Qualcosa si muove nel cielo

Qualcosa si muove nel cielo

👨‍🏫☁️ Angolo della Didattica ☁️👨‍🏫

Ogni volta che accade qualcosa di ben percettibile ci piace dare qualche “pillola” di didattica meteorologica.

In questi minuti è in corso il passaggio di un fronte nuvoloso che a gran passo avanza da ovest e si dirige verso est.
Questo muro di nuvole è il margine della cupola di Alta Pressione che da giorni stava rappresentando un limite invalicabile per le perturbazioni atlantiche.

Finalmente un cambiamento è in atto e questa volta i flussi atlantici riusciranno a scalzare l’Alta Pressione e l’allontaneranno verso est. Il ciclone “Zehra” dal mar del Nord scaglia flussi di aria fredda verso la Provenza ed il golfo di Marsiglia.

L’ostacolo maggiore di questa ondata di aria fresca sarà rappresentata dalle Alpi che con il loro muro di 4.000 metri rallenteranno il percorso del vento costringendolo a deviare verso il Mediterraneo e verso la Baviera. Una parte di questo impulso, però, tenterà di valicare il muro e ci riuscirà nella notte. Questa tracimazione culminerà nel vento forte che domani mattina e per tutta la giornata soffierà sul reggiano.

Come potete vedere dalle immagini delle nostre webcam, è ben percettibile questo confine dove avviene lo scontro tra Alta Pressione (bel tempo) e l’arrivo della Bassa Pressione (nuvole). In queste ore, infatti, la pressione sta calando velocemente, soprattutto dal dopo pranzo.

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Dott. Matteo Benevelli

Quattro nuovi occhi sul territorio reggiano

Quattro nuovi occhi sul territorio reggiano

Finalmente possiamo annunciare a tutti voi che abbiamo messo on-line 4 nuove telecamere che inquadrano una bellissima porzione della nostra Collina. Presso il Castello di Viano abbiamo installato 4 telecamere che puntano il cielo ed il topoclima della Valle del Tresinaro.
Questo è stato reso possibile dal supporto dell’Amministrazione Comunale di Viano, con il Sindaco Nello Borghi in prima fila e grazie ai nostri due sponsor Arredamenti Benevelli e Garp Informatica.

Per i nostri 15 anni di attività non può che riempirci d’orgoglio il fatto che due municipalità come Baiso, Scandiano e Viano abbiano creduto in noi e che ci abbiano concesso il loro supporto nell’installazione di queste “finestre” sul territorio. Finestre che ci permetteranno di far avvicinare sempre più persone alla scoperta degli eventi meteorologici che avvengono nella nostra provincia, ma anche strumenti che possono aiutare queste Amministrazioni a promuovere la propria immagine e turismo. Finestre che possono avere un ruolo importante anche nel monitoraggio di eventi che possono avere ripercussioni nella sicurezza della cittadinanza come ad esempio il servizio di antincendio boschivo svolto dalle varie associazioni di Protezione Civile attive nella nostra provincia.

Insomma… non solo telecamere dal solo scopo paesaggistico, ma veri e propri strumenti che mettiamo gratuitamente a disposizione di chiunque voglia utilizzarle per le proprie ricerche o passioni.

Ma andiamo a scoprirne i segreti una per volta:

WEBCAM DI RONDINARA

Questa telecamera diretta verso il punto cardinale di Nord-Est ci mostra lo sbocco della Valle del Tresinaro in Pianura ed inquadra il territorio di ben 4 Comuni: Albinea, Castellarano, Scandiano e Viano.
Non solo, dalla finestra verso la Pianura è possibile scorgere (qualità dell’aria permettendo) le Alpi venete della Lessinia (Verona), ma anche la Cima Calieron (Trento), fino ai Colli Euganei (Padova) nei pressi della punta del Monte del Gesso (Scandiano). Nel centro dell’inquadratura spiccano le abitazioni di Rondiara, che in realtà è un doppio centro abitato diviso a metà tra le municipalità di Scandiano e Viano. Rondinara per gli Scandianesi e Faggiano per i Vianesi. Il Torrente Tresinaro, poi, scorre nel mezzo incanalandosi tra le argille dell’ultima fila di colline, tra cui il Monte Evangelo (che ospita altre quattro nostre webcam che puntano apertamente la Pianura e l’Appennino), prima della Pianura. Prima di sboccare nella Val Padana, il Tresinaro incontra una vena di gesso messiniano in località Mazzalasino/Gessi.

