Un 2022 caldissimo per il nostro Pianeta

Un 2022 caldissimo per il nostro Pianeta

Il bilancio del 2022 a livello globale è disastroso, così come disastrosi sono stati gli ultimi 8 anni che ci lasciamo alle spalle, i più caldi di sempre.
Il nostro territorio non è immune ai cambiamenti climatici su scala globale e quest’anno ce ne siamo resi conto fin da subito. Poca neve in Appennino, poca pioggia, un anticiclone africano dietro l’altro fino al giorno di San Silvestro. Un Po quasi in secca come non si vedeva da decine di anni e questo 2023 è partito sotto il peggiore dei segni.

Il nostro Crinale è quasi a secco di neve con scarse prospettive per la prima metà di gennaio. Arriverà un po’ di pioggia in suo aiuto, ma la neve sarà la grande latitante e solo in altissima quota potrebbe vedersi qualcosa dopo l’Epifania.

I gas serra climalteranti stanno diventando un problema sempre più concreto e sempre più sotto gli occhi di tutti. Questi inquinanti bloccano l’energia del Sole all’interno della nostra atmosfera che innesca eventi meteorologici sempre più violenti ed estremi con ripercussioni per tutti noi. Quest’anno in Italia sono morte 29 persone durante i 310 eventi estremi verificatisi, di cui 22 eventi in Emilia-Romagna.

Anno dopo anno emerge sempre più il fatto che l’Europa, ed il bacino Mediterraneo in primis,sia il primo continente a fare le spese dirette di questo cambiamento in atto. Il Mare Nostrum, infatti, è sempre più caldo ed innesca sempre più spesso eventi estremi per via del grande volume di vapore acqueo immesso nella Troposfera. La vicinanza, poi, del deserto del Sahara non fa che amplificare il calore a disposizione dell’ingombrante Anticiclone Africano che anno dopo anno è sempre più prepotente e smanioso di spingersi a nord. La “cella di Hadley”, una corrente che determina solitamente le alte pressioni attorno ai 30° di latitudine nei pressi del Mediterraneo è di anno in anno sempre più energica e tende a spalleggiare quella chiamata “cella di Ferrel” situata più o meno all’altezza del centro Europa.

Le ripercussioni di questo dilatamento verso nord della Cella di Hadley è ancora allo studio dei ricercatori, ma quello che sta accadendo sul nostro stivale è sotto l’occhio di tutti. Alte pressioni continue intervallate da brevi momenti di instabilità, che spesso sono accompagnati da eventi violenti a causa di un Mediterraneo sempre più caldo.

In questa grafica del NOAA americano vediamo la situazione sul nostro continente durante l’ultima settimana del 2022. L’anomalia termica sulla nostra Provincia è di 5°/6°C superiore alla media a causa dell’Alta Pressione Africana che condiziona anche i primi giorni del 2023.

In questa grafica ECMWF vediamo il primo giorno del 2023 che ha fatto registrare record su record negativi nel cuore dell’Europa.

In questa grafica del meteorologo inglese Scott Duncan vediamo i valori registrati a Bilbao (Spagna) e Varsavia (Polonia).

Come vedete vi abbiamo mostrato diverse grafiche proprio perché le immagini parlano più di 1000 parole. Ogni anno sentiamo la politica parlare delle questioni climatiche, ma ogni anno non viene fatto nulla di concreto per intervenire realmente sul problema. Quello che sta accadendo ormai lo possiamo vedere con i nostri occhi, siccità sempre più prolungate, cicli vitali degli insetti sempre più discontinui, eventi alluvionali sempre più ricorrenti, … per citare i primi problemi che ci vengono in mente.
L’agricoltura è la prima colpita da questo poiché gli insetti possono deteriorare i raccolti, i patogeni che normalmente morirebbero con il freddo possono proliferare ed evolvere, la scarsità di acqua indebolisce le colture e le carestie potrebbero essere sempre più d’attualità.

Ma la catena, purtroppo, è molto più ampia e le ripercussioni di ogni cambiamento innesca un domino di cui ancora troppo poco si conosce.

