Vento di Bora, domande e risposte

Vento di Bora, domande e risposte

🌬 Vento di Bora 🌬
La giornata di oggi sarà sicuramente caratterizzata da una gradevole ventilazione da est che ci aiuterà a meglio sopportare il caldo pomeridiano.
Ma perché oggi soffia il vento?
Se in piccolo il nostro territorio oggi sarà caratterizzato principalmente dal vento, su scala molto più ampia il quadro è dominato dalla presenza dell’Anticiclone Africano che convoglia aria calda verso la penisola Ibierca e il sud della Francia.
Questa rimonta prepotente di aria calda spinge letteralmente verso est l’aria più fresca presente nel centro Europa a nord della nostre Alpi. Questa spallata da parte dell’aria calda (sebbene più leggera) induce quella più fresca a migrare verso i balcani.
In questo movimento l’aria fredda e pesante si insinua dentro la “porta della Bora” alle spalle di Trieste confluendo nell’imbuto rappresentato dalla nostra Pianura Padana… e più in generale verso l’Italia adriatica.
Ad assecondare questo movimento dell’aria fresca e pesante abbiamo anche una leggera corrente a getto in alta quota che ne agevola il moto.
Quanto durerà?
Nella seconda metà del pomeriggio avremo un graduale esaurimento del vento da est che cesserà del tutto dopo il tramonto.
Ma l’aria non è limpida e tersa…
Giusta osservazione, il vento di norma asciuga l’aria e la nostra visuale spazia in lontananza. Oggi però abbiamo un po’ di foschia perché questo vento non scende dalle Alpi gettandosi subito in Pianura. Durante il suo viaggio si trova ad attraversare un discreto tratto di mare Adriatico facendosi un po’ carico di quell’umidità che si solleva inevitabilmente dal mare a causa dell’evaporazione.
Domani tornerà?
Domani avremo un po’ di ventilazione da est, ma la matrice non sarà la stessa e nemmeno l’intensità. Si tratterà di un leggero vento di scirocco che si originerà a metà dell’Adriatico e che riuscirà a raggiungerci, ma non sarà fresco.
Immagini: MeteoReggio.it
ISAC CNR
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 Dott. Matteo Benevelli
Il punto sulla siccità

Il punto sulla siccità

🏜 Siccità 🌡
 
Inutile tergiversare, nei giorni scorsi anche l’Osservatorio per il Po si è espresso con termini come ‘Una crisi mai vista in 70 anni’.
 
Il bacino padano come la nostra provincia è alle prese con una situazione decisamente poco simpatica e di pesante deficit idrico. Il fatto, poi, che siamo ancora alla prima metà di giugno non fa presagire scenari ottimistici per l’estate 2022 che è ai blocchi di partenza.
 
E’ sotto gli occhi di tutti il fatto che le grandi latitanti di quest’anno sono le piogge. Piogge scarse, concentrate in pochissime giornate e del tutto inefficaci. Il fiume Po, poi, è in sofferenza anche per il fatto che anche sulle Alpi le precipitazioni sono state avare e la neve scarsa.
 
Pesano tantissimo i primi 3 mesi dell’anno che praticamente non hanno visto giorni di pioggia degni di questo nome, una carenza che non è stato possibile compensare con i piovaschi arrivati a inizio e fine aprile e ai primi di maggio.
 
Anche il caldissimo mese di Maggio ha aggravato la nostra provincia impoverendo ulteriormente il nostro suolo di acqua superficiale.
 
Bilancio idroclimatico impietoso per la Pianura che vive il suo secondo momento peggiore dall’inizio del nuovo millennio, solo il 2017 fu peggiore di un nulla (tanto che in quell’anno il 13 giugno piovve e il bilancio migliorò quel tanto che basta dal far diventare da domani il 2022 l’anno peggiore). Anche il 2007 fu un’estate orribile, con valori peggiori ad inizio giugno, ma che migliorarono quel tanto che basta a superare il 2022.
 