WEBCAM DEL CASTELLO DI VIANO

Potremmo definirla la “più suggestiva” delle 4 webcam, dal momento che ci mostra in tutto il suo slendore il Castello di Viano a quota 344 metri. Il castello nel 1335 era posseduto dalla famiglia dei Fogliani. Quando nel 1426 Viano si sottomise agli Estensi il possesso del Castello venne riconfermato ai Fogliani dal Marchese Nicolò III ( nel 1433) e rimarrà a loro fino al 1589. Nel 1596 il feudo passa al conte Pompeo Aldrovandi di Bologna ai cui discendenti Aldrovandi Marescotti rimase fino alla abolizione dei feudi.
Il Torrente Tresinaro, che scorre nella valle circostante, scava un “ferro di cavallo” attorno alla rupe arenaceo-marnosa incidendola con grazia. La vista spazia fino al Santuario di San Luca a Bologna, con primo piano sulla zona di San Valentino (Castellarano) dove si notano i calanchi fossiliferi del Rio Rocca da dove venne estratto il grande fossile della “Balena Valentina” che è possibile ammirare ai Musei Civici di Reggio Emilia. Ma soprattutto al mattino da questa webcam si può ammirare una fantastica alba.

WEBCAM DI VIANO

Questa webcam gode di una visuale privilegiata sull’intero abitato di Viano, la “Città della Meccatronica” (come si può notare dalla sua sviluppata area industriale in primo piano), nonchè “Città del Tartufo“.
Qui il Torrente Tresinaro rallenta il suo corso arrivando dalle zone più impervie e strette della Collina tra Felina, Carpineti e Baiso. La vista ci permette di arrivare a scogere l’inconfondibile sagoma del “Gigante” con il Monte Cusna che ne rappresenta il volto. Ben visibili anche i Monti Cavalbianco e Ventasso. Il territorio sulla sinistra del Tresinaro (sinistra dell’immagine, ma riva destra se si prende in considerazione lo scorrimento del Torrente), ricade nella competenza territoriale del Comune di Baiso con il noto Monte Lusino a caratterizzarne il paesaggio.

WEBCAM DI REGNANO

Ultima webcam per posizionamento, ma non per importanza, è quella che inquadra la frazione vianese di Regnano. Paese rinomato in provincia (e non solo) per i suoi “Vulcanetti di fango” studiati dal grande naturalista scandianese “Lazzaro Spallanzani“. La visuale si estende dal Municipio di Viano fino alla Cà del Vento, inquadrando le valli del Rio Faggiano e del Rio Arbiola. In profondità è possibile scorgere il Monte Tesa che si trova a pochi passi dalla rupe di Rossena ed il Castello di Canossa. Inquadrando i punti cardinali “Ovest” e “Nord-Ovest” è sicuramente un ottima webcam da tramonto primaverile/estivo.
I “Vulcanetti di fango” di Regnano non hanno nulla a che fare con i ben più conosciuti e spaventosi vulcani di lava. Si tratta di manifestazioni di fuoriuscita di argilla fredda dal sottosuolo per via della risalita di gas metano, acqua salata (da qui il nome di salse) ed un po’ di petrolio. L’argilla solidificandosi forma un caratteristico cono che con le piogge tornano ad appiattirsi.

Curiosità
       

Le nostre quattro webcam si trovano sulla sommità di una torre che ospita una nutrita colonia di Taccole (Coloeus monedula), uccelli intelligentissimi appartenenti alla famiglia dei Corvidi. Capita spesso, quindi, che nelle immagini compaiano in volo o addirittura posate davanti agli obiettivi. Di tanto in tanto possono anche spostare le inquadrature… obbligandoci a dover scalare la torre ogni volta.

Buona visione!

