Ciò che è accaduto oggi pomeriggio sulla nostra Pedecollinare e lungo la via Emilia è stato un evento del tutto eccezionale. Non eccezionale per il fatto in sè, ma per l’estensione e l’ampia fetta di territorio interessata dalla grandine che è caduta con chicchi grandissimi su una fetta di Emilia che da Scandiano-Rubiera ha valicato Bologna ed interessato il Ferrarese.
La grandine solitamente è un evento che colpisce fasce ristrette per pochi chilometri, in tal caso l’energia in gioco è stata moltissima ed ha causato immensi danni su tutta la Regione Emilia-Romagna.

Siamo stati interessati da un fenomeno che si chiama in gergo “downburst”, ovvero una nube torreggiante (cumulonembo) dalla quale è scesa con gran forza una colonna d’aria che ha investito il nostro territorio. Il tutto condito da un rimescolamento d’aria che ha favorito la formazione di chicchi di grandine di dimensioni notevoli.

Vi postiamo un grafico che mostra quanto accaduto durante il pomeriggio. Le temperature (in rosso) hanno raggiunto i 26°C per poi scendere lentamente per l’arrivo delle nuvole. Ad un certo punto il grafico crolla di ben 10°C per l’arrivo del “downburst”, ovvero il forte vento pre-frontale al quale sono susseguite le forti piogge e la grandine (la raffica di vento registrata è di 49 Km/h ma l’Osservatorio Geofisico dell’Università di Modena e Reggio Emilia ha registrato l’incredibile raffica di 111 Km/h!). La nostra raffica non è stata grande perchè il nostro anemometro è stato messo KO dalla grandinata (ora lo abbiamo ristabilito ndr.).

Interessante anche notare come dopo il temporale le temperature accennino ad aumentare per scendere nuovamente di poco e mantenersi basse per quasi 45 minuti.
Questo effetto è dovuto al fatto che la grandine al suolo sottrae calore all’aria per potersi fondere.

A chi dare la colpa?
Perchè il Sindaco non è intervenuto?

Come spesso accade dopo questi eventi la caccia al colpevole tira fuori il peggio di noi. In parte è anche capibile, chi ha subito dei danni (la macchina nelle fotografie è dello scrivente, così come il misuratore dei chicchi caduti), sicuramente non è felice di quanto accaduto e di danni ce ne sono stati parecchi.

L’allerta gialla era stata emessa già ieri mattina, ma come spesso accade un temporale interessa fasce ristrette di territorio e dopo qualche chilometro si estingue.
Questa volta è successo qualcosa di particolarmente violento, qualcosa di imprevedibile (come cita anche l’allerta di tipo giallo di cui vi abbiamo messo ieri la spiegazione e qui ve la riproponiamo). Questa mostruosa cella ha acquistato forza sul comprensorio ceramico ed ha seminato danni su una porzione di Emilia-Romagna che dalla pedecollinare reggiana arriva al ferrarese e la Romagna.
Anche dei tombini funzionanti possono ben poco al cospetto di una precipitazione di 44 mm concentrati in un fazzoletto di 15/25 minuti. Allagamenti e ruscellamenti sono assolutamente inevitabili, non c’è tombino che possa reggere a tale quantitativo di acqua.

                                                                 

 

 

 

 

 

 

 

Purtroppo, per tale ragione, non possiamo nemmeno prendercela con le amministrazioni locali (a meno di palesi situazioni di negligenza che localmente noi non possiamo conoscere)… poichè l’evento scavalca le possibili precauzioni.
Nemmeno con la macchina della Protezione Civile, era allertata, è intervenuta … ma non può fare miracoli.

L’allerta gialla per definizione prevede nel suo scenario peggiore esattamente quanto accaduto oggi. Ma contro la grandine non ci sono difese a cui poter ricorrere se non il pregare che non colpisca la nostra abitazione o la nostra automobile ed attendere che passi il più velocemente possibile.

La nostra speranza è che abbiate avuto il minor danno possibile da questo evento.
Da domani tornerà il bel tempo su tutto il reggiano e con esso saliranno molto le temperature. Sarà un periodo stabile con assenza di precipitazioni… ma ne parleremo in un’altra sede.

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