana entrante.
Polveri sottili in aumento anche in Montagna dopo la dipartita dell’inversione termica, ma su valori più che accettabili per il momento.

Ozono
Concentrazioni abbastanza alte in Montagna e valori inferiori in Pianura. Questo inquinante risente molto della presenza delle nuvole che quando coprono efficacemente il Sole ne diminuiscono la formazione. Per via della variabilità dei giorni scorsi le concentrazioni non hanno avuto grandi sbalzi e si sono mantenute costanti.


Biossido di Azoto
A metà della settimana scorsa abbiamo avuto un picco di aumento delle concentrazioni sulla fascia Pedecollinare riscontrabile in parte anche in Pianura, mentre in Città i valori si sono mantenuti costanti. Valori abbastanza alti che probabilmente trovano un riscontro nell’aumento del traffico stradale.

Benzene
Aumento delle concentrazioni nella seconda metà della settimana a riprova di quanto detto per il Biossido di Azoto. Traffico veicolare in aumento, quindi, con punte piuttosto alte e paragonabili alle altre città emiliane di ben più popolate e trafficate della nostra.

Tendenze per la settimana in corso
I primi giorni della settimana saranno caratterizzati dalla presenza di giornate abbastanza stabili tra momenti di Sole alternati a momenti di cielo coperto o molto nuvoloso. Ciò favorirà un ristagno delle condizioni che agevoleranno l’aumento di polveri sottili su tutta la provincia. Le concentrazioni di Ozono dovrebbero mantenersi stabili o in lieve aumento. A metà della settimana una perturbazione potrebbe farci visita e grazie alle piogge previste ci si aspetta un miglioramento parziale della qualità dell’aria, niente di eccezionale ma un po’ di respiro si.

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli

La qualità dell’aria nei primi giorni del 2021

La qualità dell’aria nei primi giorni del 2021

🌬 Qualità dell’aria 🌬
La settimana che ci siamo appena lasciati alle spalle non è stata buonissima su tutta la provincia, ma tutto sommato non ci possiamo lamentare. Le polveri sottili hanno inficiato un po’ la qualità in Pianura, mentre in Appennino è stato l’Ozono a fare la sua parte.
Polveri sottili
La prima parte della settimana è stata piuttosto buona su tutto il reggiano ad eccezione degli ultimi 3 giorni in Pianura. A sud della via Emilia, invece, la neve caduta domenica ha dato una mano nel ripulire l’aria.
Ozono
In Pianura fino alle prime Colline la situazione è buona, le concentrazioni aumentano salendo di quota in Montagna. La presenza delle nuvole ci ha aiutati. Il calo termico di questi giorni ha favorito un ulteriore graduale calo delle concentrazioni.
Biossido di Azoto
Concentrazioni abbastanza basse nei primi giorni della settimana per poi vedere un rialzo nella seconda parte del periodo. Inquinante che vede nel traffico veicolare ed il riscaldamento domestico alcune delle sue componenti principali. Valori molto bassi in Montagna.
Benzene
A riprova di quanto detto per il Biossido di Azoto anche il Benzene è in crescita. Concentrazioni molto alte in Città nonostante le limitazioni negli spostamenti dovuto all’emergenza Covid-19, sintomo del fatto che, probabilmente, la mobilità dei reggiani non è diminuita come si pensi.
Tendenza per la settimana entrante
Meteorologicamente ci aspetta un periodo un po’ più tranquillo di quello appena concluso. Il Sole tornerà protagonista e ciò favorirà un’accumulo di Ozono. Le temperature minime piuttosto rigide ci obbligeranno ad un utilizzo più intenso del riscaldamento a scapito delle Polveri Sottili e di un po’ di Biossido di Azoto. In fine il traffico veicolare dopo le festività riprenderà a pieno regime.
E’ lecito, quindi, attendersi un peggioramento della qualità dell’aria un po’ su tutti i settori della provincia. Un po’ di brezza dai settori occidentali potrebbe ritardare un po’ lo sforamento dei limiti di legge per le Polveri Sottili.

WWW.METEOREGGIO.IT
 Dott. Matteo Benevelli

Buon 2021

Buon 2021

🎊⌛️ Felice Anno Nuovo ⌛️🎊

GENNAIO
Alle 19:26:54 del 1° gennaio un meteorite è apparso nel cielo della nostra provincia, meteorite che verrà ritrovato pochi giorni nei pressi di Cavezzo (MO) da una cagnolina di nome Pimpa.

FEBBRAIO
Il nostro sito si arricchisce di nuove webcam installate presso il Castello di Viano. Un nuovo strumento in una posizione di grande fascino che ci permette di controllare la fascia Pedecollinare in tempo reale.

MARZO
Alla fine del mese il cielo si colora di tinte rosate per l’arrivo di una strana corrente d’aria che spinge verso la nostra provincia la sabbia del deserto dell’IRAN. Polveri sottili alle stelle, ma per una volta non è colpa dell’uomo.