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Matteo Benevelli

Il nostro Pianeta ha la febbre sempre più alta

Il nostro Pianeta ha la febbre sempre più alta

Di anno in anno la situazione è sempre più lampante, ormai i cambiamenti climatici sono sempre più sotto gli occhi di tutti ed anche l’andamento avaro di neve di questo inverno sta facendo capire all’opinione pubblica che qualcosa non va.
L’ultima notizia triste, in ordine di tempo, ci giunge dall’Antartide dove nella giornata di gioviedì 06 febbraio è stata raggiunta l’incredibile temperatura di 18,6°C.

La stazione di rilevamento è quella di Esperanza, che si trova nella lingua di terra che si estende dal continente bianco verso la Terra del Fuoco nel Sud America. Per la cronaca: in quella zona da qualche giorno si stanno registrando temperature di molto al di sopra della media climatica ed il calore ha raggiunto l’Antartide. Si tratta del valore più alto raggiunto dai termometri in quella zona dal 1961, ovvero da quando vi si compiono misurazioni meteorologiche. Ciò che preoccupa, tra l’altro, è che il record precedente è stato battuto di quasi 1°C, e peggio ancora è il fatto che il precedente record negativo è stato registrato solamente 5 anni fa.

Presso la seconda base argentina in quella zona, chiamata Marambio, situata più a sud rispetto ad Esperanza i termometri hanno toccato i 14,1°C.
Una bolla di calore particolarmente intensa sta interessando tutta la regione antartica per una media generale di +2,8°C rispetto alla normalità. Magari ai più può sembrare un valore irrisorio, ma si tratta di una situazione preoccupante perchè anche un solo grado centigrado può fare una differenza enorme tra la soglia di fusione e di solidificazione dell’acqua.


Il record assoluto della Regione Antartica appartiene invece all’isola di Signy, che si trova attorno al 60° parallelo Sud, qualche centinaio di chilometri e 3 gradi di latitudine a Nord-Est della base argentina: 19,8 gradi, rilevati nel marzo 1982.

Da poco, circa nella stessa zona, ha iniziato a muoversi il gigantesco iceberg A68 staccatosi dal continente antartico nel luglio 2017. Una immensa isola di ghiaccio galleggiante con una superficie di oltre 5.800 km2, inoltre, l’A-68 è uno dei più grandi iceberg mai osservati, secondo solo, per ora, all’iceberg B-15, staccatosi nel marzo 2000 dalla barriera di Ross, il quale aveva una superficie di circa 11.000 km2.

Negli ultimi 50 anni nella penisola Antartica le temperature sono salite di ben 3°C con un conseguente aumento della velocità di fusione del ghiaccio, fenomeno che ha avuto un ruolo chiave nel distacco dei suddetti iceberg dalla paittaforma Larsen. Per darvi un’idea di dimensioni rapportate all’Italia, potremmo dirvi che il blocco di ghiaccio distaccatosi ha un estensione maggiore a quella della Liguria.
Il destino di queste gigantesche zattere è quello di galleggiare alla deriva, o lungo le coste dell’Antartide (come ha fatto A68 fino ad ora), o di dirigersi verso nord in direzione Isole Sandwich Australi (territorio inglese) dove fondono velocemente per via delle temperature dell’aria e del mare.

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AGGIORNAMENTO DEL 14 FEBBRAIO 2020

Purtroppo l’ondata di calore non ha raggiunto il suo picco nella giornata del 06 Febbraio, ma ha proseguito nella sua corsa fino al giorno 09 Febbraio, quando nella stazione di Marambio i termometri sono arrivati a varcare abbondantemente la soglia dei 20°C, temperatura mai toccata in precedenza.
Alcuni nostri colleghi hanno sminuito nei giorni successivi il 06 di febbraio il dato registrato nella stazione di Esperanza, sbandierando il record di calore precedente che risaliva al 1982 ed era stato registrato presso la stazione di Marambio con un picco di ben 19,8°C. Ma nel mentre sono stati zittiti da questo nuovo apice di caldo che ha spostato il record oltre l’impensabile soglia dei 20°C.

Fortunatamente, ora, le temperature sembrano essersi riportate su valori un po’ più consoni, ma ancora al di sopra della media.
Ci auguriamo di non dover fare altri aggiornamenti nei prossimi giorni e di non dover mai più parlare di temperature alte nel continente Antartico.
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Dott. Matteo Benevelli