Riassumendo, quindi, anno terribile che però nella serie torica dal 1962 a oggi vede altre annate simili:
– 2017
– 2022
– 1990
– 2007
– 1998
– 1966
 
E’ però cambiato il fabbisogno negli anni e l’estate che abbiamo davanti è ancora lungo e la richiesta di acqua da parte dell’agricoltura, l’industria, la produzione elettrica e usi civili sarà da monitorare costantemente.
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 Dott. Matteo Benevelli
Torna il caldo a metà giugno

Torna il caldo a metà giugno

🌡 Torna il calado … 🥵
Potremmo dire che siamo alle solite, ma in fin dei conti siamo pur sempre in estate e le ondate di calore sono “solo” agli inizi … anche se siamo stati piuttosto prematuri a maggio.
Questo fine settimana ha rivisto i termometri risalire oltre la soglia dei 30°C e purtroppo la settimana che sta per iniziare non promette nulla di buono (o quasi).
Ancora una volta siamo alle prese con una bassa pressione che nell’Atlantico si spinge fino alle coste del Portogallo e come conseguenza “schiaccerà” verso l’alto il sempre presente Anticiclone Africano che si porterà nuovamente tra la penisola iberica e la Francia.
In questa occasione il gigante alto pressorio potrebbe farsi più prepotente anche alla nostra latitudine e far salire i termometri su valori record per questo 2022. Stando ad alcuni modelli il prossimo fine settimana “potrebbe” essere decisamente rovente con punte di oltre 35°C (se non oltre i 37°C) … ma confidiamo nella proverbiale inaffidabilità di questi modelli così in avanti nel tempo.
Nella giornata di martedì potrebbe presentarsi un “break meteorologico” per l’ingresso di aria fresca da est che in tal caso determinerebbe un netto calo dei termometri sotto la soglia dei 30°C e isolati temporali (da valutare nei prossimi aggiornamenti). Ma si tratterebbe di un effetto collaterale della ben peggiore rimonta africana che ci investirebbe già dal giorno successivo.
Caldo si, ma abbastanza secco anche se a metà settimana dal mare potrebbe arrivare un po’ di umidità che velerà il cielo facendo aumentare l’afa per un giorno o due.
Insomma… stando ai modelli attuali la settimana entrante sarà segnata da alte temperature e scarse precipitazioni che non possono esserci d’aiuto nel limitare la lunga siccità che ci interessa da inizio anno e che è destinata a peggiorare pesantemente nei mesi a venire.
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 Dott. Matteo Benevelli
Umidità e foschia

Umidità e foschia

🌬 Dense foschie 🫧
 
La forte umidità di questi giorni e le velature d’altissima quota che bloccano parte dei raggi solari non trovano spiegazione in chissà quale tesi complottistica.
 
La forte afa e le dense foschie sono frutto di quell’anticiclone africano che stanzia da qualche giorno sul mar Tirreno e scaglia verso il nostro Appennino e verso la nostra provincia continui flussi di vapore acqueo che viene catturato sul Mediterraneo.
 
Già il 31 maggio vi avevamo paventato la possibilità che si formassero delle nuvole d’alta quota che avrebbero limitato la corsa dei termometri ma non gli effetti del calore al suolo. Vi avevamo già fatto accenno che dal Mediterraneo sarebbe arrivata molta umidità.
 
Stando ai dati raccolti in questo periodo il mar Mediterraneo è alle prese con un surriscaldamento dell’acqua superficiale anomalo (rispetto alla media tipica di inizio mese di giugno), con un avanzo di +4°C. Questo dato è frutto del gran caldo accumulato nel rovente mese di maggio e che ora si riflette anche nel mese in corso.
 
Il caldo favorisce l’evaporazione ed il vapore acqueo è spinto dal vento generato dall’anticiclone africano che è caldo poiché in arrivo dal continente africano e dalla zona Sahariana.
Il vento caldo, quindi, trasporta l’umidità del mare verso il nord Italia facendo manifestandosi a circa 9.000 metri di quota con un alone tenue che fa impallidire il Sole e l’azzurro del cielo.
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Dott. Matteo Benevelli