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Dott. Matteo Benevelli

 

Neve e Siccità, una relazione molto stretta

🛰 Dallo Spazio alla Siccità 2022 🌊

Che la ricerca spaziale sia indispensabile per il monitoraggio ed il benessere del nostro Pianeta è fuori ogni discussione.

E’ stata da poco pubblicata una ricerca dell’agenzia spaziale tedesca DLR che ha analizzato 15.000 immagini delle Alpi raccolte in 37 anni di monitoraggio con il satellite Landsat.
Lo scopo di tale ricerca era capire il comportamento della neve sulle nostre Alpi e come queste si comportano in questo periodo di riscaldamento globale.

L’innalzamento delle temperature a livello globale ha fatto sì che il limite delle nevi si spingesse via via sempre più in alto. La scorsa primavera il limite delle nevicate nelle Alpi italiane era in media di 400 metri, e in alcune regioni anche di quasi un chilometro più alto del solito!
Gli scienziati hanno anche esaminato l’influenza del manto nevoso delle Alpi sulla scarsità d’acqua nel nord Italia. Quest’anno il Nord Italia ha vissuto una delle peggiori siccità degli ultimi 70 anni.

Più alto è il limite delle nevi, meno neve è presente al suolo e quindi potenziale acqua di disgelo disponibile nei nostri fiumi.
Ad esempio, in Ticino, regione di confine tra Italia e Svizzera, il limite delle nevicate nel marzo di quest’anno era di 625 metri sopra la media pluriennale. Di conseguenza, nella regione c’era il 56% di neve in meno rispetto al solito.


Nel grafico 3D vediamo quello che è accaduto nella Valle d’Aosta in questo 2022. In blu vediamo il limite della neve e in giallo vediamo il ritiro del limite delle nevi rispetto alla media degli ultimi 37 anni.

Landsat è caratterizzato da una risoluzione spaziale di 30 metri. In questo modo è possibile mappare la neve anche nel complesso terreno delle regioni di alta montagna. Poiché l’archivio Landsat va molto indietro nel tempo, è possibile creare serie temporali.

Lo sfondo della siccità nel nord Italia è stata una combinazione di temperature elevate e scarse precipitazioni nell’inverno e nella primavera del 2022, a cui sono seguite diverse ondate di caldo di matrice africana che non hanno dato tregua.

Cosa ci prospetta il 2023?
Impossibile saperlo, ma è importante adottare tutte le precauzioni del genere perché il trend ovviamente non è positivo per niente.

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Dott. Matteo Benevelli

La siccità continua

La siccità continua

🌵 Bollettino Siccità 💧

Ormai da un mesetto siamo in quella porzione di stagione in cui il nostro territorio dovrebbe riprendere a far scorta di acqua nelle proprie falde con la complicità delle piogge tipiche del post-estate.

Invece abbiamo vissuto un mese di Ottobre terribile sotto questo aspetto, con temperature esageratamente sopra la media e la quasi totale assenza di piogge degne di questo nome.
Molti apprezzano il fatto che questo ci ha permesso di risparmiare qualche euro in riscaldamento, ma su quanto accaduto c’è poco da star tranquilli. Il caldo esagerato avrà sicuramente ripercussioni negative sulla Natura che ci circonda, sui normali cicli biologici della vita di piante, animali, batteri, … ecc … l’Europa quest’anno è stata colpita molto più duramente di altre zone del Mondo, chiaro sintomo di un sempre più duraturo cappello di alta pressione che non lascia spazio alle perturbazioni atlantiche.

Il mare Mediterraneo è sempre più caldo e pronto a sprigionare la sua energia alla prima irruzione, un po’ come accaduto nelle Marche a metà settembre scorso o come visto il giorno dopo Ferragosto con la violenta perturbazione che ha causato vittime tra la Corsica e la Toscana.

La situazione idrica è da bollino rosso anche sul nostro Appennino che durante l’estate se la passava male ma non malissimo. Purtroppo il tutto è reso ancora più triste dalle notizie che si leggono sui giornali, notizie che enfatizzano il fatto che la prima neve sia caduta sulle Alpi, come se quello che è “normale” ormai è da considerarsi “eccezionale”.