APRILE
Il Lockdown in atto ha ripercussioni positive sulla qualità dell’aria della nostra Pianura che vede un crollo dei principali gas inquinanti che ogni giorni ci circondano.

MAGGIO
Negli Stati Uniti viene lanciata dopo molti anni una capsula con due astronauti diretti verso la ISS. Questa missione sorvolò anche la nostra provincia emozionando tantissi
mi nostri utenti che seguirono dal vivo il passaggio della Stazione Spaziale Internazionale inseguita dalla Crew Dragon.

GIUGNO
Prima fase del mese che vede temperature tutto sommato buone e nella media per via dello sviluppo di temporali pomeridiani che le condizionano direttamente.

LUGLIO
Arriva in cielo la Cometa Neowise, in assoluto la cometa più bella degli ultimi decenni. Probabilmente l’evento più bello del 2020, al quale anche delle fantastiche nubi nottilucenti fecero da cornice.

AGOSTO
Un mese che vede temperature attorno alla media per buona parte del suo corso, salva un’ultima settimana decisamente rovente. Molti temporali pomeridiani hanno rinfrescato le nostre giornate.

SETTEMBRE
Fa la sua comparsa nel Mediterraneo l’Uragano (Medicane) nato dalla tempesta “Udine”. Fortunatamente non interessò il nostro territorio se non nelle fasi iniziali portando un po’ di instabilità tipica della tarda estate.

OTTOBRE
Le notti reggiane sono dominate dal pianeta rosso Marte che in opposizione brilla luminoso nel cielo e ci permette di osservarne i dettagli se dotati di una buona strumentazione ottica.

NOVEMBRE
Prime irruzioni fredde sulla nostra provincia con primi fiocchi di neve sul nostro Appennino che si ricopre di bianco.

DICEMBRE
Un mese meteorologicamente movimentato che vede ben 3 eventi temporaleschi in pieno inverno. Neve copiosa in Montagna con accumuli di oltre 1 metro già nei primi giorni.

Ogni anno è una storia a sé, questo 2020 per la nostra provincia era iniziato male con momenti di siccità e un po’ stantio, per recuperare successivamente tenendo lontano lo spettro della siccità grazie ai break temporaleschi (che hanno concentrato eventi violenti in brevi lassi di tempo, ma con una frequenza tale da rivelarsi in qualche modo efficaci nel calmierare gli effetti dell’estate). Sul finire dell’anno, poi, ha fatto il suo arrivo la neve in Montagna e lo sta facendo con una certa costanza, cosa non avvenuta nei mesi di gennaio/febbraio/marzo.

Se a livello “locale” le cose non sono poi andate così male, a livello “globale” le criticità sono state tante: incendi in Siberia, nell’Amazonia, nella costa occidentale degli Stati Uniti, un’interminabile serie di Uragani, riscaldamento dei poli, siccità, …

Il 2020 è stato un anno difficile, ma che ci insegnerà tante cose, dovremo fare tesoro delle nuove esperienze fatte per affrontare le nuove difficoltà con le quali dovremo confrontarci in futuro.

Auguriamo a tutti voi un felice 2021!

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli e Fabio Casolari

Chiudiamo il 2020 con una vignetta del 1984 di Snoopy, una vignetta amaramente vera e tristemente ironica letta 36 anni dopo.
Riguardare il 2020 cercando gli aspetti tristi e negativi è decisamente semplice, ma proviamo a ripercorrerlo ricercando gli eventi meteo/naturalistici/astronomici che ci hanno riguardato:

A-68 A si è spezzato

A-68 A si è spezzato

Poco più di un mese fa vi avevamo parlato in un nostro articolo del lungo viaggio dell’iceberg A-68 A che da più di tre anni vaga al largo dell’Antartide dopo il suo distacco nel luglio del 2017 dalla piattaforma Larsen C nella Penisola Antartica. Vi parlammo anche della minaccia che questo potesse impattare con l’isola Georgia del Sud, un vero e proprio paradiso della biodiversità a quelle latitudini. Ci sono stati degli sviluppi inattesi in questo periodo: in un primo tempo si sperava che il percorso preso da A-68 A lo spingesse verso nord evitando la gigantesca isola, salvo poi rimettersi in traiettoria d’impatto, poi, nella giornata di ieri (17 dicembre 2020) da satellite si è notato che il grande iceberg si è spezzato nella sua propaggine settentrionale. Come si vede dall’immagine catturata dal satellite dell’ESA Sentinel-3 un blocco di ghiaccio di 18 Km e 140 chilometri quadri di superficie si è staccato dall’iceberg principale probabilmente a causa dell’impatto con il fondale marino che in quella zona raggiunge i 200 metri di profondità (vedi immagine qui sotto). Guardando l’immagine si nota subito che l’ipotesi è più che plausibile dal momento che il blocco staccatosi si è fermato sul posto proprio in coincidenza di un promontorio sottomarino. Probabilmente questo nuovo iceberg verrà rinomiato A-68D dove D sta per 3° blocco di grandi dimensioni generatosi dal principale “A”. In precedenza, infatti, si erano staccati dal blocco principale i blocchi A-68B e A-68C. I nomi vengono decisi dall’americana US National Ice Centre. A causa di queste frammentazioni A-68A non è più l’iceberg in fluttuazione più grande del Mondo, poiché, nonostante i suoi 3.700 chilometri quadrati di estensione attuale (alla sua formazione tre anni fa misurava 5.800 Km quadri), il titolo è passato all’iceberg A-23A che si trova attualmente fermo nel mare di Weddell e misura ben 4.000 chilometri quadrati. Il timore degli scienzati, però, è che la presenza di questa immensa isola bianca al largo dell’isola Georgia del Sud possa arrecare danni ingenti alla biodiversità dell’arcipelago intero. Se A-68A dovesse stanziare o bloccarsi al largo delle isole causerà un grave calo delle temperature marine e dell’aria circostante modificando l’escosistema per anni. Ciò potrebbe causare la moria di animali sul fondale marino, di cuccioli di pinguino sulle coste e dei pulcini di molti uccelli marini che nidificano sull’isola e su quelle limitrofe. In questa immagine potete vedere il percorso intrapreso da A-68A dalla sua nascita a oggi. Le tracce azzurre presenti nel mare di Weddell, invece, sono le tracce lasciate sagli altri Iceberg che si sono succeduti dal 1978 al 2019 e campionati anche con l’aiuto dei satelliti dell’ESA ERS-1 e ERS-2. Il monitoraggio continua… WWW.METEOREGGIO.IT Dott. Matteo Benevelli

Iceberg in rotta di collisione

Iceberg in rotta di collisione

Avanza verso nord il gigantesco iceberg A-68 A, un colossale blocco di ghiaccio che si staccò dall’Antartide il 12 luglio 2017 dalla piattaforma ghiacciata Larsen C. Ve ne abbiamo parlato in una nostra news ad inizio di febbraio di quest’anno in merito alle alte temperature registrate nel continente antartico ed ora torna alla ribalta per ciò che lo aspetta.

L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) da anni mappa il movimento degli iceberg che si distaccano dall’Antartide attraverso l’uso di satelliti come ERS-1 and ERS-2. Negli ultimi 3 anni A 68 è stato monitorato dal satellite Copernicus Sentinel-1 che ne ha tracciato il percorso. Per molto tempo ha stanziato lungo le coste della Penisola Antartica nel mare di Weddell intrappolato dai blocchi di ghiaccio comunemente presenti in quella zona, poi, di recente ha accelerato (complice il gran caldo di cui vi abbiamo parlato nell’articolo di febbraio) e si è spostato verso nord. Ha aggirato le Orcadi Australi ed agganciato la potente corrente circumpolare antartica che lo sta spingendo verso l’isola Georgia del Sud.

L’isola Georgia del Sud è la principale dell’arcipelago omonimo ed ha le dimensioni di circa 160 km di lunghezza e larga dai 2 ai 40 km. Si tratta per lo più di un’isola deserta durante l’inverno ed abitata da funzionari o ricercatori durante l’estate australe, motivo per cui è da considerarsi un vero e proprio santuario per molte specie di flora e fauna, marine e terresti.

A cruise ships at anchor in Grytviken Harbour, Island of South Georgia, United Kingdom. In the foreground is the cemetery where famous explorer Ernest Shackleton is buried. To the left is the former Norwegian whaling station.

Il rischio principale, quindi, di un possibile scontro tra l’immenso blocco di ghiaccio e l’Isola (sono circa di pari dimensioni) non è derivante dall’impatto stesso (che non avverrebbe), ma dalla possibilità non remota che l’iceberg si areni davanti alle coste dell’isola principale. In tal caso il ghiaccio impiegherebbe svariati anni (si parla di 10 viste le dimensioni) per sciogliersi e ciò avrebbe un impatto devastante per il delicato ecosistema dell’intero arcipelago. Un evento simile si verificò nel 2004 quando un iceberg più piccolo denominato A38 raggiunse quella zona e vi stanziò per mesi modificando il microclima marino. Con il rilascio di acqua dolce ed il gran freddo che portò nella zona causò la morte di molti cuccioli di pinguini e foche, per non parlare dell’impatto devastante sulla vita nei fondali marini.

Il monitoraggio prosegue e l’ESA ha prodotto un’immagine frutto dei continui monitoraggi negli anni che mostra il percorso degli iceberg che si sono staccati dal continente antartico dal 1978 ad oggi, illustrando molto bene il tracciato che questi percorrono spinti dalle correnti oceaniche. Si può notare molto bene che anche l’iceberg A-68 si stà muovendo sulla stessa rotta di chi lo ha preceduto, l’augurio è che possa frammentarsi e dirigersi altrove e non devastare il fragile ecosistema dell’arcipelago della Georgia del Sud.

WWW.METEOREGGIO.IT
Dott. Matteo Benevelli