Nei prossimi giorni avremo ancora la protezione di questa super-alta pressione che potrebbe favorire però la formazione di nebbie e nubi basse.
Forse la prossima settimana potrebbe arrivare un po’ di pioggia, soprattutto sul nostro Appennino, ma i modelli previsionali sono sempre molto ballerini quindi sarà meglio attendere qualche giorno prima di lanciarci in proclami.

Le curve di accumulo di pioggia sono in controtendenza rispetto alla normalità e calano invece di salire come sarebbe lecito attendersi nei periodi di Ottobre/Novembre. Nella grafica ARPAE vi abbiamo messo il raffronto tra ciò che è normale, abbondante o scarso, con l’aggiunta della curva di quanto accaduto nel famoso 2003 quando l’Europa e l’Italia furono alle prese con una violenta ondata di calore che purtroppo è stata superata dal 2022.

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Dott. Matteo Benevelli

La nuovola di Gas Metano dal Mar Baltico

La nuovola di Gas Metano dal Mar Baltico

🌍 Dal Mondo …💨

Solo noi siamo in grado di danneggiare così pesantemente un Pianeta che già ci sta presentando il conto di quello che stiamo facendo.

In queste immagini possiamo vedere distintamente dallo spazio una delle 4 falle aperte nei gasdotti Nordstream 1 e 2. Nello specifico possiamo vedere quella più vicina all’isola di Bornholm (DK). La nuvola di gas richiamata dal vortice di bassa pressione che da diversi giorni interessa la zona si è diretta verso la Scandinavia facendo schizzare in alto i grafici delle stazioni di rilevamento.

Vi ricordiamo che il metano è uno dei gas serra più potenti in assoluto circa 30 volte di più efficace dell’anidride carbonica nel riscaldare il nostro Pianeta e un evento terroristico come questo (perché non lo si può definire diversamente) è un durissimo colpo in un periodo storico dove il conto alla rovescia per intervenire sul Clima sta scadendo ed un solo passo verso la mitigazione non è stato compiuto da alcun paese.

Greenpeace ha quantificato questa emissione nel quantitativo di inquinamento prodotto da 20.000.000 di automobili in un anno in Europa.

Il quantitativo di gas climalterante fuoriuscito non è di per sé un quantitativo “esagerato”, ma non dobbiamo nemmeno cadere nel tranello dello sminuire eventi come questo perché a suo modo andrà ad accumularsi nella nostra Atmosfera facendoci compiere un passo indietro.

Il metanodotto non è in funzione, ma i tubi sono ugualmente in pressione e pertanto pieni di gas per migliaia di chilometri di estensione. Le fuoriuscite non sono riparabili quindi non ci resta che attendere l’abbassamento della pressione all’interno delle tubature.

Russia? Stati Uniti? Non importa … a rimetterci sarà l’intero Pianeta e non l’egocentrismo ed il machismo delle singole nazioni. Resta il disprezzo e la non curanza per quella che è la nostra Casa.

Immagini:
NASA – Modis
MarineTraffic

Video:
https://www.icos-cp.eu/

Elaborazione grafica:
MeteoReggio.it

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Dott. Matteo Benevelli

Rischio incendi, tutta la Regione in Arancione

Rischio incendi, tutta la Regione in Arancione

🔥 Rischio Incendi 🔥
 
Era già in vigore dal 25 giugno, nelle cinque province centro-orientali della Regione: ora lo stato di “grave pericolosità” per il rischio incendi boschivi è stato esteso a tutto il territorio regionale a partire da sabato 2 Luglio e fino al 28 Agosto.
 
Il provvedimento stabilisce il divieto assoluto di accendere fuochi o utilizzare strumenti che producano fiamme, scintille o braci, e vieta gli abbruciamenti di residui vegetali e stoppie. All’aumento dei divieti corrisponde un inasprimento delle misure di deterrenza: chi viola le norme o adotta comportamenti pericolosi potrà subire sanzioni fino a 10.000 euro. Sotto il profilo penale, è prevista la reclusione da 4 a 10 anni se l’incendio è doloso (provocato volontariamente); ma anche se l’atto risulta colposo (causato in maniera involontaria), per negligenza, imprudenza o imperizia, si può essere condannati a risarcire i danni. Va ricordato che nei territori percorsi dal fuoco, nei successivi dieci anni sono vietate le attività agricole, la caccia e la pastorizia.
 
A motivare questa decisione, è l’evidente, percepibile aggravamento di una situazione già critica, esito di un bilancio idrico assai negativo, dopo un lungo periodo caratterizzato da scarsità di piogge e di neve, e da temperature superiori alle medie stagionali, sia in pianura che in quota. L’unico aspetto positivo delle previsioni meteo riguarda la ventilazione, che resterà debole, limitando l’indice di propagazione degli incendi.
 
In caso di avvistamento di un incendio boschivo chiamare: 115 (Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco).
 
Per la segnalazione di illeciti e di comportamenti a rischio: 1515 (emergenza ambientale dell’Arma dei Carabinieri-specialità Forestale).
Parliamo dell’autunno che ci aspetta

Parliamo dell’autunno che ci aspetta

🍂🌧 Come sarà l’autunno? 🌧🍂
 
Ma come? Anche voi?
No dai…
 
Calma … sappiamo anche noi che un titolo del genere non si addice a chi fa divulgazione scientifica con un minimo di credibilità 😅
 
Ma dovevamo catturare la vostra attenzione… e poi dopo una giornata come quella di oggi sappiamo benissimo che molti di voi vorrebbero saltare direttamente all’autunno, dopo 17 anni vi conosciamo 😁
 
Scherzi a parte…
Oggi è stata pubblicata un’immagine satellitare basata sui dati del Servizio di monitoraggio dell’ambiente marino di Copernicus (CMEMS) dell’ESA, e mostra l’anomalia della temperatura della superficie del mare (SST) registrata il 19 giugno 2022. I dati mostrano un’anomalia giunta fino a +5°C lungo le coste di Spagna, Francia e Italia.
 
Il caldo poderoso di questa prima metà di giugno è ostinato e destinato a perdurare ancora per molti giorni, senza poi considerare il fatto che davanti a noi abbiamo ancora tutto Luglio e Agosto.
 
L’acqua è un pessimo conduttore di calore, ma cosa significa?
Significa che impiega molto tempo a riscaldarsi e lo stesso a raffreddarsi. Motivo per cui gli inverni al mare sono sempre più miti che nell’entroterra e le estati più fresche.
 
Il Mediterraneo quest’anno si sta scaldando in modo anomalo per via di questa rimonta africana e questo immagazzinamento di calore crescerà nel corso dell’Estate con il rischio concreto che permanga a lungo anche ad autunno inoltrato.
In autunno, poi, abbiamo spesso delle incursioni di aria instabile dall’Atlantico che potrebbero scontrarsi direttamente con il caldo ed il vapore acqueo in sollevamento dal mar Mediterraneo innescando violenti temporali.
 
Calore = Energia = Temporali violenti
 
Se poi usciamo dal discorso meteorologico e ci spostiamo alla biologia marina, l’acqua calda ha un impatto negativo notevole nell’ecosistema del nostro mare. Meno ossigeno nel mare, microorganismi alla base delle catene trofiche in difficoltà, moria di alghe e pesci … scenari poco piacevoli ma che sono direttamente legati a ciò che sta accadendo meteorologicamente.
 
Siamo tutti parte di un sistema più complesso che rischia costantemente l’effetto “domino”.
 
Riallacciandoci a quanto detto all’inizio di questo articolo: non sappiamo dirvi come sarà l’autunno 2022, ma possiamo dirvi che il mare poco oltre il nostro Appennino si sta scaldando tantissimo e che questo è uno degli ingredienti che servono per generare eventi violenti tra Liguria, Toscana ed Emilia-Romagna.
 
Ne occorrono altri… speriamo non si mescolino mai insieme…
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 Dott. Matteo Benevelli